Bergamo 2.(035): un’idea di città in un mondo che cambia

Un momento della presentazione del progetto ad i.lab (foto di Italcementi)

La Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti, Italcementi e l’Università degli Studi di Bergamo promuovono insieme il progetto “Bergamo 2.(035): un’idea di città in un mondo che cambia”, lanciato in collaborazione con la Graduate School of Design di Harvard  con l’obiettivo di individuare un modello di “smart community” per la città di Bergamo, che indaghi le infrastrutture ed il tessuto economico, la mobilità ed il benessere sociale.

La collaborazione con l’Università è stata presentata nella cornice di i.lab, il nuovo centro ricerca e innovazione di Italcementi, alla presenza del consigliere delegato di Italcementi Carlo Pesenti, del rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari e del presidente della Fondazione Italcementi Giovanni Giavazzi. L’obiettivo è  di produrre, attraverso la smart community, una crescita economica sostenibile e un’elevata qualità di vita, attraverso una gestione partecipata e intelligente delle risorse naturali e grazie a una diffusa capacità di apprendimento e di innovazione. Il modello elaborato sarà quindi declinato sul futuro della città di Bergamo.

Quattro le aree tematiche nelle quali si articolerà il progetto di ricerca: ambiente ed ecologia, per assicurare la sostenibilità ambientale e sociale; mobilità e infrastrutture, per il migliore sviluppo del territorio a lungo termine; struttura economica e reti industriali, per lo sviluppo del benessere sociale della comunità; capitale sociale e produzione di conoscenza, per assicurare eccellenza diffusa e distribuita in un contesto territoriale innovativo e proattivo.

Tali temi saranno affrontati con una prima fase di individuazione dei problemi, i bisogni e le sfide di un generico territorio urbano di dimensione media ed un secondo momento di contestualizzazione a “Bergamo 2.(035)” con il coinvolgimento degli stakeholder locali, mediante gruppi di lavoro e laboratori.

L’intero lavoro interesserà l’arco di un biennio che si concluderà nel 2014 ed, al termine della ricerca, i risultati verranno pubblicati in un volume dedicato.

Un momento della presentazione del progetto ad i.lab (foto di Italcementi)

Il progetto coinvolge l’intero Ateneo bergamasco con la collaborazione di tutti i Dipartimenti universitari, ed un approccio interdisciplinare. «Se pensiamo al futuro delle nostre città – ha sottolineato il rettore Stefano Paleari – il ruolo dei giovani è cruciale: loro saranno gli abitanti del futuro. Anche l’università gioca un ruolo importante: non deve essere vista solo come un ambiente dove conseguire il diploma, ma soprattutto un percorso di formazione e di collegamento con il territorio pur in una prospettiva internazionale».

«Con questa iniziativa, Italcementi intende dare il proprio contributo alla crescita della città e del territorio di Bergamo, dove la nostra azienda è nata centocinquant’anni fa – afferma Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi -. È un progetto che vuole avere uno spirito inclusivo e che ha l’ambizione di offrire alle istituzioni e alla nostra comunità un’idea di quello che sarà lo sviluppo delle città da qui ai prossimi vent’anni. Può essere l’occasione per progettare luoghi fisici e sociali adeguati a raccogliere le sfide del futuro, sia dal punto di vista delle tecnologie che dei cambiamenti socioculturali. Il tutto nella prospettiva, ormai irrinunciabile, di una crescita sostenibile in armonia con il territorio che ci accoglie».

Stefano Paleari, rettore dell’università di Bergamo, e Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi (foto di Italcementi)
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