Ad Arles la Vincent van Gogh Foundation di Fluor Architecture

La Vincent van Gogh Foundation di Arles racchiusa dall'artistica parete di Bertrand Lavier (foto di Flour Architecture)
La Vincent van Gogh Foundation di Arles racchiusa dall’artistica parete di Bertrand Lavier (foto di Fluor Architecture)

Ad Arles, la Vincent van Gogh Foundation ha promosso e sostenuto la ristrutturazione di un ex palazzo privato, con l’intento di realizzare uno spazio che potesse aprire una prospettiva contemporanea sul lavoro di Vincent van Gogh. Un progetto artistico, completamente originale, per richiamare il genio del pittore attraverso le opere di autori del XX e XXI secolo; un luogo storico, nel cuore di una città sovente dipinta da Van Gogh, e parte del patrimonio mondiale dell’Unesco. I 2.400 metri quadri della villa Léautaud de Donines, costruita nel XV secolo e posseduta dal 1924 dalla Banca di Francia, è divenuta sede del nuovo museo grazie al progetto dello studio Fluor Architecture. Date le esigenze tecniche ed espositive, il rinnovo ed ampliamento della villa è stato organizzato intorno alla luce, protagonista particolare nella città di Arles, come nella visione e nei lavori di Van Gogh.

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Il progetto architettonico ha, quindi, attinto il proprio nucleo concettuale dalla missione artistica stessa della Fondazione: creare scambi. Ciò è avvenuto a cominciare dal dialogo tra il lavori di Van Gogh – assente dalla raccolta, ma simbolizzato in tutta l’architettura dalla presenza della luce – e gli artisti: quelli dell’esposizione, e anche i talenti che hanno realizzato istallazioni artistiche funzionali all’architettura del nuovo museo.
Tra questi ultimi, Bertrand Lavier, che ha realizzato una parete d’ingresso scorrevole; Raphael Hefti, con la sua colorata scultura in vetro sul tetto del bookshop, e Fritz Hauser, che ha composto le particolari scalinate.
La famosa luce di Arles guida la riorganizzazione dei volumi espositivi e dello spazio, progettato con precisa modularità per meglio esporre le opere d’arte, e in rapporto rigoroso con i requisiti di conservazione.

Lo spazio d'accesso alla sala principale illuminato la notte (foto di Flour Architecture)
Lo spazio d’accesso alla sala principale illuminato la notte (foto di Fluor Architecture)

Nella sala principale la luce del cielo è diffusa attraverso 20 grandi shed posti terrazza panoramica del tetto ed ognuno orientato secondo il percorso del sole, le altre stanze e gli uffici sono illuminati da preesistenti condotti di luce naturale che è amplificata dalla presenza negli spazi di rivestimenti in calcare. Con il supporto del Van Gogh Museum di Amsterdam, che ha consultato ed assistito le fasi di realizzazione in materia di sicurezza, il restauro ha realizzato standard museali internazionali, con tecniche di conservazione e misure di sicurezza, che realizzano una magnifica vetrina di gioielli: questo spazio potrà, così, convincere anche i più impegnativi e prestigiosi finanziatori, disposti ad investire in un progetto assolutamente luminoso.

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