Architettura del Chianti

Piazzale delle barriques

È stata inaugurata la Cantina Antinori, progettata a Bargino San Casciano, in Val di Pesa, dallo studio Archea Associati.

Vista dal percorso di accesso

La committenza ha richiesto ai progettisti di valorizzare, attraverso l’architettura, il paesaggio ed il territorio vinicolo-collinare del Chianti, espressione della valenza culturale e sociale dei luoghi di produzione del vino.

Lucernario della hall, in alto l’architetto Marco Casamonti

Nel progetto si è pertanto ricercata una simbiosi tra la cultura antropica, l’opera dell’uomo, il suo ambiente di lavoro e l’ambiente naturale: ne è scaturisto un complesso industriale che si fonde nel contesto, con una copertura “collinare”, disegnata da due tagli orizzontali che permettono l’ingresso della luce e l’inquadratura del paesaggio.

Terrazza Belvedere, foto Valentina Muscedra

Lungo la fenditura più bassa sono distribuiti gli spazi uffici e le aree espositive, mentre su quella superiore si aprono le zone di imbottigliamento e immagazzinamento.

Bottaia

La lettura della sezione architettonica dell’edificio evidenzia come l’articolazione altimetrica segua il percorso produttivo discendente (per gravità) delle uve – dall’arrivo, ai tini di fermentazione fino alla barriccaia interrata – inverso a quello conoscitivo del visitatore, di risalita dai parcheggi verso la cantina e i vigneti, attraverso zone produttive ed espositive che vanno dal frantoio, alla vinsanteria, al ristorante, fino al piano che ospita l’auditorium, il museo, la biblioteca, le sale di degustazione e la possibilità di vendita diretta. Gli uffici e le parti amministrative e direzionali, ubicate al piano superiore, sono scandite da una successione di corti interne che prendono luce attraverso fori circolari disposti variamente sul vigneto-copertura. Tale sistema è utilizzato per portare luce anche alla foresteria, la casa del custode. I materiali e le tecnologie evocano con semplicità la tradizione locale esprimendo con continuità il tema della naturalità ricercata tanto nell’uso della terracotta, quanto nell’opportunità di utilizzare l’energia naturalmente prodotta dalla terra per raffrescare e coibentare la cantina realizzando le condizioni climatiche necessarie per la produzione del vino.

Sezioni
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