Big al Washington National Building Museum

Vista dell'esposizione "Hot to cold" al National Building Museum di Washington (foto di Big)
Vista dell’esposizione “Hot to cold” al National Building Museum di Washington (foto di Big)

Attraverso il caldo torrido del deserto arabo per passare poi al freddo implacabile della tundra finlandese, Hot to cold, dal caldo al freddo, è la prima mostra dedicata allo studio Big – Bjarke Ingels Group, ospitata al National Building Museum di Washington.
L’esposizione è, appunto, organizzata secondo un’odissea di adattamento architettonico che conduce i visitatori attraverso il mondo per esplorare le idee che hanno dato forma alle nostre città ed agli edifici, i progetti di Big modellati dai loro contesti culturali e climatici.

Il primo livello della storica Sala Grande ospita la mostra (foto di Big)
Il primo livello della storica Sala Grande ospita la mostra (foto di Big)

Più di 60 modelli architettonici e prototipi sono sospesi ai balconi del secondo piano della storica Sala Grande del museo, trasformando l’architettura del National Building Museum nell’architettura della mostra.
Mentre i visitatori si muovono attraverso l’esposizione, apprendono delle dure esigenze dettate dalle condizioni climatiche estreme, dove l’architettura diventa un ombra per proteggersi dal calore piuttosto che un riparo dal freddo.

Il percorso espositivo avviene attraverso i modelli di studio, i progetti e la loro collocazione climatica (foto di Big)
Il percorso espositivo avviene attraverso i modelli di studio, i progetti e la loro collocazione climatica (foto di Big)

«L’architettura non si concretizza mai nelle condizioni cliniche di un laboratorio ma sempre risponde ad una serie di condizioni esistenti, il contesto, la cultura, il paesaggio, il clima. – Il nostro clima è l’unica cosa a cui non possiamo sfuggire, l’unica condizione a cui dobbiamo sempre rispondere. – “Hot to cold” è concepita come variopinta esplorazione dell’evolversi dell’architettura in risposta al suo contesto ed al clima, e quale contemplazione artistica di come la vita reagisca in risposta al quadro creato dall’architettura. Non posso immaginare un luogo migliore del National Building Museum per questo viaggio, guardando indietro al nostro lavoro ed alle grandi trasformazioni avvenute nel corso degli ultimi sei anni da entrambi i lati dell’Atlantico – afferma Bjarke Ingels, socio fondatore dello studio».
L’esposizione, curata da Susan Piemonte-Palladino, comprende 60 dei recenti progetti di Big, di cui 20 in anteprima, catturati dalla fotografia magistrale di Iwan Baan. In mostra anche i film di Ila Bêka e Louise Lemoine; Kaspar Astrup Schroder; Waaitt e Squint / Opera, che documentano la vita che emerge una volta terminato il lavoro delle gru e quando gli edifici sono finalmente completi.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO