ArboSkin: l’architettura riciclabile delle nuove bioplastiche

Il padiglione Arboskin (foto di Roland Albe per Itke)

Frutto degli studi condotti dall’Istituto per l’Edilizia e la Progettazione Strutturale  Itke dell’Università di Stoccarda, ArboSkinè il padiglione architettonico realizzato nell’ambito del “Research Project Bioplastic Facade”, il Progetto di Ricerca per le Facciate in Bioplastica.

Il padiglione Arboskin (foto di Roland Albe per Itke)

Il progetto è stato sostenuto dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale – Efre – e dimostra attraverso la realizzazione di ArboSkin, un padiglione realizzato in scala architettonica, una delle possibili applicazioni costruttive del materiale bioplastico sviluppato nel corso della ricerca.

Studio dei carichi del vento e della neve (foto di Roland Albe per Itke)

Grazie alla collaborazione di scienziati dei materiali, architetti, progettisti, tecnici di produzione ed esperti ambientali è stato possibile sviluppare un nuovo materiale, appunto, che costituisce una risorsa efficiente ed alternativa ai materiali da costruzione. Partner di ricerca è stato il gruppo Tecnaro, che ha realizzato Arboblend, un particolare tipo di granuli bioplastici che possono essere facilmente estrusi per conformare lastre lavorabili in molteplici modi: possono essere forate, stampate, laminate, tagliate al laser, lavorate con macchine cnc o termoforate.

ArboSkin, realizzata con la tecnologia di un innovativo materiale bioplastico (foto di Roland Albe per Itke)

Arboblend è realizzato per il 90 per cento da fonti rinnovabili e combina l’elevata malleabilità della bioplastica di origine naturale con l’innovativa stabilità e resistenza strutturale tipica delle plastiche rigide. Il materiale può essere riciclato e garantisce standard elevati di durata e di resistenza all’infiammabilità, inoltre è stata determinata la sua resistenza al degrado microbico che pure soddisfa i requisiti per l’uso nel campo delle costruzioni.

I moduli delle piramidi bioplastiche, vista diurna e vista notturna (foto di Roland Albe per Itke)

Con la nuova bioplastica si possono dunque realizzare elementi utilizzabili in facciata ma anche per gli interni degli edifici che si prestano alla domanda crescente di materiali da costruzione sostenibili e allo svilupparsi di una progettazione che richiede elementi dalle geometrie evolute e componenti che pesentano doppie curvature.

Vista di ArboSkin illuminato nella notte (foto di Roland Albe per Itke)

ArboSkin è costruito, appunto, attraverso la composizione di una rete triangolare di moduli di varie dimensioni realizzati con Arboblend: il materiale determina le proprietà portanti dell’involucro a doppia curvatura, formato da piramidi bioplastiche che sono state accoppiate meccanicamente ed irrigidite da un sistema di supporti ad anello e travetti.

 

 

 

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