Angela Deuber vince l’arcVision Prize Women and Architecture 2015

arcVision Prize 2015È Angela Deuber la vincitrice della terza edizione dell’arcVision Prize – Women and Architecture, premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi Group. Nella motivazione per l’assegnazione del premio la giuria ha dichiarato: “Angela Deuber è una delle più giovani nominate in questa edizione. Riconosciamo nel suo lavoro nuove direzioni per l’architettura che al tempo stesso condensano con successo gli aspetti importanti per la ricerca strutturale della costruzione e dell’uso dei materiali, insieme al coinvolgimento e all’impegno per un decisivo ruolo sociale delle donne architetto. L’assegnazione del Premio si è tenuta nella serata del 6 marzo a Bergamo, come consuetudine nella cornice di i.lab, il centro ricerca e innovazione di Italcementi.

Le finaliste di arcVision Prize  2015
Le finaliste di arcVision Prize 2015

Tra le finaliste, l’architetta svizzera, nata nel 1975,  è stata scelta dopo due giorni di lavori e confronto dalla Giuria composta anche quest’anno da professioniste di eccellenza sia in ambito architettonico che socio-economico: Shaikha Al Maskari (membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF), Vera Baboun (Sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello studio di architettura Odile Decq), Yvonne Farrell (socia fondatrice dello studio di architettura Grafton Architects) Louisa Hutton (socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Mani Ratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana), Samia Nkrumah (presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah), Benedetta Tagliabue (titolare dello studio Miralles Tagliabue EMBT), Martha Thorne (direttore Pritzker Prize, il “Nobel” dell’architettura).

La giuria di arcVision Prize 2015
La giuria di arcVision Prize 2015

L’arcVision Prize, in linea con la visione imprenditoriale di Italcementi, si pone l’obiettivo di sottolineare idee e progetti con una forte impronta di innovazione e funzionalità, che siano al contempo sostenibili e socialmente significativi. Un accento sulla visione ‘femminile’ dell’architettura, al fine di rigenerare e progettare le architetture esistenti e future.

Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi
Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi

«Nella convinzione che la “buona architettura” sia fatta di capacità creative e tecniche, ma anche di immaginazione, di sentimenti, di cuore, l’arcVision Prize vuole premiare idee e progetti innovativi, sostenibili e sociali, orientati alla bellezza e alla funzionalità del costruire e dell’abitare. Il premio vuole portare in primo piano quella visione ‘femminile’ dell’architettura capace di coniugare tecnologia e ambiente, materiali e forma, stile ed efficienza nella rigenerazione delle città e del territorio». Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi

Alla cerimonia era presente anche Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015 e Commissario del Padiglione Italiano per il quale Italcementi ha messo a punto l’innovativo cemento biodinamico.

Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015 e Commissario del Padiglione Italiano
Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015 e Commissario del Padiglione Italiano

«Eccellenza qualitativa, capacità creativa, attenzione alla sostenibilità, tenendo anche conto delle implicazioni sociali e culturali del contesto di lavoro: questo lo spirito che anima le bravissime architette impegnate in questa competizione, ed è questo lo spirito che animerà anche l’Expo. L’architettura d’avanguardia non caratterizzerà soltanto il Padiglione Italia. Grandi archistar hanno firmato molti dei padiglioni degli altri partecipanti, e anche per questo la nostra Esposizione sarà ricordata come una delle più affascinanti e innovative: tanti Paesi hanno deciso di fondere nelle stesse sagome degli edifici i propri paesaggi e le proprie tradizioni alimentari, in accordo col tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Vorrei poi spendere una parola per questo splendido centro ricerche che ci ospita . L’i.lab riflette la vision dei nostri amici di Italcementi ed è la sintesi della più avanzata tecnologia in termini di qualità dei materiali e di tecnologie per la green construction. Uno spazio della conoscenza e del sapere scientifico, dove personalmente, da imprenditrice innamorata della ricerca, mi sento a casa: perché sono questi i luoghi che rendono grande la nostra industria e che quindi fanno grande l’Italia nel mondo». Diana Bracco, presidente di Expo Milano 2015 e Commissario del Padiglione Italiano

Da molti valori condivisi è nata la collaborazione con WE-Women for Expo, un progetto di Expo Milano 2015 in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Expo è da sempre una leva per lo sviluppo della ricerca scientifica del Gruppo Italcementi: dalla medaglia d’argento all’Esposizione Universale del 1867 di Parigi, passando per il Padiglione Italiano in cemento trasparente di Expo Shanghai 2010, per arrivare al nuovo cemento biodinamico di Palazzo Italia a Expo Milano 2015.

Marta Dassu, presidente esecutivo di WE-Women for Expo
Marta Dassu, presidente esecutivo di WE-Women for Expo

«L’impegno di arcVision Prize – Women and Architecture rappresenta un esempio importante di valorizzazione del talento femminile nell’architettura che WE-Women for Expo appoggia con convinzione. Inoltre, arcVision Prize – Women and Architecture promuove il dialogo fra diverse professionalità su scala internazionale, un fattore di cruciale importanza che sta alla base del progetto WE-Women for Expo». Marta Dassù, Presidente Esecutivo di WE-Women for Expo

 

Premio Speciale We-Women for Expo

Padiglione Angola per Expo 2015
Paula Nascimento. Padiglione Angola per Expo 2015
Paula Nascimento, premio speciale WE-Women for Expo di arcVision Prize,  progettista del Padiglione dell’Angola a Expo 2015
Paula Nascimento, premio speciale WE-Women for Expo di arcVision Prize

La giuria di arcVision Prize  ha assegnato  il premio speciale WE-Women for Expo a Paula Nascimento, progettista del Padiglione dell’Angola a Expo 2015.

 Presenti alla Premiazione Albina Assis Pereira Africano (Commissario Generale dell’Angola e Presidente Steering Committee dei Commissari Generali a Expo 2015), S.E. Florencio Mariano da Conceicao de Almeida (Ambasciatore d’Angola in Italia) e Luís Eugenio Saraiva de Carvalho (Primo Segretario dell’Ambasciata d’Angola in Italia).

Carlo Pesenti e Diana Bracco consegnano il premio speciale WE- Women for Expo a Paula Nascimento
Carlo Pesenti e Diana Bracco consegnano il premio speciale WE- Women for Expo a Paula Nascimento
Stefano Casciani, direttore scientifico dell'arcVision Prize
Stefano Casciani, direttore scientifico dell’arcVision Prize

«Paula Nascimento sebbene ancora giovane ha già raggiunto con il suo lavoro una qualità che esprime al meglio ed esalta il ruolo delle donne nello scenario globale della professione architettonica, attraverso le sue molteplici attività: come organizzatrice culturale di importanti esposizioni, progettista di installazioni ed edifici sensibili, attenta promotrice dei temi della sostenibilità e della ricerca di un suo nuovo linguaggio estetico. Per questo le viene assegnato il Premio Speciale arcVision Prize WE-Women for Expo, che quest’anno si collega idealmente a Expo 2015 e alle sue tematiche fondamentali: l’uguaglianza delle popolazioni globali nel diritto all’alimentazione, nel rispetto dell’ambiente naturale, accompagnati alla ricerca progettuale di tecnologie e processi produttivi sensibili all’equilibrio planetario e alla sua conservazione per le generazioni future». Stefano Casciani, direttore scientifico arcVision Prize

Sergio Crippa, direttore comunicazione e immagine di Italcementi e Arianna Fontana, pattinatrice di short track e ambasciatrice di WE-Women for Expo
Sergio Crippa, direttore comunicazione e immagine di Italcementi e Arianna Fontana, pattinatrice di short track e ambasciatrice di WE-Women for Expo

A consegnare il premio l’ambasciatrice di WE-Women for Expo, Arianna Fontana, giovane pattinatrice di short track, vincitrice di un argento e quattro bronzi olimpici e della Coppa del Mondo di short track 2012 nella specialità dei 500 metri.

Numeri importanti quelli di questa terza edizione: 50 candidature, una short list 21 progettiste provenienti da 16 Paesi – tutti i continenti rappresentati: Spagna, India, Messico, Italia, Francia, Svizzera, Olanda, Usa, Giappone, Egitto, Sudafrica, Tailandia, Marocco, Australia, Grecia, Giordania.

Angela Deuber, Nuova scuola a Thal, esterno e interni  (foto Schaub Stierli Fotografie_ADA)
Angela Deuber, Nuova scuola a Thal, esterno e interni (foto Schaub Stierli Fotografie_ADA)

Angela Deuber, uno dei più interessanti talenti del panorama internazionale, è emersa nel 2014 dal mainstream dell’architettura tradizionale europea con un edificio, la Scuola di Thal (Svizzera), che evoca un passato glorioso di architettura d’avanguardia: il suo è un approccio realmente “costruttivista”, nel senso positivo originale che gli architetti rivoluzionari diedero al termine. Come lei stessa afferma “La costruzione è una parte sottovalutata e intrinseca dell’architettura, ma dal momento che non costruiamo più con le nostre mani, è diventata indiretta, remota e aliena. Il mio lavoro è un tentativo di sfuggire a questa alienazione.”

Angela Deuber, Svizzera
Angela Deuber, Svizzera

«Vorrei dire… Non me ne rendo ancora conto pienamente. Sono molto onorata di ricevere questo premio, significa davvero moltissimo per me. Sicuramente voglio ringraziare coloro che mi hanno selezionata, le componenti della Giuria e tutti quelli che mi hanno supportato per arrivare fino a questo momento. Credo che la Giuria abbia deciso di selezionare una architetto che ha passione per il proprio lavoro e il premio mi incoraggia a continuare con questa dedizione verso l’architettura. Mi auguro davvero che questo sia visto anche come un premio per incoraggiare un maggiore numero di progettiste –le mie colleghe- a fornire il loro contributo all’architettura in ogni parte del mondo». Angela Deuber, vincitrice dell’ArcVision Prize 2015

Le protagoniste delle menzioni d’onore

La Giuria ha anche assegnato tre menzioni d’onore a Kate Otten (Sudafrica), Patama Roonrakwit (Tailandia) e Samira Rathod (India)

Kate Otten, Sud Africa. Menzione d'Onore
Kate Otten, Sud Africa. Menzione d’Onore

Kate Otten (Sudafrica) nata, cresciuta ed educata in Sud Africa non può non mettere in relazione il proprio lavoro con i cambiamenti storici che il paese africano ha visto negli ultimi decenni. Nella sua attività professionale, fortemente basata sulla cultura, la geografia e i materiali locali, Otten ha avuto l’opportunità di lavorare su importanti edifici pubblici e luoghi della memoria, significativi del nuovo modo di vivere ma non immemori del passato. Otten è inoltre attivamente impegnata con il suo studio nella promozione delle donne in architettura, sia assumendole e formandole, sia creando, per dirla con le sue stesse parole, ‘… un ambiente di lavoro che permette agli architetti donna di raggiungere un equilibrio flessibile tra vita e lavoro, conservando loro il posto di lavoro in un momento in cui molte altrimenti lo lascerebbero.

Patama Roonrakwit, Tailandia. Menzione d'Onore
Patama Roonrakwit, Tailandia. Menzione d’Onore

Patama Roonrakwit (Tailandia) non è solo un architetto, ma anche un’attivista sociale. Il suo approccio multidisciplinare sottolinea l’importanza delle buone pratiche di collaborazione con la popolazione coinvolta nei progetti, in particolare gli indigenti che, nelle sua vision, sono i “clienti” più importanti e bisognosi di attenzione. Nelle sue stesse dirette, parole: “L’architettura è il frutto di una progettazione partecipata in cui gli architetti sono anche i clienti ed i clienti sono anche gli architetti. Pertanto ogni progetto deve essere modellato e rimodellato con il contributo di tutti. Il risultato è un progetto collettivo, unico nel suo genere, il cui senso di totalità è contraddistinto dalla diversità di ogni singola idea”.

Samira Rathod, India. Menzione d'Onore
Samira Rathod, India. Menzione d’Onore

Samira Rathod (India) fonda lo studio di architettura SRDS nel 2000 dopo aver conseguito la laurea a Mumbai e il Master in Architettura presso l’Università dell’Illinois. Nonostante il suo sia un piccolo studio, Samira realizza edifici originali con particolare attenzione ai dettagli e ai materiali, dagli interni alle strutture e alle superfici, utilizzando calcestruzzo, vetro e metallo in una sorta di perfetta combinazione scultorea di forme e funzioni. La Baroda Art Gallery è a tutti gli effetti uno studio d’artista ma è anche uno spazio espositivo dove i visitatori possono vedere l’artista all’opera e viceversa. La House in Amhedabad gioca con i concetti di riservatezza e trasparenza del vivere rivelando una possibile dimensione pubblica anche per una residenza privata.

Obiettivo di arcVision Prize è la valorizzazione del ruolo delle donne nell’attuale scenario dell’architettura mondiale, con particolare attenzione per quelle qualità che una progettista moderna deve avere per affrontare la propria professione con originalità, alla ricerca di soluzioni avanzate e non convenzionali, e con una sensibilità più forte e più matura per il contesto umano e sociale. La selezione delle finaliste è stata effettuata tra professioniste segnalate da un gruppo di Advisor internazionale e poi valutate da una Commissione tecnico-culturale, per definire la shortlist finale e sottoporla al giudizio della giuria. Le progettiste segnalate per concorrere al Premio finale, devono aver progettato ed essere firmatarie/co-firmatarie di almeno un’opera (costruita o in fase di progettazione esecutiva) in cui emergano soluzioni e valori sostanzialmente innovativi sotto il profilo funzionale e tecnologico, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità. arcVision Prize intende in questo modo far emergere le più interessanti personalità di architetto donna presenti nel panorama internazionale.

Il Premio consiste in un progetto di ricerca e workshop della durata di due settimane (in occasione della Milano Design Week, aprile 2015) presso i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group a Bergamo, progettato da Richard Meier, che si propone anche come luogo d’incontro e divulgazione di tecnologie e metodologie innovative. È inoltre riconosciuto un premio di natura economica (€ 50.000), con il conferimento di autorità alla vincitrice di destinarne una parte a iniziative progettuali con finalità sociale a sua scelta.

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