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Nuovo "orizzonte" toscano

MDU Poolhause

Integrazione totale con un paesaggio fatto di terrazzamenti, muri in pietra, olivi e quercie: è la Poolhouse Fioravanti progettata da MDU Architetti.

Alessandra Coppa

20 Luglio 2010

La Poolhouse Fioravanti è collocata nel paesaggio toscano, in un luogo caratterizzato dalla presenza di una serie di terrazzamenti con muri in pietra di alberese, una grande oliveta, una piccola, fresca, querceta ed il paesaggio delle montagne di fronte: questi sono i “materiali” con cui è stata costruita. L'edificio nasce dai terrazzi di terra e dai muri a secco esistenti: si configura come l'estensione di un terrazzamento verso il paesaggio, una sorta di “ponte” emotivo che enfatizza il significato relazionale dell'architettura nella sua possibilità di ri-definire il rapporto tra l'uomo e la natura. Il fronte sud è caratterizzato dai fronti integralmente vetrati della zona living, che si estende verso l'esterno in un portico: l'architettura è concepita come uno strumento visivo il cui obiettivo è quello di immergere l'abitante in uno spazio dominato dalla presenza degli elementi naturali. L'infisso in ferro verniciato si integra con la struttura della copertura costituita da pilastri in profilati a C accoppiati, in modo da minimizzarne la presenza in funzione della vista verso l'esterno.
Il fronte nord, all'opposto, è una sequenza di volumi rivestiti interamente in pietra alberese, che planimetricamente definiscono una fascia di funzioni “secondarie”, la cucina ed il servizio. Questo fronte dialoga con la querceta retrostante che risulta visibile dall'interno attraverso alcuni scorci tra i blocchi in pietra. La piscina è concepita come un piano d'acqua su cui far riflettere il paesaggio, il cielo, l'architettura, ed è caratterizzata dalla soluzione di raccolta a tracimazione che mantiene il filo dell'acqua alla stessa quota della pavimentazione esterna, con il bordo vasca ed il percorso in lastre di pietra di cardoso.
Il fronte vetrato a Sud permette l'accesso ai raggi del sole nel periodo invernale, mentre, l'aggetto pronunciato della copertura , garantisce un ombreggiamento naturale nel periodo estivo. Il fronte nord risulta estremamente compatto e integralmente rivestito in pietra in modo da sfruttarne le capacità di inerzia ed isolamento termico. Le aperture contrapposte nei fronti nord e sud garantiscono un ricambio e raffrescamento naturale dell'aria all'interno, usufruendo della ventilazione dominante della vallata, che, nel periodo estivo, garantisce l'ingresso della fresca brezza proveniente dalla querceta sul retro. Infine una breve nota sulla pietra: il rivestimento delle pareti in alberese è stato realizzato impiegando esclusivamente il materiale rinvenuto nel corso dello scavo per la costruzione delle fondazioni dell'edificio.

Abbiamo intervistato lo studio MDU.

Alessandra Coppa: Quali sono le “linee guida” del vostro studio?
MDU: MDU architetti _ Misuratori Differenziale Urbano_ è uno studio il cui campo di azione sono i paesaggi della contemporaneità, luoghi fisici e non, abitati dall'uomo d'oggi.
Il metodo è il dubbio, la continua messa in discussione di quello che appare evidente, la quotidianità, le certezze, nella convinzione che esistono molteplici “città invisibli” oltre quella ufficiale. Lo scopo è forare la realtà: l'architettura è una collisione tra le identità che compongono ogni paesaggio.

A.C.: Qual è il concept dell'opera che avete selezionato, per Casa Fioravanti?
MDU: Ci troviamo nella vallata del fiume Bisenzio in Toscana, in uno di quei luoghi nei quali la natura è ancora oggi l'elemento dominante. Natura che mostra anche l'azione continua che l'uomo ha operato su di essa, nel tentativo di assecondare i ritmi stagionali alle proprie necessità, seguendo una cultura antica basata sul rispetto e la sostenibilità. Così muri a secco in pietra di alberese, che formano terrazzamenti di terra su cui si pratica la coltura dell'olivo, segnano il paesaggio con le loro linee orizzontali, come un reticolo di canali in terra o pietra tracciano il suolo con un arcaico “disegno”. L'edificio “respira” il luogo, è fatto di esso.