22J Minnesteder Memoriales di Estudio [SIC]

Utoya, Proposta per il Memorial per l'attacco terroristico del 22 Luglio 2011 (foto di Estudio [SIC])
Utoya, Proposta per il Memorial per l’attacco terroristico del 22 Luglio 2011 (foto di Estudio [SIC])
Tre proposte, tre segni sul territorio e la città che ci ricordano l’importanza della memoria ed il suo impatto su una civiltà sconvolta dal doppio attentato del 22 Luglio 2011, verificatosi tra Utoya e Oslo, in Norvegia. La tripla proposta di Estudio [SIC] (Madrid), finalista al concorso per il Memorial per le vittime degli attentanti Norvegesi , riporta al centro del discorso l’importanza dell’essere umano, e del suo rapporto con gli elementi naturali e la città.

La planimetria del primo dei tre memorial, quello situato sull'isola di Utoya (foto di Estudio [SIC])
La planimetria del primo dei tre memorial, quello situato sull’isola di Utoya (foto di Estudio [SIC])
Tre proposte tra loro interconnesse da una geometria che dialoga a distanza, attraverso un incastro platonico che si pone l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo. Uomo e natura si riscoprono all’interno di una comunità di persone con la quale confrontarsi, in onore delle 77 vittime di quel tragico attentato.

Maquette di dettaglio per il memorial dell'isola di Utoya. La curva della lamina indica che l'elemento viene parzialmente sommerso dall'acqua con il cambiare della marea (foto di Estudio [SIC])
Maquette di dettaglio per il memorial dell’isola di Utoya. La curva della lamina indica che l’elemento viene parzialmente sommerso dall’acqua con il cambiare della marea (foto di Estudio [SIC])
Tre proposte, come richiesto da bando: una permanente ad Utoya-Sorbraten, isola dove si è verificato l’attentato di maggior impatto, due ad Oslo (una permanente ed una temporale). Tre “lamine” geometriche che dialogano a distanza, pensate come un unico oggetto scomposto e indipendente, disseminato nei tre luoghi della memoria.

L'immagine mostra la forma organica del memorial, che dialoga con gli elementi della natura circostanti (foto di Estudio [SIC])
L’immagine mostra la forma organica del memorial, che dialoga con gli elementi della natura circostanti (foto di Estudio [SIC])
La lamina di Utoya, inserita all’estremo sud della penisola, all’interno del lago Tyirifjorden e raggiungibile attraverso uno stretto percorso che attraversa il bosco, racchiude in sé la potenza che descrive il rapporto tra uomo e natura.

Seconda proposta di memorial, situato nella città di Oslo. Il Memorial è temporaneo (foto di Estudio [SIC])
Seconda proposta di memorial, situato nella città di Oslo. Il Memorial è temporaneo (foto di Estudio [SIC])
La lamina curva a forma di guscio appoggiata sulla riva del lago viene generata dall’impronta in pianta dell’isola di Utoya.

Gli alberi circondano le aree esterne al Memorial, riparandolo dai rumori della città, e ricreando l'atmosfera di un bosco urbano (foto di Estudio [SIC])
Gli alberi circondano le aree esterne al Memorial, riparandolo dai rumori della città, e ricreando l’atmosfera di un bosco urbano (foto di Estudio [SIC])
Il guscio, geometrizzato e portato ad astrazione, sfiora il terreno, quasi come se fosse sospeso nel vuoto. La posizione è frutto di un esatto calcolo del movimento delle acque, punto della penisola dove si registrano i massimi e minimi cambi di altezza dell’acqua.

I cittadini possono comporre i messaggi in memoria delle vittime (foto di Estudio [SIC])
I cittadini possono comporre i messaggi in memoria delle vittime (foto di Estudio [SIC])
Il mutevole livello del lago, contribuisce così a creare configurazioni paesaggistiche quasi imprevedibili. Fino a quando, nel momento di massima marea, l’oggetto guadagna una nuova autonomia, diventa isola indipendente da contemplare. L’atto della separazione, contribuisce al processo di costruzione del ricordo. Disposti secondo linee concentriche, una serie di messaggi in ricordo alle vittime sono impressi all’interno della lamina. È la prima delle tre operazioni geometriche che stabilisce un primo punto di connessione con le due “lamine” pensate per la città di Oslo.

La terza proposta di Memorial è permanente. Gli alberi piantati all'interno del secondo progetto, ormai cresciuti, vengono trapiantati all'interno della terza lamina (foto di Estudio [SIC]
La terza proposta di Memorial è permanente. Gli alberi piantati all’interno del secondo progetto, ormai cresciuti, vengono trapiantati all’interno della terza lamina (foto di Estudio [SIC]
«La memoria si costruisce giorno per giorno attraverso l’interazione tra diversi individui, comunità e società – raccontano i tre partner di Estudio [SIC] -. Questo gesto ha bisogno di uno spazio d’incontro concreto, per il dibattito». Se, con la proposta di Utoya, il rapporto tra acqua, natura e lamina diventa elemento concreto per riportare alla luce la memoria di quanto accaduto, nel progetto temporaneo per Oslo, è la crescita di una nuova natura a diventare simbolo della memoria collettiva.

Il terzo Memorial si trasforma in un'isola verde, attorno alla quale i cittadini possono riunirsi,  in un'area di riposo immersa in città (foto di Estudio [SIC])
Il terzo Memorial si trasforma in un’isola verde, attorno alla quale i cittadini possono riunirsi, in un’area di riposo immersa in città (foto di Estudio [SIC])
Una nuova lamina indipendente, ma volutamente pensata per incastrarsi con quella di Utoya, si inserisce nel contesto urbano creando un nuovo spazio di dibattito, di confronto, di passaggio. Sul pavimento, insieme ad alcuni messaggi pre-stampati, sono disposte centinaia di lettere sparse che chiunque può utilizzare per creare messaggi in ricordo delle vittime.

L'interno della proposta per il terzo Memorial indica un luogo di pace e riparo, dove le persone possono rilassarsi, protetti dal resto della città (foto di Estudio [SIC])
L’interno della proposta per il terzo Memorial indica un luogo di pace e riparo, dove le persone possono rilassarsi, protetti dal resto della città (foto di Estudio [SIC])
L’esterno della lamina è circondato da alberi della taiga norvegese che, attraverso il loro processo di crescita graduale, vanno a simboleggiare il ricordo delle vittime. Saranno proprio gli stessi alberi che, raggiunta l’età matura, verranno trapiantati all’interno della lamina a forma di anello pensata per il terzo Memorial. Un nuovo rifugio dalla città, per i cittadini, creato artificialmente attraverso una nuova natura, quasi a simboleggiare il forte desiderio di rinascita di una comunità intera.

Lo schema indica le tipologie di messaggi in onore delle vittime, in corrispondenza delle tre diverse proposte
Lo schema indica le tipologie di messaggi in onore delle vittime, in corrispondenza delle tre diverse proposte

All’interno della cavità che si forma dalla curvatura della lamina, si viene a creare un vero e proprio bosco in città. Mentre sulle pareti che circondano lo spazio interno, vengono raccolti i messaggi lasciati dalla comunità di cittadini raccolti all’interno del secondo memorial. Se, da una parte, gli alberi vanno a difendere lo spazio interno a misura d’uomo, silenzioso, dall’altra diventano parte del processo commemorativo.

Se infatti l’aspetto temporale ed effimero della seconda proposta si unisce al concetto di spazio aperto e quotidiano, è la permanenza il concetto chiave che caratterizza la terza lamina curva, pensata come uno spazio commemorativo all’interno del quale vengono raccolti alberi e messaggi che, attraverso un processo di crescita, provano a riscrivere la storia recente di Oslo, con la volontà di voltare pagina e ricominciare.

 

Forme Geometriche Interconnesse
«La geometria unisce i tre memorial aiutandoci a comprendere la ragione poetica che caratterizza la singolarità del luogo». I tre memorial presentati da Estudio [SIC] giocano su una doppia logica. Quella indipendente, nel senso che ogni intervento si relaziona in modo autonomo con gli aspetti che caratterizzano l’ambiente circostante (l’acqua, la natura, la città).

La Maquette concettuale presentata da Estudio [SIC] per la fase finale del concorso (foto di Estudio [SIC])
La Maquette concettuale presentata da Estudio [SIC] per la fase finale del concorso (foto di Estudio [SIC])
Ma allo stesso tempo, il concetto di memoria viene ripreso anche dalla forma geometrica rappresentata dall’unione dei tre elementi, che formano parte di un unico oggetto scomposto, che prende forma in tre luoghi diversi. È dalla loro somma che rimerge il concetto di memoria come simbolo di vita, di risurrezione. Le tre superfici concave diventano “simbolo di unione ed incontro”, deformate e riadattate alle caratteristiche di ogni singolo luogo. Tuttavia, tutte insieme possono essere intese come una nuova “topologia dell’incontro”, luogo immaginario per il ricordo delle vittime.

Estudio [SIC]

Da sinistra: Esaú Acosta Pérez, Miguel Jaenicke Fontao, Mauro Gil-Fournier Esquerra
Da sinistra: Esaú Acosta Pérez, Miguel Jaenicke Fontao, Mauro Gil-Fournier Esquerra

Lo studio nasce a Madrid nel 2002 dalla collaborazione dei tre partner fondatori Esaú Acosta Pérez, Mauro Gil-Fournier Esquerra y Miguel Jaenicke Fontao. [SIC] basa la propria attività sullo studio e relazione che caratterizzano i processi dinamici dell’architettura e del paesaggio, intesi come un processo di ricerca complesso fondato sulla multi-interdisciplinarità. Pone al centro della questione i processi che coinvolgono la città, con particolare attenzione alle pratiche di partecipazione cittadina e il coinvolgimento delle diverse comunità. Sono vincitori di vari concorsi internazionali, tra i quali il Memorial in ricordo alle vittime dell’attentato della stazione ferroviaria di Atocha a Madrid. Tra le altre opere di rilievo realizzate, il centro Bio Farmaceutico di Armunia, ed il progetto “Espacio Vias”, centro di creazione e ricerca nella città di Leon.

 

SCHEDA
22J Minnesteder Memoriales. Proposta Finalista
Tipologia
Concorso
Committente
Koro
Anno
2014
Località
Utoya-Sorbraten e Oslo, Norvegia
Maquette / Immagini
Queipo, Manufacturas

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