Al Zorah Pavillion, la terrazza sul paesaggio di Annabel Karim Kassar

L’Al Zorah Pavillion progettato da A. K. Kassar ad Ajman (foto di Tony Elieh)

La struttura dell’Al Zorah Pavillion progettata da Annabel Karim Kassar costituisce il centro multifunzionale della città di Ajman, un punto di riferimento dedicato all’amministrazione, alla cultura ed allo spettacolo.

Vista dell’edificio nel paesaggio naturale (foto di Tony Elieh)

È il primo progetto realizzato in loco, nell’ambito della riqualificazione della città, per un totale di 4500 metri quadrati di superficie costruita ed affacciata su di un area naturale, dominata dalle mangrovie.

L’architettura in fase di realizzazione (foto di Tony Elieh)

Il padiglione è stato progettato con un approccio molto sensibile al sito, in simbiosi con il paesaggio: concepito come una semplice pattaforma affacciata su di esso e riparata da una copertura ripiegata, l’edificio diviene rappresentativo della stratificazione topografica esistente che conduce verso l’acqua.

Particolare della facciata e degli spazi esterni rivolti verso l’acqua (foto di Tony Elieh)

Il padiglione ospita un auditorium interno da 150 posti, che si estende verso l’esterno per accogliere anche lo svolgimento di eventi più grandi, all’aperto; inoltre, uno spazio espositivo e l’annessa caffetteria con terrazza, una guest house al livello superiore ed un piano dedicato all’amministrazione. I parcheggi sono realizzati in sotterraneo, coperti dagli spazi verdi.

Pianta piano primo (foto di Annabel Karim Kassar)

Il fronte sud, dell’edificio, è racchiuso completamente dal tetto, rivestito con tegole di zinco per proteggere gli spazi interni dalla forte luce solare e contemporaneamente per bloccare il rumore della vicina autostrada.

Particolare della copertura che si riconnette con gli spazi esterni (foto di Tony Elieh)

La facciata principale è realizzata in vetro fumé scuro e orientata a nord verso le mangrovie, determinando viste interne che non incontrano alcun ostacolo verso il paesaggio naturale.

Dettaglio dell’andamento della copertura, suddivisa in più elementi (foto di Tony Elieh)

Il tetto è in grado di catturare la luce del sole che, durante il giorno, lo rende brillante, mentre la notte può essere illuminato con proiettori a Led. Alla lucente copertura si contrappone la pavimentazione a livello del suolo, realizzata in piastrelle triangolari di granito nero.

L’ingresso all’edificio, ritagliato nella facciata (foto di Tony Elieh)

Gli spazi interni si aprono da sotto la copertura piegata e sono accessibili attraversando un’interruzione nella facciata a nord: la pendenza del tetto ripiegato, infatti, parte dall’ingresso e arriva fino al punto più alto della struttura attraverso dislivelli a cielo aperto che conducono al belvedere degli spazi terrazzati, affacciati verso il mare, rendendo tutta l’architettura simile ad un’ampia terrazza nel paesaggio.

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