ArcVision Prize, architettura al femminile

La guira di ArcVision Prize

Il 7 marzo 2013, presso lI.lab di Bergamo, il centro ricerche progettato da Richard Meier per Italcementi, sono stati nominate le vincitrici della prima edizione di ArcVision Prize, premio internazionale di architettura al femminile per il sociale istituito da Italcementi Group.

Carla Juaçaba

Su decisione unanime, il premio è stato assegnato a Carla Juacaba, architetto brasiliano, progettista del Padiglione Humaidade 2012 per Rio +20: in lei la giuria ha visto le qualità di un architetto coraggioso, creativo, capace di ricercare soluzioni non convenzionali con grande sensibilità al contesto (vai al progetto del padiglione Humamidade 2013).

Izaskun Chinchilla

In particolare, come a sottolineato Vera Baboun, il progetto esprime la capacità dell’architettura dell’aiutare il mondo, migliorando la vita delle persone. Nella scelte della vincitrice si esprime quindi l’intenzione di ArcVision Prize, un premio sociale, oltre che architettonico, con le parole di Odile Decq: «un riconoscimento per i personaggi, più che per i singoli progetti, capaci di costruire un mondo migliore».

Anupama Kundoo

Sono state inoltre assegnate tre menzioni speciali, ad Izaskun Chinchilla, architetto madrileno che combina, nel suo percorso di ricerca, architettura trasgressiva ed installazioni d’arte in spazi pubblici e sociali (vai al progetto Garcimuñoz 14); all’architetto indiano Anupama Kundoo, premiata per la sua capacitàò di focalizzarsi sulla ricerca di materiali e tecnologie costruttive a basso impatto ambientale (vai al progetto Volontariat Homes); ed a Siiri Vallner, progettista estone i cui lavori fondono vecchio e nuovo in maniera flessibile e coraggiosa, dimostrando una particolare sensibilità per il contesto ove le opere si collocano (vai al progetto Downtown Gym).

Siiri Vallner

La giuria, composta da Shaikha al Maskari, Membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum (Aiwf), premiata nel 2012 come Miglior Imprenditore Donna, Vera Baboun, Sindaco di Betlemme e simbolo di un processo di cambiamento di una società tradizionalmente governata dalla figura maschile, Odile Decq, titolare dello studio d’architettura Odbc, tra le principali esponenti dell’avanguardia nell’architettura contemporanea, Victoire de Margerie, Presidente Rondol Technology ed esperta di Corporate Governance, Yvonne Farrell, titolare con Shelley McNamara dello studio d’architettura Grafton Architects, Samia Nkrumah, Presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah e politico ghanese, Kazuyo Sejima, titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura Sanaa e vincitrice del pritzker Prize 2010, Benedetta Tagliabue, fondatrice, con Enric Miralles, dello studio d’architettura Embt e Martha Thorne, Executive Director del Pritzker Prize,  si è riunita a Bergamo nei giorni 6 e 7 marzo 2013 per scegliere la vincitrice e le tre menzioni speciali assegnate, guidata da Stefano Casciani, Direttore Scientifico del Premio.

La giuria al lavoro nell’I.lab di Italcementi Group

L’arcVision Prize intende essere un contributo allo sviluppo di una cultura della sostenibilità attenta alla figura femminile e al suo modo specifico di fare architettura con un’attenzione particolare per
l’uomo, la città e l’ambiente. Il paesaggio dell’architettura contemporanea ha assistito all’affermazione di un ruolo sempre più rilevante delle progettiste. Questa emergenza di nuove figure
di architetto donna costituisce uno dei fenomeni più interessanti sotto il profilo sociale e culturale della creatività progettuale nel settore delle costruzioni.
“Con questo riconoscimento – ha sottolineato Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi – vogliamo mettere in risalto l’importanza crescente che nell’ambito dell’architettura vanno assumendo da tempo le progettiste, ed essere così testimoni di una “discriminazione positiva” nei confronti delle donne. Con la speranza che in settori tradizionalmente governati dagli uomini, possa affermarsi sempre di più il ruolo centrale della figura femminile in modo da superare qualsiasi forma di differenziazione o di esclusione dai meccanismi decisionali e produttivi. Dell’energia e della
sensibilità delle donne hanno bisogno gli uomini e le aziende per crescere e ottenere risultati sempre migliori”

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