A Castelo Branco il Centro Culturale di Josep Luís Mateo

foto di Adrià Goula)

Sollevato sopra la piazza circostante, dominata dall’acqua, il Centro Culturale di Castelo Branco a Devesa, Portogallo, è stato progettato dall’architetto Josep Luís Mateo.

Il prospetto verso la piazza (foto di Adrià Goula)

Il progetto è stato ideato con la volontà di affrontare la complessità dello spazio pubblico e dei problemi urbani del centro storico di Castel Branco, soprattutto legati al traffico.

Lo spazio della pista di pattinaggio, sotto l’edificio (foto di Adrià Goula)

La piazza segue i dislivelli del sito, sfruttando la topografia della collina, in cui è situato il nuovo Centro Culturale, e che conduce al Castello della città: sono disegnate strisce trasversali che detreminano un disegno astratto ma non casuale per favorire la circolazione pedonale.

Sezione trasversale (foto di Josep Luís Mateo)

Nella parte centrale lo spazio si concentra a detreminare la nuova pizza dove trova posto uno specchio d’acqua. Questo diviene una pista per il pattinaggio sul ghiaccio su cui si staglia, coprendola, il Centro Culturale che è configurato come un ponte ed è stato costruito in una fase operativa successiva rispetto alla piazza.

Sezione dell’interrato e prospetto laterale (foto di Josep Luís Mateo)

L’edificio si presenta con una facciata in legno, in contrasto con il cemento armato rivestito di zinco della parte sospesa, e costituisce una bolla di attività, una copertura e ugualmente un suolo calpestabile sospeso sopra lo scenario urbano, la piazza e il parco vicino, a cui gli spazi pubblici si riconnettono.

Vista dell’edificio nel contesto della piazza (foto di Adrià Goula)

Se al piano terra il Centro Culturale è composto solamente di spazi interni di transizione, che lo connettono al piano effettivo superiore, lo spazio esterno coperto della pista di ghiaccio genera un luogo definito dal movimento, dalla luce durante la notte e dalla musica.

L’atrio d’ingresso al Centro Culturale (foto di Adrià Goula)

Lo spazio esterno diventa parte integrante dell’architettura anche attraverso l’uso di lucernari che sfruttano l’apertura a livello del terreno per permettere alla luce di raggiungere il piano interrato, realizzando un ambiente lieve ed accogliente.

Lo spazio di connessione con i piani superiori (foto di Adrià Goula)

Ai livelli superiori, nel cuore interno dell’edificio, troviamo l’auditorium e una galleria che ripetono la configurazione dell’edificio, formando spazi a doppia altezza.

Vista della sala espositiva che si apre in un ambiente a doppia altezza (foto di Adrià Goula)

La sala della galleria illuminata da un grande lucernario in copertura è infatti uno spzio a doppia altezza che conduce allo spazio superiore in cui viene incastonato, insieme ad una sala polivalente, l’auditorium.

Vista dell’auditorium (foto di Adrià Goula)

Quest’ultimo spazio, caratterizzato da toni scuri, si differenzia da tutto il resto dell’edificio, i cui interni bianchi e luminosi si aprono nel piano principale in ampie vedute di Castelo Branco, castello che domina la città a cui dà il nome.

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