testo di Marcello Marchesini
Località Ditzingen, Germany
Progettisti Barkow Leibinger Architects (Frank Barkow, Regine Leibinger)
Collaboratori Meredith Atkinson, Carsten Krafft (design), Caspar Hoesch (construction)
Paesaggista Büro Kiefer
Committente TRUMPF GmbH & Co. KG
Strutture Werner Sobek Ingenieure
Facciate Arup Berlin
Impresa edile Gassmann + Grossmann
Progetto 2006-2007
Superficie complessiva 130m2
I 130mq progettati da Frank Barkow e Regine Leibinger, rappresentano un condensato di architettura capace di coniugare in modo intelligente le potenzialità dei materiali usati con una ricercata volontà estetica che nasce da logiche costruttive e non solo compositive o geometriche.
Finita di costruire nel settembre 2007 a Ditzingen in Germania per TRUMPF GmbH & Co. KG, la Gatehouse stimola una riflessione su come sia possibile, anche attraverso una piccola architettura, indagare sulla potenzialità espressiva e costruttiva dei materiali e di come sia importante decidere quali e in che modo questi possano essere utilizzati.
La Gatehouse sorprende per la sua ricchezza comunicativa legata alla volontà di lavorare per sottrazione: è come se il volume, il suo "pieno", venisse mangiato, ridotto, assottigliato, continuamente alleggerito. La materia viene plasmata per ottimizzare la sua sezione resistente, per ridurre al minimo indispensabile la quantità di acciaio e vetro utilizzato.
L'immagine che se ne ottiene è quella di un'architettura rarefatta, dilatata, alleggerita, sparsa: un'architettura che esibisce i propri muscoli, dove la tecnologia è mostrata in modo spettacolare.
La Gatehouse segna l'ingresso agli stabilimenti produttivi dalla Johann Maus Strasse e comprende reception, sala d'attesa e servizi tecnici. Il lungo sbalzo del tetto protegge ed evidenzia in modo scenografico il volume sottostante.
Realizzato con una struttura a nido d'ape in acciaio alta 50cm assemblata in officina, il tetto è sorretto da 4 pilastri e rivestito nell'intradosso da lamiere di ferro sagomate con forme triangolari. La realizzazione di questa complessa struttura è stata resa possibile dalle tecnologie digitali che hanno permesso di lavorare tutte le lamiere e le parti in acciaio con tagli e perforazioni laser.
L'intradosso della copertura è stato ulteriormente evidenziato attraverso l'inserimento di corpi illuminanti nel suo spessore; ciò contribuisce ad alleggerire visivamente la copertura e a farla diventare una lanterna luminosa riconoscibile da lontano.
Una lanterna capace di identificare e impreziosire il nuovo volume quale punto di riferimento per l'ingresso alla TRUMPF GmbH & Co. KG.
La copertura, con il suo sbalzo di circa 20 metri, contribuisce alla volontà dei progettisti di vincere le leggi fisiche legate alla pesantezza dell'architettura, a quella dei suoi materiali, dei suoi componenti, alla forza di gravità che inesorabilmente incombe e condiziona forma e struttura: d'altra parte la massa è una condizione da sempre ontologica all'architettura.
Alla rigidità della copertura si contrappone la dinamicità della facciata di vetro che riveste il volume sottostante. Un dinamismo però legato non ad una forma sinuosa della parete di vetro, bensì alla sua struttura interna, alla sua anima che si esibisce in modo virtuoso e vivace attraverso un effetto di semitrasparenza.
La parete, spessore 25cm, è stata realizzata sovrapponendo due strati di vetro con un'intercapedine interna vuota e successivamente riempita con elementi circolari di plexiglass.
Il diametro di questi elementi varia da un minimo di 40mm ad un massimo di 140mm; disposti secondo un andamento ascensionale stratificato dal basso verso l'alto (in basso troviamo spessori minori e in alto spessori maggiori) si ottiene uno spettacolare effetto di rarefazione della parete: la densità infatti diminuisce man mano che si procede verso l'alto e l'effetto di semitrasparenza degrada verso il basso così che il volume subisce una evidente smaterializzazione, una perdita di consistenza, di massa, di peso, si svuota.
Il "pieno", viene mangiato, ridotto, assottigliato, alleggerito: si lavora per sottrazione della materia. Non solo l'architettura perde spessore ma addirittura svanisce e si disperde nell'aria come una nuvola nel cielo. L'architettura subisce pertanto una metamorfosi: la sua immagine è vittima di una mutazione inaspettata. Improvvisamente diventa sfocata come una foto-dipinto di Gerhard Richter dove l'immagine si carica di quella tensione che si forma tra la realtà, oggetto del dipinto, e la realtà creata dal dipinto stesso.
Illusione e realtà si stimolano reciprocamente attraverso un processo evocativo, iconico dove le immagini, statiche, superficiali, irraggiungibili, devono essere avvicinate con la forza del dubbio.
La Gatehouse di Barkow Leibinger Architects non si sottrae a queste dinamiche.
Informazioni
Elementi in vetro (facciata) Glaszentrum Schweikert Heilbronn
Plexiglass Röhm GmbH & Co. KG
Brise soleil Artprofil Lichtschutz GmbH
Installazione plexiglass Birkholz Kunststoffwerk GmbH
Illuminazione Mawa, IKU Gmbh