A Guadalajara Cube II di Carme Pinόs

Vista d’insieme
Vista d’insieme

Cube II è una torre per uffici situata a Puerta de Hierro in Guadalajara, tra numerosi altri grattacieli qui sorti nell’arco di pochi anni e che già connotano quest’area tra le più costose e appetibili (terziario, commercio, servizi) di tutto il Messico.

Cube II
Cube II

Operatori immobiliari e noti architetti gareggiano nel realizzare strutture avveniristiche in una zona ad elevata sismicità e lo stesso Cube II (2013) segue a distanza di pochi anni il “fratello” Cube I (2005), realizzato anch’esso dallo Estudio Carme Pinόs di Barcellona per uno dei maggiori gruppi immobiliari del paese.

Uffici open space con affacci a tutta altezza su brise soleil di lamelle in alluminio inclinate
Uffici open space con affacci a tutta altezza su brise soleil di lamelle in alluminio inclinate

Per entrambi gli edifici, la progettista catalana è partita dalla ricerca della “singolarità”, cioè di uno specifico linguaggio formale che caratterizzasse, distinguendolo, il nuovo edificio rispetto agli altri circostanti.

La lobby di ingresso e il sistema travi/pilastri che si “rompe” e genera l’inclinazione dell’edificio
La lobby di ingresso e il sistema travi/pilastri che si “rompe” e genera l’inclinazione dell’edificio

E ancora una volta realizza un edificio-scultura. Se nel primo, noto e pluripremiato (con maquette esposta al Moma di New York) Carme Pinόs ha privilegiato la forma audace e insolita di tre prismi in legno agganciati ad un “camino” centrale in cemento armato, qui ha puntato su altezza (150 metri) e forma complessa, strutturando un articolato corpo alto e snello che si flette verso il fronte stradale a rompere gli allineamenti delle due torri contigue e di analoga altezza.

Il taglio al piede in corrispondenza dell’attacco al suolo e relativi ingressi
Il taglio al piede in corrispondenza dell’attacco al suolo e relativi ingressi

La forma, dinamica e fluida, è generata dalla “rottura” della torre ad opera di due corpi in calcestruzzo armato che vi si incastrano ad angolo acuto da ambo i lati, separandola in due blocchi di altezza diversa e determinando, al piede, il “cedimento” dell’intero edificio, con una flessione di 4 gradi verso il fronte stradale. L’equilibrio statico dell’intera struttura è costruito nei rapporti reciproci tra il corpo rigido centrale (comprensivo dei blocchi ascensori, scale, canalizzazioni, servizi) e il sistema travi-pilastri di bordo che lascia interamente libera la pianta degli uffici e gli affacci sulla città.

L’involucro in lamelle di acciaio anch’esse inclinate a dare slancio e leggerezza all’edificio
L’involucro in lamelle di acciaio anch’esse inclinate a dare slancio e leggerezza all’edificio

Il risultato è un edificio di 28 piani fuori terra, a forma di parallelepipedo irregolare con due opposti blocchi per uffici a pianta triangolare. Ad ogni piano il corpo centrale disimpegna uffici open space luminosi e di superficie variabile compresa tra i 200 e i 350 metri quadrati circa, in ragione dell’inclinazione della struttura. Al piano terra (come al 26esimo) è l’ufficio di maggiore ampiezza in raccordo con lo spazio verde esterno e, all’opposto, è la lobby di ingresso con reception, sala attesa, e raccordo ai piani interrati (parcheggi e locali di servizio).

Maquette cube II (foto di Estudio Carme Pinòs)
Maquette cube II (foto di Estudio Carme Pinòs)

La lobby d’ingresso, coincidente con la “rottura al piede”, costituisce la cerniera dell’intero edificio, sia in termini strutturali che funzionali, e si avvantaggia dell’ampio spazio anche in altezza generato dalla sostituzione dei pilastri in facciata con le travi inclinate che generano la flessione dell’intero edificio.

Pianta del decimo piano (foto di Carme Pinόs)
Pianta del decimo piano (foto di Estudio Carme Pinόs)

L’effetto “fuori squadra” è ulteriormente rafforzato dalla trama dell’involucro edilizio, costituita da un sistema di lamelle in alluminio anodizzato coerenti con l’inclinazione dell’edificio, a conferire ulteriore slancio e leggerezza all’intera struttura, oltre che trasparenza e riflettenza della pelle, in contrasto con i corpi opachi in calcestruzzo grigio scuro. All’interno, l’involucro in lamelle di alluminio ha funzione di brise soleil ed è integrato al sistema dei serramenti in vetrocamera, anch’essi in alluminio e in parte praticabili, che consentono la gestione microclimatica degli uffici con minimizzazione degli apporti energetici per luminosità e temperatura, così sfruttando a pieno il clima locale.

Pianta del piano terra (Estudio Carme Pinόs)
Pianta del piano terra (Estudio Carme Pinόs)

Al piede, l’edificio si relaziona con il piano urbano mediante un sistema di rampe, tra aiuole verdi e alberi, che disimpegnano l’accesso carrabile ai 7 piani interrati (480 posti auto e locali di servizio) e alle aree sosta e passaggio pedonale fronte ingresso. Nell’insieme Cube II, come è nel lessico di Carme Pinόs già evidente nel noto Caixaforum di Saragozza, incastra e giustappone volumi coniugando il valore della scultura con l’espressione della struttura, e declinando la tensione in armonia e forte presenza individua.

 

Arch. Carme PinòsCarme Pinόs
Architetto catalano, già nota dagli anni Novanta per il Cimitero di Igualada progettato con Eric Miralles, è titolare di Estudio Carme Pinόs in Barcellona, attivo su progetti internazionali di architettura e paesaggio. Tra i più importanti e recenti: l’edificio Dipartimenti del WU Campus a Vienna; le Torri Cube I e Cube II a Guadalajara; il Centro Culturale Caixaforum e il Centro Esposizioni di Saragozza; il Palazzo della Regione del Governo di Tortosa; il complesso di case popolari a Vallecas, Madrid. Attualmente è impegnata in due vaste riqualificazioni urbane: nel centro storico di Barcellona, per la Piazza Gardunya e relativo fronte Mercato di Boqueria (in corso) cui si aggiungeranno la Scuola d’arte Massana e altri nuovi edifici; e in Francia, per il Piano Saint Dizier 2020, vasta riqualificazione urbana ad ampliamento del centro storico verso la Marne, con edifici residenziali, parchi e spazi pubblici. Tra le opere premiate: il Ponte Pedonale di Petrer (Alicante), il Lungo Mare di Torrevieja e Torre Cube I di Guadalajara. Nel 2012 ha lanciato Objects, arredi e oggettistica direttamente progettati, fabbricati e commercializzati.

 

Scheda
Torre Cube 2
Località
Paseo Royal Country Puerta de Hierro, 45116 Zapopan, JAL, Messico
Committente
Cube International
Progetto
Estudio Carme Pinós
Strutture
Luis Bozzo
Costruttore
Anteus (2010-13)
Superficie
2.633 m2
Altezza
150 metri
Piani
28 + 7 interrati

 

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