A Bruxelles L’Espoir DI Carnoy-Crayon e Dardenne

Il fronte meridionale dell’edificio

La sfida della passività energetica vale anche per le costruzioni sociali: con la residenza “Espoir” quattordici famiglie trovano la loro ideale collocazione in un quartiere della capitale belga che si rinnova e diventa nuovo centro d’aggregazione.  “Bâtiment exemplaire” nel 2008 e vincitore del premio “The Blue House” nel 2012, questo edificio simbolo dell’edilizia sociale in Belgio è testimonianza di come sia possibile creare, con la volontà e la cooperazione di tutte le parti coinvolte, anche partendo da fondi limitati, una costruzione residenziale passiva ecosostenibile.

Piante dei livelli residenziali

Il progetto nasce dall’esigenza di trovare un alloggio a famiglie con basso reddito, perlopiù d’origine straniera; la difficoltà di trovare sul mercato appartamenti economici idonei a nuclei familiari numerosi, ha indotto alcune associazioni di volontariato, il “Fonds du Logement” e il municipio di Molenbeek-Saint-Jean (Bruxelles-Capitale), a cercare un’alternativa all’affitto a canone agevolato, proponendo agli assegnatari una partecipazione diretta nella costruzione dei nuovi appartamenti, grazie al sostegno di co-finanziamenti pubblici. Si viene così a creare “L’Espoir” (Speranza, da qui anche il nome dell’edificio), un’associazione composta dalle famiglie proprietarie che affianca il “Fonds du Logement” durante l’intero iter realizzativo, dalla scelta del vincitore del concorso di progettazione fino alla fase esecutiva.

La sovrapposizione tra cortina steccata e blocchi colorati

La scommessa dell’Atelier d’architecture Carnoy-Crayon è stata quella di progettare, rientrando nei costi prestabiliti, un edificio che non fosse solo ecosostenibile, come richiesto dal bando di concorso, bensì raggiungesse per ogni appartamento anche gli standard energetici passivi, permettendo ai residenti di eliminare le spese per il riscaldamento e i costi di manutenzione degli impianti. Altro fattore determinante nella scelta di questo progetto è stata la volontà di differenziare visivamente le unità abitative, identificandole con colori diversi, in modo da percepire l’edificio non come un unico complesso, piuttosto come una serie di residenze indipendenti. L’immobile si articola in due blocchi sovrapposti di duplex, per un totale di 14 unità abitative, orientate lungo l’asse nord-sud con doppio affaccio.

Sezione trasversale lungo la scala con vista dei due blocchi duplex sovrapposti

La facciata meridionale è dotata di una schermatura solare in legno, atta a essere ricoperta di vegetazione rampicante, mentre il lato a settentrione presenta piccoli giardini al piano terreno e terrazze al secondo piano, in modo tale che ogni appartamento possa usufruire di uno spazio privato all’aperto. Le singole unità sono  dotate di un sistema di ventilazione autonomo, a recupero di calore, garantendo il riscaldamento necessario a compensare la temperatura interna nei periodi eccezionalmente freddi e il “free cooling” in estate.

Il tetto con i pannelli solari

Per la produzione di acqua calda il tetto è provvisto di 40 mq di collettori solari collegati a due boiler da mille litri, a loro volta connessi a una caldaia a condensazione che serve tutti gli appartamenti; la fornitura di acqua per la manutenzione della vegetazione è garantita da una cisterna capace di 10mila litri per la raccolta dell’acqua piovana. L’isolamento termico è assicurato da uno strato di 24 cm di cellulosa insufflata all’interno della struttura portante, da infissi altamente performanti a triplo vetro e da un’attenta progettazione dei dettagli per minimizzare le dispersioni di calore che potrebbero portare a un aumento del fabbisogno energetico.

Prospetto sud con schermatura solare in legno

L’edificio ha così ottenuto la certificazione “Passivhaus”, consentendo un consumo standard pari a 15 Wkh/m²/anno; il risparmio ottenuto grazie alla mancanza degli impianti di riscaldamento ha permesso di compensare, in parte, l’investimento maggiore impiegato per l’isolamento e la ventilazione meccanica, rientrando in un costo di costruzione inferiore a 1200€/m², con un’economia annuale di 41.374 kg di CO2.

 

Le scelte tecniche
La struttura portante è composta da travi composite a I sulle quali sono posati pannelli Osb nella parte interna, per il controventamento e la tenuta all’aria, e pannelli in fibra di legno come protezione all’acqua e al vento, verso l’esterno. Nei casseri che si sono formati è stata insufflata della cellulosa, ottenendo, con uno spessore contenuto, un isolamento termico molto efficace.

Vista della struttura lignea

La pelle esterna è realizzata con intonaco minerale su pannelli ventilati e un rivestimento in legno di cedro, con un valore complessivo di trasmittanza termica par a 0.16 W/m2K. Il comfort acustico si ottiene sdoppiando e scollegando la struttura portante tra gli appartamenti (sia per i montanti che per le travi) e inserendo uno strato isolante, creando così un effetto di massa-molla-massa. Per ottenere la certificazione “Passivhaus”, l’edificio è stato sottoposto al test “Blower-Door” ottenendo un valore di tenuta all’aria di 0.50h-1 a 50 Pa.

Damien Carnoy

Damien Carnoy

Formatosi alla facoltà di Tournai dell’Università di Lovanio, Damien Carnoy si è distinto per la sua passione per le forme organiche e l’utilizzo di materiali naturali; nei suoi progetti ricerca un contatto con la natura, limitando il consumo di risorse non rinnovabili e sensibilizzando i clienti a un utilizzo sostenibile e consapevole del territorio. Tra le sue opere citiamo la scuola “Steiner De Zonnewijzer” a Lovanio (premio della fondazione re Baldovino “La nature en ville” nel 1999 e premio Pierre Carsoel nel 2003) e la casa unifamiliare “la maison dans le verger” (“Award de l’Energie”, 2003).

Scheda
L’Espoir, Molenbeek-St. Jean, Bruxelles, Belgio
Commitente
Fonds du Logement Bruxelles Capitale
Progetto e direzione lavori
Atelier d’architecture Carnoy-Crayon e David Dardenne architecte
Ingegneria strutturale
Luc Delvaux
Tecniche speciali
Mk Engineering
Impresa costruttrice
De Graeve

di Stafania Gabrielli

 

 

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