Quattro corti, quattro colori, quattro anime

La capitale imperiale di San Pietroburgo oggi parla italiano: Il Business Center Quattro Corti, ideato dallo studio milanese Piuarch, che ha presentato il progetto vincitore al concorso di Galaxy LLC per ristrutturare e ricostruire un’area nel centro della città, ha collaborato con l’azienda Stahlbau Pichler per progettare, produrre e mettere in opera un sistema di facciate interessante e ricercato che costituisce il tratto distintivo di quest’opera, il volto del progetto.

Quattro corti, quattro colori, quattro anime: il Quattro Corti Business Centre, con i suoi 23.500 mq sviluppati nelle immediate vicinanze dell’Ermitage e della Prospettiva Nevsky, deve il suo nome ad una delle caratteristiche fondamentali del progetto: le quattro corti create appositamente all’interno del lotto per dare luce agli spazi interni. Un edificio introverso, ma capace di sorprendere il visitatore con la sua vivacità e con il suo legame diretto alle corti dei palazzi di San Pietroburgo, luoghi vivaci raccontati brillantemente dalla penna di Dostoevskij e Gogol. Oro, verde smeraldo, azzurro acqua marina e argento sono i colori utilizzati, un richiamo diretto alla regalità dello Zar, in pannelli  vetrati che definiscono le facciate delle corti seguendo uno schema discontinuo e creando giochi di riflessione. L’edificio si estende su una superficie di 23.500 mq, si sviluppa in sei piani fuori terra, un piano seminterrato e due piani interrati dedicati ad un parcheggio meccanizzato.

Il lotto ha forma rettangolare e dimensioni 60×70 m; 20mila mq sono stati destinati ad uffici, il rimanente ad un Boutique hotel e, all’ultimo piano, un ristorante, con una spettacolare vista sulla città e sulla cattedrale di Sant’Isacco. L’inserimento nel contesto è avvenuto con uno studio attento della tradizione urbanistica della città, intavolando un dialogo tra il linguaggio architettonico contemporaneo e le facciate delle residenze storiche di San Pietroburgo, richiamate dalla varietà cromatica delle corti.

La struttura si presenta divisa in due parti: degli edifici preesistenti sono state mantenute le volte di mattoni e sono stati conservati i muri portanti in laterizio, con un rinforzo delle fondazioni di roccia che poggiavano su pali in legno. Nella zona di nuova costruzione, sono state invece realizzate le quattro corti cromatiche. All’ultimo piano i due edifici sono stati collegati mediante una copertura in metallo, realizzata con inclinazioni diverse, così da riconnettere mediante struttura continua le pendenze asimmetriche dei diversi tetti.

Gli spazi sono pensati come luoghi di incontro aperti ad attività pubbliche, installazioni artistiche e mostre. Ogni corte è stata sviluppata come fosse unica: la corte oro, all’ingresso, ospita una scultura appesa, quella blu una vasca d’acqua, la corte argento gioca con la luce, mentre nella corte verde si è dato ampio spazio alla vegetazione. Tutte le superfici sono rivestite in travertino bianco italiano, lo stesso della Cattedrale di Kazan sulla Nevsky. Le facciate continue, realizzate dall’azienda Stahlbau Pichler, occupano una superficie pari a 3.000 mq e svolgono un ruolo di primaria importanza, definendo la natura stessa dell’intero progetto, un sistema di comunicazione tra passato e presente, l’affaccio su una città che porta con sé le glorie di un impero passato ed il dinamismo di uno stato in continua evoluzione.

Le facciate, realizzate da Stahlbau Pichler, si presentano completamente trasparenti, composte da vetri specchianti e riflettenti in  quattro diversi colori. I pannelli di vetro seguono inclinazioni diverse e ruotano rispetto al filo della facciata creando una suggestiva frantumazione dei riflessi nel vetro, richiamo diretto alla superficie irregolare delle tessere dei mosaici bizantini,  e un effetto caleidoscopico che muta al variare dell’illuminazione diurna, omaggio al Salone degli Specchi nel Palazzo Grande di Peterhof. Le cellule hanno una dimensione media di 4 metri e mezzo di altezza per 75 cm di larghezza e si presentano con un peso medio di circa 280 Kg. Sono circa 1350 pezzi e sono costituite da un telaio di alluminio con profili perimetrali tagliati a 45° e uniti mediante squadrette. Il telaio è completamente rivestito in officina da stampati interni ed esterni in acciaio inox lucidato a specchio e il vetro è incollato strutturalmente su un telaio riportato.

La posa è avvenuta mediante staffe in ferro tassellate in cantiere sui solai in calcestruzzo o saldate, nei casi in cui in vi sia una trave in ferro come bordo solaio. Le tenute all’acqua e all’aria sono state raggiunte attraverso due guarnizioni verticali posate a piè d’opera nei montanti e da due guarnizioni fissate dopo la posa delle cellule a correre sul traverso superiore. Alla base la tenuta è stata raggiunta mediante la posa di un bancale a correre e di una guaina, mentre sul cappello e ai lati è stata ottenuta mediante guaina e stampati di finitura. Dopo la posa delle cellule è stata fissata la pinna orizzontale marcapiano costituita da due stampati inox con finitura a specchio lunghi circa 5 moduli (3750 mm), fissati a scatto e bloccati mediante viti sulle due staffette già presenti sul lato inferiore della cellula.

Quattro Corti rappresenta un progetto che potremmo definire in buona parte made in Italy, ottenuto dalla stretta collaborazione tra aziende russe ed italiane. La cooperazione di aziende importanti ha permesso la concretizzazione dell’idea progettuale dello studio PIUARCH, apportando una nuova opera all’architettura contemporanea internazionale.

 

 

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