L’a-art house di Kazuyo Sejima: un caleidoscopio di colori accesi

Il padiglione a-art house tra le case tradizionali giapponesi dell’isola Inujima (foto di Iwan Baan)

Sulla piccola isola giapponese di Inujima è stato terminato il padiglione “a-art house” parte del più ampio progetto dell’ Inujima Art House, ed ideato da Kazuyo Sejima, importante esponente dello studio d’architettura Sanaa. L’ Inujima Art House Project, reso noto nel 2010, prevedeva la trasformazione dell’isola in un parco naturale disseminato di arte ed architettura, nella ricerca di un ambiente unico, in equilibrio tra natura ed artificio.

Vista dall’ingresso del padiglione espositivo (foto di Iwan Baan)

Il padiglione “a-art house” è solo l’ultimo di altri già precedentemente aperti e ospiterà il lavoro di molteplici artisti secondo la direzione di Yuko Hasegawa, responsabile artistico che ha collaborato con Kazuyo Sejima nella definizione del progetto.

Lo spazio interno affacciato sul paesaggio (foto di Iwan Baan)

Lo spazio espositivo è delimitato da un recinto trasparente, un cerchio d’acrilico disegnato del vermiglio di elementi floreali, che circonda il padiglione coinvolgendolo in un dialogo tra interno ed esterno.

Ingresso rituale nel padiglione (foto di Iwan Baan)

Il progetto si connota del forte valore archetipico designato dalla presenza del recinto, instaurando, nello stesso tempo, un dialogo nuovo con l’ambiente circostante sempre visibile attraverso il caleidoscopio di colori accesi.

Il vitreo vermiglio dello spazio artistico nel paesaggio naturale (foto di Iwan Baan)

Il padiglione seppur formato principalmente da spazio esterno scoperto, rende necessario per il visitatore il rituale del passaggio, definendo condizioni differenti nello spazio continuo dell’isola.

I colori della a-art house visti dall’interno di un’abitazione (foto di Iwan Baan)

Costruito nello spazio tra le case tradizionali, l’elemento espositivo presenta solo una piccola area coperta, che replica la condizione dei piccoli edifici al di là del recinto, che sembra divenire uno specchio capace di confondere i concetti di dentro e fuori, natura ed artificio, realtà e fantasia.

di Marisa Carelli

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