A Roma il Wunderbugs di Ofl Architecture

Il padiglione Wunderbugs sfrutta il volo degli insetti per generare musica (foto Anotherstudio)
Il padiglione Wunderbugs sfrutta il volo degli insetti per generare musica (foto Anotherstudio)

Un padiglione di legno che sfrutta il volo degli insetti per generare musica. Un’architettura interattiva che indaga il rapporto fra uomo e natura, curata e progettata da Francesco Lipari e Vanessa Todaro di Ofl Architecture che si è aggiudicato il premio A+Awards2015 per la categoria “Architettura+Collaborazione”. L’intero padiglione, installato a Roma negli spazi dei giardini pensili dell’Auditorium Parco della Musica, è stato realizzato in legno, combinando le tecniche tradizionali con macchine a controllo numerico. Ispirata alle forme tipiche del barocco romano, ibridate con geometrie che gli insetti sono in grado di produrre, il padiglione si presenta come un aggregato di elementi ripetitivi e semplici.

Gli elementi modulari in legno permettono al padiglione di assumere infinite conformazioni (foto Anotherstudio)
Gli elementi modulari in legno permettono al padiglione di assumere infinite conformazioni (foto Anotherstudio)

Costituito da moduli in legno ripetuti, il padiglione può assumere infinite configurazioni: 1.104 moduli ad arco, 92 rombi con fori circolari che consentono di alternare i vuoti e i pieni. Archi e rombi sono tenuti insieme da 198 nodi in legno che governano l’andamento curvilineo del padiglione, permettendo di generare spazi sempre diversi tra loro. Protagonista indiscusso del padiglione è il mondo degli insetti. All’interno si trovano sei sfere trasparenti sostenute da elementi verticali in legno, ognuna delle quali rappresenta un ecosistema interattivo con terra, piante e insetti. All’interno sono presenti dei sensori che permettono di controllare il movimento, la temperatura, l’umidità e l’intensità della luce solare.

All’interno, sfere su sostegni in legno contengono veri e propri ecosistemi (foto Anotherstudio)
All’interno, sfere su sostegni in legno contengono veri e propri ecosistemi (foto Anotherstudio)

Questi dati, in combinazione con le informazioni raccolte da una rete di sensori a ultrasuoni in grado di rilevare la posizione dei visitatori, sono utilizzati per modulare in tempo reale la composizione musicale diffusa dall’impianto audio del Wunderbugs e attuare una completa integrazione tra architettura e ambiente.
Il progetto si è avvalso della preziosa collaborazione di Chiara Settanni (biologo), Marco Pesoli (tecnico del suono), Vincenzo Core (compositore) e Sebastian Di Guardo (architetto).

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