Aggetti dinamici

Nel cuore di Parigi, a pochi passi dalla Gare de Lyon, un nuovo intervento di edilizia sociale non passa inosservato anche per il suo colore.  Il verde brillante esalta i dinamici volumi che nascono dalla sovrapposizione di giardini sospesi e aggetti variabili

di Renata Gatti

Dettaglio delle composizioni di facciata (foto Sergio Grazia)

Nuovo nella sua tipologia e organizzazione spaziale, l’intervento di Villiot-Rapée affianca due corpi di fabbrica di otto e undici piani che ospitano sessantadue residenze con terrazze, concepite come spazi aperti estesi, attive nel loro sviluppo continuo lungo il perimetro del costruito. Elementi dinamici, coinvolti in giochi di movimento e sovrapposizione, che si staccano da un linguaggio progettuale ripetitivo sia per il disegno dei piani sia per l’individuazione delle componenti di facciata. Prospetti segnati da un vocabolario progettuale denso di soluzioni compositive dove si accostano materiali identici con finiture diverse insieme a inserti di colore vivace. Dai rivestimenti in acciaio corrugato, alle reti in alluminio, alle balaustre in cemento verniciato e alle strisce marcapiano con finiture specchianti dove si riflettono all’infinito gli elementi del progetto. Artefici del progetto, gli architetti dello studio parigino di Hamonic + Masson, vincitore del concorso del 2007. «Il progetto – spiegano gli autori – abbraccia nuovi concetti del vivere insieme che si basano in primo luogo su ampi spazi aperti, sia privati che comuni, come sull’estrapolazione dei vantaggi delle case singole, che sono ora scomparse per sempre da Parigi, con il proprio piano distinto, radicato nel terreno».

Vista di due edifici in fase di ultimazione dei lavori

Simili ma non identici, i due corpi di fabbrica hanno in comune il tema del moto a spirale su un asse verticale; gli aggetti estesi delle terrazze (che arrivano fino a una profondità di tre metri e possono avere una superficie pari alla metà dell’area netta degli appartamenti), i piani sospesi e le angolazioni pronunciate degli sbalzi delle logge. Giardini pensili per tutte le unità abitative – quasi una sfida in rapporto agli estesi spazi a verde degli attici più esclusivi e lussuosi – ruotati rispetto agli aggetti attigui, schermati con reti metalliche o pannellature in vetro o in materiali colorati trasparenti. Ubicato all’interno del dodicesimo arrondisment di Parigi, il progetto è parte di un più esteso intervento di riqualificazione urbana portato avanti dall’agenzia Paris-Habitat Oph seguendo il masterplan dell’architetto e urbanista Jean-Pierre Buffi.

Assonometria dei due corpi di fabbrica (foto H+M)

Un programma che negli ultimi dieci anni ha visto il susseguirsi di radicali opere di demolizione e ricostruzione per l’area delimitata dalle arterie della Rue Villiot e Quai de la Rapée che fin dagli anni Cinquanta conta la presenza di molteplici edifici destinati a residenze sociali. Costruzioni che apparivano obsolete già alla fine degli anni novanta e che Paris Habitat decise di ricostruire affidando i progetti a diversi studi di architettura, tra cui – penultimo, solo cronologicamente – Hamonic + Masson, il cui intervento occupa il settore più interno del lotto. Un sito privilegiato per la sua prossimità alla Senna e al centro della capitale, caratterizzato da solide costruzioni perimetrali, dove al carattere prevalentemente residenziale dell’area si accosta la destinazione a terziario. Edifici pesanti e imponenti da cui è nata l’ambizione dei progettisti di portare «vibrazioni all’interno di un sito statico ed inerte». «La risposta del progetto a una così alta densità di edifici deve essere dinamica, aerea e deve rompere lo status quo. Un nuovo stile avanza attraverso il paesaggio e le case, forte abbastanza da sollevarle dal terreno e dirigerle in alto, a spirale nell’aria». Piani che si sovrappongono, ruotano e creano l’architettura degli edifici e degli spazi pubblici.

Gli edifici creano una nuova tipologia in verticale che nasce dalla sovrapposizione delle abitazioni ( foto F. Delangle)

Versatilità e flessibilità sono invece i parametri secondo i quali si è sviluppata la progettazione degli interni, tutti organizzati attorno al vano dei collegamenti verticali che, insieme alla facciata ha funzioni portanti, lasciando i piani liberi da ingombri strutturali. Con tipologie che variano dal monolocale fino ai duplex con quattro stanze, le unità abitative prevedono esclusivamente partizioni non strutturali e limitano al minimo le superfici di anticamere e corridoi. Nel progetto, che soddisfa i requisiti della “climate plan” di Parigi per ciò che riguarda il risparmio energetico e la sostenibilità, si fa un uso estensivo di grandi finestre per la ventilazione e l’apporto della luce naturale, e le balconate divengono un alternativo percorso di circolazione tra gli ambienti. Grazie all’introduzione di una combinazione di schermi, balaustre e pannelli con reti metalliche intramezzati da lastre in acrilico trasparente o in vetro, la privacy dei residenti dei due blocchi è assicurata.

Sezione sud-est (foto F+M)
Scheda progetto:
Villiot-Rapée Apartments Parigi
Committente: Paris Habitat
Architetti: Hamonic + Masson (Gaëlle Hamonic + Jean- Christophe Masson)
Projet manager: Marie-agnès de Bailliencourt
Ingegneri: + Quantity Surveyor Sibat
Green building adviser: Franck Boutté
Impresa: Capaldi

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here