A proposito di Common Ground

Common Ground all’Arsenale (foto di Francesco Galli)

In occasione dell’inaugurazione della 13esima Mostra Internazionale di Architettura, abbiamo incontrato alcuni architetti del panorama nazionale ed internazionale ed abbiamo chiesto loro un’interpretazione personale di Common Ground, il tema scelto da David Chipperfield per questa edizione della Biennale di Venezia. Ecco cosa ci hanno risposto.

di Arianna Callocchia

«Siamo onorati di partecipare alla Biennale con questo tema così chiaro e ancora più onorati di aver meritato una menzione. Al di fuori da qualsiasi ottica tradizionalista come anche da qualsiasi pretesa di oggettività, abbiamo interpretato il tema proponendo un’idea di città quale ambiente composto da diverse culture succedutesi nel tempo e non come collezione di oggetti isolati. Gli spazi che amiamo sono ricchi di somiglianze e similitudini: il nostro contributo, “Copycat”, vuole rappresentare la capacità dell’uomo di innovare anche attraverso l’imitazione». Cino Zucchi

«Il tema dell’esposizione rientra molto nelle nostre «corde»: tutti i nostri lavori di ricerca condotti in questi anni hanno a che fare con l’aggregazione, intesa a livello architettonico ma anche come campo multidisciplinare. Esiste da una parte l’oggetto architettonico ma, anche, un’opera di “strategia” delle dinamiche che generano un progetto e, in questa mostra, sono evidenti molti di quei processi che possono dare l’avvio a una progettualità di segno “comune”». Aldo Cibic

«Le catastrofi sono il tema del padiglione giapponese – vincitore del Leone d’Oro, ndr – è un tema molto particolare, che ho affrontato pensando a un’architettura che, in una situazione critica, deve ripartire da zero, da una situazione praticamente primitiva. Mi rendo conto che si tratta di un argomento di difficile comprensione, ma spero di essere riuscito a trasmettere questo concetto». Toyo Ito

«Il tema proposto per questa Biennale è molto interessante, poiché ci consente di condividere il nostro personale punto di vista confrontandoci con quanto succede intorno a noi. Inoltre, mi piace l’idea di poter concepire l’architettura anche come una funzione sociale e non solo come disciplina estetica». Louis Becker

«”Common Ground” è un tema molto intrigante e siamo stati molto contenti di poter partecipare con una nostra installazione: non vedevamo l’ora di realizzarla…. Sono molto curioso di visitare la mostra: l’impegno profuso non me l’ha ancora permesso ma, per quanto ho visto finora, ritengo che le proposte possano risultare molto interessanti per la situazione architettonica europea». Jacob van Rijs

«”News Form in Wood”, la mostra esposta nel Padiglione Finlandese disegnato da Alvar Aalto, espone progetti di architettura realizzati dalla nuova generazione di architetti finnici. Il loro e i nostri lavori sono frutto della collaborazione di diversi team professionali, perciò esprimono al meglio il tema della Biennale». Mikko Summanen

«La città richiede un’architettura collettiva e non individuale. Ricorrendo a un gigantesco “affresco fotografico”, questo argomento è sviluppato nel padiglione svizzero come ricerca di un’architettura quale opera di un gruppo, capace di restituire qualità allo spazio urbano». Quintus Miller

«Siamo presenti per la prima volta alla Biennale presso il padiglione malese, con un contributo che chiarisce il nostro punto di vista circa la condivisione di differenti “terreni” nell’architettura. Nello sviluppo del progetto per l’Accademia delle Scienze della Malesia, primo classificato nel concorso internazionale, stiamo approfondendo il tema della partecipazione unita a iniziative internazionali per condividere culture e idee diverse». Valerio Campi

«Nel padiglione del Brasile abbiamo presentato un’istallazione costituita da otto video camere che mostrano al pubblico differenti relazioni tra le persone e la casa in cui vivono – relazioni che non interessano l’architettura ma lo spazio, vissuto in modo diverso e con diversi punti di vista a seconda dei soggetti: proprietario, impiegato, ospite… ». Marcio Kogan

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here