Atti coraggiosi e strategia politiche chiare

Leopoldo Freyrie, presidente Cnappc

Il Consiglio Nazionale degli Architetti esprime sollievo per la decisione dell’Unione Europea volta a superare i vincoli imposti dal patto di stabilità, augurandosi al contempo che questa non si risolva in un mero annuncio bloccato poi dall’inerzia della burocrazia.

Per questo motivo il Consiglio Nazionale degli Architetti aderisce con convinzione alla manifestazione indetta dall’Anci, in tema di mancati pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione per il prossimo 21 marzo.

«Ogni giorno – si legge nel comunicato stampa del Cnappc –  centinaia di studi professionali e imprese chiudono, ogni giorno migliaia di giovani professionisti e di operai rimangono disoccupati, mentre riparte il teatro della politica a cui tutti gli attori vecchi e nuovi contribuiscono a farne un Ballo sul Titanic, indifferente ad un Paese reale che affonda ogni giorno di più nonostante i cosiddetti “fondamentali” economici sani. Il tempo delle favole è scaduto ed è l’ora degli atti coraggiosi e delle strategie politiche chiare, tra cui la prima è assicurare in quindici giorni all’Italia un Governo – qualunque sia – che sul pagamento di tutti i debiti ai suoi cittadini, sul commissariamento immediato della burocrazia inerte, sui tagli drastici ai costi della pubblica Amministrazione, sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio e dei territori, agisca subito smettendo di giocare sulla pelle di imprese e professionisti e sul futuro dell’Italia. Gli architetti italiani non sopportano più l’auto-referenzialità della politica, le promesse non mantenute, il sentirsi dire che l’Europa “non vuole”, come se l’Europa non fossimo anche noi e non sapessimo che in Germania, Francia o Spagna si possono fare politiche d’investimento che qui non si fanno. Non c’è  norma o patto di stabilità al mondo che possa impedire allo Stato di onorare il suo debito con i cittadini: appare invece evidente l’incapacità della nostra classe politica di mettere in mora la Commissione Europea (e connessi organismi finanziari internazionali) che senza l’Italia non durerebbe più di due settimane: ora che la Commissione Europea ci dice che si può temiamo il solito rimbalzo delle responsabilità o gli ostacoli posti da chi non vive la realtà del mercato».

 

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