Rafael Moneo
project/progetto: Our Lady of the Angels Cathedral
location/luogo: Temple and Grand Avenues, downtown Los Angeles
client/cliente: Archdiocese of Los Angeles, Cardinal Roger Mahony
architect /architetto: Rafael Moneo
construction supervision/direttore lavori: Rafael Moneo project architect/capo progetto: Hayden Salter
members of the team/membri del team: David Campbell, Alberto Nicolau, Lori Bruns, Mariano Molina, Christoph Schmid
associate architect/architetti associati:
Leo A Daly Architects (Nick Roberts, Jaime García, John Williams)
litugical art consultant/consulente liturgico: Richard Vosko
landscape architect/architetto del paesaggio: Campbell & Campbell
structural engineer/ngegnere strutturale: Nabih Youssef and Associates
mechanical engineer/ingegnere meccanico: Ove Arup & Partners, California
construction company/impresa costruzioni: Morley Builders
model/modello: Juan de Dios Hernández, Jesús del Rey cathedral
budget/budget cattedrale: $ 80 million
total project cost/costo totale: $193.5 million
site area/area: 235.000 sq. ft. / 21.150 mq
cathedral/cattedrale: 56.765 sq. ft. /4.000 mq
residence/residenze: 26.922 sq. ft /2.000 mq
conference center/centro conferenze: 56.228 sq. ft./ 3.150 mq
plaza/ piazza: 82.140 sq. ft./ 8.100 mq
structural system/sistema strutturale: Poured in place concrete/cemento gettato in opera
materials/materiali: sand blasted concrete/cemento sabbiato
spanish alabaster in aluminum mullions/alabastro spagnolo nei montanti in alluminio
floor/pavimeti: spanish limestone/pietra calcarea
suspended ceiling of fir and hemlock/soffitto di abete
competition/concorso: June 1996
ground breaking/inizio lavori: september 1997
consecration/inaugurazione: september 2002
Quando ho cominciato a pensare alla Cattedrale, ho cercato di ricordare in quali architetture moderne si potesse sentire la presenza del sacro. Mi sono venute in mente la chiesa a Turku di Erik Bryggmann e la cappella di Le Corbusier a Ronchamp, le due chiese contemporanee che mi hanno maggiormente impressionato, e direi che ciò che le accomuna è l'importanza della luce. Vedo la luce come la protagonista di uno spazio che cerca di recuperare il senso del trascendente, il veicolo attraverso il quale riusciamo ad avere l'esperienza di ciò che noi chiamiamo sacro.
La luce è all'origine della Cattedrale Nostra Signora degli Angeli. Da un lato, la luce riflessa dalle cappelle, catturata dalle grandi finestre, ci dirige lungo il percorso verso i deambulatori che conducono alla navata, una luce non molto diversa da quella che troviamo nelle chiese Romaniche. D'altra parte, la luce, filtrata dall'alabastro, crea un'atmosfera luminosa, diffusa ed avvolgente, in cui gli elementi costruiti 'galleggiano', assicurandoci un'esperienza spaziale vicina a quella che troviamo in svariate chiese Bizantine. Infine la croce di vetro che domina l'abside dall'alto ci fa comprendere la luce come mistica metafora della presenza di Dio che si manifesta nei raggi di sole che la attraversano, determinando un'esperienza architettonica come quelle realizzate dagli architetti del Barocco.
Il sito di questa nuova cattedrale si trova nel cuore della città tangenzialmente all'autostrada di Hollywood, una delle maggiori arterie della metropoli. Leggermente sopraelevato, il lotto domina i dintorni, enfatizzando il ruolo di questo complesso come un punto di riferimento urbano e centro spirituale. Una spianata, che può ospitare fino a 6.000 persone, occupa il centro del sito con volumi costruiti su entrambe le estremità collegate da colonnati che vanno a definire i margini della piazza. La cattedrale occupa l'estremità più alta, con la facciata leggermente inclinata rispetto al lungo asse del lotto. La torre campanaria si erge in corrispondenza dell'angolo, separata dalla chiesa da un chiostro trapezoidale che si proietta nella spianata sotto forma di laghetto triangolare costeggiato da alberi di palma. All'estremità opposta del sito si trovano la residenza del vescovo e gli annessi di servizio per l'arcidiocesi, due volumi che rimandano con deferenza alla massa scultorea del tempio.
Punto focale visivo dello spazio esterno è la croce francescana ritagliata nel lucernario di alabastro della facciata. La fascia trasversale della croce è a filo con la copertura che sporge in fuori come una visiera. La proiezione in avanti del tetto e l'abbassamento perpendicolare su un lato, trasforma la facciata principale della chiesa in uno sfondo per cerimonie all'aperto, per cui la medesima croce domina sia gli altari interni che quelli all'aperto. Si entra nella cattedrale direttamente dalla spianata attraverso porte laterali che danno su un corridoio perimetrale separato dallo spazio della navata da cappelle che guardano all'esterno. Il risultato è un spazio centrale meno ingombro che permette il simultaneo svolgimento di molti atti religiosi. La sezione mostra la porta su Temple Street che fornisce l'accesso ad una galleria che riceve la luce riflessa dalle cappelle. Il lungo muro esterno è privo di finestre per far sì che possa essere utilizzato per le targhe, le iscrizioni e offerte votive che mantengono viva la storia della cattedrale. Tra le cappelle si può scorgere lo spazio della navata. Ad ovest, dalla parte opposta del presbiterio, troviamo il fonte battesimale. Si esce sulla Grand Street o si accede al chiostro direttamente dal battistero. Il corridoio sul lato nord assume un carattere diverso per le cappelle che si aprono sul giardino del chiostro mettendo queste ultime in contatto con la natura e, più oltre, con il paesaggio di Los Angeles.
La navata, con una capacità di duemila persone, l'altare principale e l'annesso pulpito, affiancato da ordini di posti a sedere, occupano la fascia longitudinale della cattedrale. Un'ampia finestra con una croce domina l'area dell'altare e le connotazioni religiose della luce sono rafforzate dall'inclinazione dei piani orizzontali. Il coro è posto accanto all'altare, arretrato rispetto alla cancellata, in una struttura di forma scatolare aperta sopra la quale si erge l'organo. Le superfici della facciata dietro l'organo sono caratterizzate da feritoie anch'esse di alabastro, che vanno a creare un secondo punto di luce filtrata nella zona dell'altare. Lo stesso metodo di illuminazione, con la luce filtrata attraverso le feritoie, viene utilizzato per le grandi finestre della facciata laterale della navata.
Rafael Moneo