360 abitazioni a Sant’Elena di Bat+Hut

Vista degli spazi comuni (foto Bat+Hut)

La soluzione vincitrice di un concorso per il progetto di 360 abitazioni sociali nasce da una approfondita analisi delle condizioni presenti sull’isola di Sant’Elena, lembo estremo nell’oceano Atlantico.

Planimetria dell’intervento proposto (foto Bat+Hut)

In primo luogo, a livello generale, sono stati identificati i nuclei urbani, i punti di interesse, l’idrografia e la geologia, nonché la vegetazione esistente.

Sezioni e prospetti (foto Bat+Hut)

Una delle questioni che richiedono soluzione urgente è la mancanza di controllo ecologico: la desertificazione è diventata una minaccia attuale da affrontare con un subitaneo intervento.

Schema di costruzione partecipata (foto Bat+Hut)

Il gruppo di progettazione costituito da Bat (Bilbao Architecture Team), Hut! (Hut Arkitektura),  e Ander Barandiaran  propone quindi di utilizzare il legno di bambù, come materiale resistente ed economico tratto da piantagioni rigeneranti il terreno, per le strutture in elevazione. In secondo luogo si prevede la roccia locale quale elemento costruttivo basamentale che, raccolto in gabbie di filo metallico, offre la possibilità di varie conformazioni di pratica realizzazione.

Sistema costruttivo (foto Bat+Hut)

Attraverso l’utilizzo di materie lavorate direttamente sull’isola, si arriva a una soluzione architettonica capace di adattarsi alle condizioni atmosferiche attraverso strategie coerenti tecniche e compositive, in grado di tener conto, attaverso la flessibilità di montaggio dei nuclei abitativi, anche delle differenti topografie del territorio insulare.

L’interno di un’abitazione (foto Bat+Hut)

La proposta è quindi non solo progettuale, bensì interpreta un necessario cambiamento di mentalità generale, tradotto in una gestione ottimale delle risorse create.

di Tino Grisi

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