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Alberghi e normative   < Sommario

testo di Laura Badii

Sotto il profilo urbanistico, le strutture ricettive d'interesse collettivo non hanno sempre trovato univoca definizione, mancando un'espressa indicazione nel D.M. 1444/1968 (che individua le zone omogenee in cui è suddiviso il territorio comunale). Dopo una prima assimilazione alle strutture residenziali, la giurisprudenza è ora concorde nel definire gli alberghi quali strutture produttive (categoria omnicomprensiva dalla quale, ai sensi del D.M. 1444/1968, resta esclusa la sola residenza), ora con prevalente natura industriale (trattandosi di attività volta alla produzione di servizi, cosicché spesso le norme fanno espresso richiamo all'industria alberghiera), ora commerciale (essendo attività volta anche allo scambio di servizi). Altra giurisprudenza, pur riconoscendone le caratteristiche eminentemente produttive, li inserisce nella categoria delle costruzioni per attività turistiche, come contemplate dall'art. 10, penultimo comma, della L. 10/1977 (abrogato dall'articolo 136 del d.P.R. n. 380 del 2001). Inoltre i comuni che, più di altri, debbano dotarsi di strutture ricettive possono in ogni caso adottare apposita normativa ed individuare specifiche zone. In mancanza, gli alberghi possono essere realizzati su qualunque parte del territorio comunale purché non siano incompatibili con la destinazione circostante in atto. Essendo ritenuti strutture d'interesse collettivo, gli alberghi godono anche di una normativa derogatoria dei limiti imposti dal RE o dal PRG fissata sin dal 1938 con il R.D.L. 1908. C'è da dire anche che negli ultimi tempi l'evoluzione della domanda turistica ha determinato modifiche organizzative e strutturali all'interno degli insediamenti ricettivi tradizionali. Accanto agli alberghi veri e propri, oggi troviamo "alberghi residenziali" e "multiproprietà" che, accanto alle "seconde case", hanno contribuito ad ampliare il quadro dell'offerta turistica e, contemporaneamente, quello delle problematiche urbanistiche. Di seguito riportiamo alcune delle norme più importanti per la progettazione di una struttura alberghiera.

Normativa

- R.D. 24 maggio 1925, n. 1102 (G.U. n. 157 del 9.7.1925) - Approvazione del regolamento per le migliorie igieniche negli alberghi;
- R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza;
- R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 - Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie;
- R.D.L. 08 novembre 1938, n. 1908 - Norme per disciplinare, in deroga ai regolamenti edilizi comunali, l'altezza degli edifici destinati ad uso di albergo;
- R.D. 06 maggio 1940, n. 635 - Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n. 773 delle leggi di pubblica sicurezza;
- L. 17 agosto 1942 n. 1150, - Legge urbanistica;
- L. 21 dicembre 1955, n. 1357 - Modifiche a disposizione della legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150, sui piani regolatori e della legge 27 ottobre 1951, n. 1402, sui piani di ricostruzione;
- L. 21 marzo 1958, n. 326 - Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale;
- D.P.R. 20 giugno 1961, n. 869 - Norme di attuazione della legge 21 marzo 1958, Hotels and regulations Laura Badii Alberghi e le normative Laura Badii n. 326, recante la disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale;
- L. 27 luglio 1967, n. 685 - Approvazione del programma economico nazionale per il quinquennio 1966-70;
- L. 12 marzo 1968, n. 326 - Provvidenze per la razionalizzazione e lo sviluppo della ricettività alberghiera e turistica;
- D.P.R. 30 dicembre 1970, n. 1437 (G.U. n. 100 del 22.4.1971) - Modificazione degli art. 4 e 5 del Regolamento 24.5.1925, n. 1102 per rendere obbligatoria l'attuazione di migliorie igieniche e sanitarie negli alberghi;
- Lett. luglio 1974, n. 10432/4122 - Ministero dell'Interno. Alberghi. Certificati di prevenzione incendi;
- Circ. 21 ottobre 1974, n. 27030 - Ministero dell'Interno. Criteri tecnici di sicurezza contro i rischi di incendio e di panico in edifici destinati ad attività alberghiere;
- Lett. Circ. 6 marzo 1975, n. 3355/4183 - Ministero dell'Interno. Impianti di cucina e di lavaggio stoviglie funzionanti a gas metano o a g.p.l. a servizio di ristoranti, mense collettive, alberghi, ospedali e simili;
- Circ. 13 maggio 1975, n. 45 - Ministero dell'Interno. Procedure da seguire per l'effettuazione delle visite e dei controlli di prevenzione incendi degli esercizi alberghieri;
- Lett. Circ. 3 luglio 1995, n. 1177/4122/1 - Ministero dell'Interno. D.M. 9.4.1994, piano programmato degli interventi di adeguamento per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti;
- Cir. 12 marzo 1976, n. 15 - Ministero dell'Interno - Prevenzione incendi negli esercizi alberghieri esistenti. Chiarimenti; D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 - Attuazione della delega di cui all'art. 1 della L. 382 del 22/07/75;
- Lett. Circ. 5 marzo 1979, n. 8242/4183 - Ministero dell'Interno. Impianti di cucina e di lavaggio stoviglie funzionanti a gasolio, a gas metano e/o a g.p.l. a servizio di ristoranti, mense collettive, alberghi, ospedali e simili;
- L. 17 maggio 1983, n. 217 - Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica;
- L. 818 7 dicembre 1984 - Nullaosta provvisorio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, modifica degli artt. 2 e 3 della L. 4 marzo 1982, n. 66, e norme integrative dell'ordinamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
- Circ. 22 dicembre 1986 - Consiglio delle Comunità Europee (86/666/CEE). Raccomandazione per la protezione antincendio degli alberghi già esistenti;
- Circ. 20 maggio 1994 - Ministero dell'Industria, del Commericio e dell'Artigianato. Regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere - Chiarimenti;
- Lett. Circ. 20 giugno 1994 - Ministero dell'Interno - D.M. 9.4.1994 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere. Chiarimenti;
- Cir. P1177/4122/1 sott. 1, 3 luglio 1995 - Decreto ministeriale 9 aprile 1994. Piano programmato degli interventi di adeguamento per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti;
- L. 21 novembre 2000, n. 342 - Misure in materia;
- L. 29 marzo 2001, n. 135 - "Riforma della legislazione nazionale del turismo" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001;
- D.M. Interno 6 ottobre 2003 - Approvazione della regola tecnica recante l'aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile 1994;
- D.M. 18 Marzo 2004 Individuazione di nuove aree territoriali omogenee ed aggiornamento della territorialità delle attività turistico-alberghiere.

Prevenzione incendi
Aggiornamento delle disposizioni di prevenzione
incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere D.M. 6 ottobre 2003 (G.U. 239 del 14 ottobre 2003) - Approvazione della regola tecnica recante l'aggiornamento delle disposizioni prevenzione incendi per le attività
ricettive turistico-alberghiere esistenti di cui al decreto 9 aprile 1994.
Decreto 9 aprile 1994 - Ministero dell'Interno
- Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere.

Generalità - 1. Oggetto. La presente regola tecnica di prevenzione incendi, emanata allo scopo di tutelare l'incolumità delle persone e salvaguardare i beni contro i rischi dell'incendio, ha per oggetto i criteri di sicurezza da applicarsi agli edifici ed ai locali adibiti ad attività ricettive turistico-alberghiere, definiti dall'art. 6 della legge n. 217 del 17 maggio 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 141 del 25 maggio 1983) e come di seguito elencate: a. alberghi; b. motel; c. villaggi-albergo; d. villaggi turistici; e. esercizi di affittacamere; f. case ed appartamenti per vacanze; g. alloggi agroturistici; h. ostelli per la gioventù; i. residenze turistico-alberghiere; l. rifugi alpini. 2. Campo di applicazione. Le presenti disposizioni si applicano agli edifici ed ai locali di cui al precedente punto, esistenti e di nuova costruzione. Agli edifici e locali esistenti, già adibiti ad attività di cui al punto 1, si applicano le disposizioni previste per le nuove costruzioni nel caso di rifacimento di oltre il 50% dei solai. Le disposizioni previste per le nuove costruzioni si applicano agli eventuali aumenti di volume e solo a quelli.

- Lettera Circolare Ministero dell'Interno Prot. n. P1226/4122/1 del 20.5.1994 - Circolare n. 23 MI.SA (80) 11 del 7 ottobre 1980. - Decreto Ministeriale contenente le direttive di massima previste al n. 6 dell'allegato A alla legge 18 luglio 1980, n. 406 e chiarimenti; - D.M. 12 settembre 1980 (G.U. n. 283 del 15 ottobre 1980) - Direttive di massima per le prescrizioni che i comandi provinciali dei Vigili del Fuoco daranno ai sensi del punto 6 dell'allegato A alla legge 18 luglio 1980, n. 406: "Norme sulle attività alberghiere esistenti. Disposizioni per la prevenzione incendi"; - Legge 18 luglio 1980, n. 406 (G.U. n. 214 del 6 agosto 1980). - Norme sulle attività alberghiere esistenti. Disposizioni per la prevenzione incendi.

Al fine di chiarire la portata del punto 2 (Campo di Applicazione) del decreto Ministeriale 9 aprile 1994, si precisa quanto segue:

a) Attività di nuova costruzione con ricettività superiore a 25 posti letto. Le disposizioni di cui al Titolo II - Parte Prima del decreto, si applicano: a. alle attività da realizzare in edifici di nuova costruzione; b. alle attività da realizzare in edifici o locali già esistenti e che allo stato hanno altra destinazione; c. alle attività esistenti in caso di ristrutturazione degli edifici che comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai; d. agli aumenti di volume (ampliamenti) di attività esistenti. Le disposizioni previste dal Titolo II - parte prima decorrono dalla data di entrata in vigore del decreto (26 aprile 1994) e pertanto vanno applicate in tutti i progetti presentati ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco per la preventiva approvazione, a decorrere da tale data. Per quanto attiene i progetti di attività che, pur riferendosi ai casi sopraindicati, sono stati invece presentati ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco prima della data di entrata in vigore del decreto, gli stessi, qualora non ancora evasi, vanno esaminati in base alla previgente normativa (lettera-circolare n. 27030/4122/1 del 21 ottobre 1974), fermo restando l'obbligo dei necessari adeguamenti alle misure di cui al Titolo II - parte seconda del decreto, entro i termini previsti dal punto 21.2. b) Attività esistenti con ricettività superiore a 25 posti letto. Le disposizioni di cui al Titolo II - parte seconda si applicano alle attività esistenti alla data di entrata in vigore del decreto e come tali vanno intese quelle attività che al 25 aprile 1994 di fatto esercivano con una autorizzazione rilasciata all'organo amministrativo competente. Il piano programmato dei lavori di adeguamento, di cui all'ultimo comma del punto 21.2 del decreto, deve consistere in una relazione che evidenzi lo stato di fatto dell'attività alla data di entrata in vigore del decreto e riporti gli adeguamenti necessari, da mettere in atto per rendere l'attività conforme alle misure di sicurezza richieste. I progetti di adeguamento di attività esistenti, che non comportino il rifacimento di oltre il 50% dei solai, anche se presentati ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, antecedentemente alla data di entrata in vigore del decreto 26 aprile 1994, vanno esaminati sulla base delle disposizioni di cui al Titolo II - parte seconda. Al fine di rendere più immediata la lettura del decreto, si allegano alcune tabelle riassuntive e di confronto relativamente ad alcune specifiche misure.

Norme UNI UNI 8999: 1987 - Impianti di ascensori elettrici a funi. Istruzioni per l'integrazione negli edifici per uffici, alberghi e ospedali. Raggruppa le informazioni necessarie ai diversi operatori della progettazione edilizia per una corretta scelta ed integrazione nell'edificio degli impianti di ascensori, in risposta alle esigenze proprie dell'utenza finale e dell'organismo edilizio. Si applica alle fasi di scelta e di installazione dell'impianto di ascensori elettrici a funi destinato all'edilizia non abitativa, cioé specificatamente ad uffici, alberghi e ospedali. Contiene suggerimenti riguardanti ascensori per il trasporto dei soli passeggeri e non tiene conto di impianti destinati ad usi specifici quali montacarichi per trasporto merci, montalettighe, montavivande, montaposta, ecc. Dati dell'edificio. Valutazione della popolazione totale presunta nei diversi tipi di edifici (uffici, alberghi, ospedali). Determinazione di massima dell portata, della velocità e del numero di ascensori necessari per il traffico presunto. Fattori che possono influenzare il traffico verticale. Criteri per la scelta di massima del tipo e del numero degli ascensori (norme valide per tutti i tipi di edifici non residenziali). Dimensionamento del vano di corsa e del locale del macchinario. Dati relativi all'integrazione dell'impianto. Individuazione esecutiva dell'impianto. Criteri di gestione dell'impianto. Appendice a: obblighi normativi a cui è tenuto il proprietario. Appendice b: dati da segnalare per il collaudo. Appendice c: dati che il responsabile deve segnare sul libretto. Appendice d: norme e leggi che attualmente regolano l'impianto e l'esercizio di ascensori e montacarichi in servizio privato.

UNI 10670: 1997 - Servizi. Attività alberghiera. Requisiti. Definisce i requisiti minimi del servizio erogato da una struttura ricettiva alberghiera sotto qualsiasi forma giuridica. Vengono, inoltre, fornite delle indicazioni per l'impresa relative all'erogazione del servizio. La norma può essere applicata sia ad una struttura alberghiera nuova che ad una struttura esistente.

Sono, inoltre, allo studio altri tre progetti di norma che afferiscono al settore turistico: - E17020090 "Definizione e requisiti minimi del servizio erogato dalle agenzie di viaggio"; - E17020250 "Servizi. Complessi turistico-ricettivi all'aria aperta. Requisiti del servizio"; - E17020440 "Turismo. Criteri per la classificazione dei servizi ricettivo-alberghieri". Queste, come altre norme tecniche per il settore turistico, potrebbero rappresentare le risposte necessarie a quanto richiamato e previsto dalla legge 135 del 29 marzo 2001 sulla riforma della legislazione nazionale sul turismo, dove viene prevista proprio la definizione di standard di riferimento per il servizio. La legge, infatti, all'art. 2, comma 4, prevede la definizione di linee guida finalizzate a stabilire, tra le altre cose, lo standard minimo (uguale a livello nazionale) dei servizi di informazione e di accoglienza dei turisti, gli standard qualitativi minimi del servizio erogabile dalle imprese turistiche, dalle agenzie di viaggi e i parametri di accoglienza alberghiera. Peccato che, in questo caso, sia ancora tutto fermo e che l'attuazione della legge sia ancora molto lontana da venire. La prima proposta di linee guida, ottenuta dal lavoro congiunto di operatori del settore, politici e consumatori, non ha passato il vaglio della commissione incaricata e così tutto è demandato di nuovo alle singole regioni con un risultato che se da un lato salvaguarda le caratteristiche regionali e sub-regionali dell'offerta, dall'altro non rappresenta un elemento univoco di valutazione e confronto per il singolo turista proveniente dall'estero. In attesa che la situazione della Legge Quadro si sblocchi definitivamente, la pubblica amministrazione può, tuttavia, incentivare l'adozione di norme volontarie di qualificazione quali la UNI 10670, allo stesso modo in cui vengono incentivati investimenti riorganizzativi anche in base alla norma ISO 9001: 2000 relativa al sistema di gestione per la qualità aziendale.

- L. 29 marzo 2001, n. 135 - "Riforma della legislazione nazionale del turismo" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 20 aprile 2001. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Presidente del Consiglio dei ministri definisce, ai sensi dell'articolo 44 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, con proprio decreto, i principi e gli obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico. Il decreto è adottato d'intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le associazioni di categoria degli operatori turistici e dei consumatori. Lo schema di decreto è trasmesso alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica ai fini della espressione del parere da parte delle competenti commissioni parlamentari permanenti. Il decreto, al fine di assicurare l'unitarietà del comparto turistico e la tutela dei consumatori, delle imprese e delle professioni turistiche, stabilisce: a) le terminologie omogenee e lo standard minimo dei servizi di informazione e di accoglienza ai turisti; b) l'individuazione delle tipologie di imprese turistiche operanti nel settore e delle attività di accoglienza non convenzionale; c) i criteri e le modalità dell'esercizio su tutto il territorio nazionale delle imprese turistiche per le quali si ravvisa la necessità di standard omogenei ed uniformi; d) gli standard minimi di qualità delle camere di albergo e delle unità abitative delle residenze turistico-alberghiere e delle strutture ricettive in generale; e) gli standard minimi di qualità dei servizi offerti dalle imprese turistiche cui riferire i criteri relativi alla classificazione delle strutture ricettive; f) per le agenzie di viaggio, le organizzazioni e le associazioni che svolgono attività similare, il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali cauzioni, anche in relazione ad analoghi standard utilizzati nei paesi dell'Unione Europea; g) i requisiti e le modalità di esercizio su tutto il territorio nazionale delle professioni turistiche per le quali si ravvisa la necessità di profili omogenei ed uniformi, con particolare riferimento alle nuove professionalità emergenti nel settore; h) i requisiti e gli standard minimi delle attività ricettive gestite senza scopo di lucro; i) i requisiti e gli standard minimi delle attività di accoglienza non convenzionale; l) i criteri direttivi di gestione dei beni demaniali e delle loro pertinenze concessi per attività turistico-ricreative, di determinazione, riscossione e ripartizione dei relativi canoni, nonché di durata delle concessioni, al fine di garantire termini e condizioni idonei per l'esercizio e lo sviluppo delle attività imprenditoriali, assicurando comunque l'invarianza di gettito per lo Stato; m) gli standard minimi di qualità dei servizi forniti dalle imprese che operano nel settore del turismo nautico; n) i criteri uniformi per l'espletamento degli esami di abilitazione all'esercizio delle professioni turistiche.

UNI EN ISO 9001: 2000 - Sistemi di gestione per la qualità - Requisiti. La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN ISO 9001 (edizione dicembre 2000). La norma specifica i requisiti di un modello di sistema di gestione per la qualità per tutte le organizzazioni, indipendentemente dal tipo e dimensione delle stesse e dai prodotti forniti. Essa può essere utilizzata per uso interno, per scopi contrattuali e di certificazione.