Apre a New York The New School’s University Center di Som

Il Centro Universitario della “The New School” a New York (foto di James Ewing)

Situato all’incrocio tra la Fifth Avenue e la 14th Street, a New York, il Centro Universitario della The New School progettato da Som, è stato recentemente inaugurato ed aperto al pubblico.

La facciata dell’edificio al temine dei lavori di costruzione (foto di James Ewing)

Grande landmark urbano, l’edificio costituirà il dinamico campus verticale per una delle più stimate istituzioni formative di Manhattan, e con i suoi 35mila metri quadri rafforzerà il carattere sperimentale dell’università, istaurando un dialogo tra la comunità studentesca, il quartiere locale e la città.

Vista dalla strada, durante la costruzione (foto di James Ewing)

“Il Centro trasforma l’ambiente universitario tradizionale”, spiega Roger Duffy, dello studio Faia, partner progettuale di Som. “Piuttosto che scegliere una compartimentazione degli spazi abitativi e d’apprendimento, abbiamo strategicamente impilato queste funzioni per realizzare un campus verticale, in grado di supportare il tipo di apprendimento interdisciplinare che caratterizza The New School fin dalla sua fondazione”.

Visualizzazione degli spazi interni della caffetteria (foto di Som)

Il Centro Universitario comprende, infatti, sedici piani che ospitano studi di design, laboratori, aule interdisciplinari, la biblioteca universitaria principale, l’ambito residenziale per gli studenti svilppato in ben nove piani, un auditorium da 800 posti con l’inerente caffetteria, oltre a spazi accademici e sociali per le attività degli studenti.

Sezione dell’edificio lungo l’auditorium (foto di Som)

La composizione verticale insieme ai percorsi orizzontali e diagonali che attraversano il campus collaborano per facilitare il movimento nell’edificio, mentre allo stesso tempo aumentano le opportunità d’interazione tra studenti e docenti che frequentano l’intera Università.

L’interno di percorsi che si aprono su molteplici ambienti (foto di Som)

Le scale centrali sono appunto una caratteristica fondamentale del progetto poichè costituiscono i punti focali delle viste, sia all’interno che all’esterno dell’edificio. Attraverso l’uso di finestre a lucernario nei corridoi e sulla facciata, il Centro Universitario prevede l’illuminazione diurna lungo i percorsi, e la disposizione spaziale di questi ultimi è organizzata per favorire brevi camminate tra le destinazioni.

Spaccato assonometrico (foto di Som)

L’edificio dispone anche di aree-deposito per le biciclette e servizi annessi con spogliatoi e docce per incoraggiare l’attività fisica nello spostamento tra casa ed università: per questi motivi l’ex sindaco Michael Bloomberg ha riconosciuto il campus come un modello di corretta progettazione, parte attiva  delle iniziative per la salute e contro l’obesità nella città di New York.

Particolare di facciata con le scandole in ottone (foto di James Ewing)

L’interessante organizzazione interna è poi, espressa nell’esterno dell’edificio che si presenta come dialogo tra le facciate in ghisa del Ladies’ Mile Historic District a nord e le brownstone house del Greenwich Village a sud-ovest.

La vetrate nella fase di costruzione dell’edificio (foto di James Ewing)

L’insieme compatto, dei volumi appositamente rivestiti in scandole d’ottone, rifinito a mano, contrasta con le aperture riquadrate da cornici bianche situate in corrispondenza degli spazi connettivi e delle scale.

Il Centro Universitario durante la realizzazione (foto di James Ewing)

Il Centro Universitario è, infine, realizzato per soddisfare la certificazione Leed Gold attribuita dal US Green Building Council: realizzato con materiali provenienti da fonti sostenibili e con superfici vetrate per il solo 35% del totale, limitando il guadagno interno di calore, l’edificio è dotato di numerose tecnologie “verdi” come luci Led super-efficienti, sensori di presenza, un impianto di cogenerazione da 265 kilowatt e un tetto verde finanziato in parte dal Dipartimento di Protezione Ambientale di New York, in grado di mitigare l’effetto “isola di calore” e il deflusso delle acque piovane.

Marisa Carelli

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=MRqAgrSEGxw[/youtube]

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here