Big, Ole e Oma per il nuovo headquarter Axel Springer

La proposta di progetto della nuova sede generale di media Axel Springer realizzata dallo studio Big (foto di Big)

Gli studi di progettazione Big, Buro Scheeren Ole e Oma sono stati selezionati come finalisti per il concorso di progetto della nuova sede generale di media Axel Springer a Berlino. Il progetto per il complesso consiste nell’ampliamento della sede esistente ed è stato richiesto ai partecipanti di sviluppare idee progettuali che sappiano soddisfare le necessità per i crescenti dipartimenti della società di comunicazione, con particolare attenzione alla creazione di uno spazio aggiuntivo per i loro servizi digitali e immaginando nuovi standard per un ambiente di lavoro contemporaneo.

Il progetto proposto da Buro Scheeren Ole (foto di Buro Scheeren Ole)

Al di fuori di queste linee guida, non sono stati proposti altri requisiti espliciti in materia di realizzabilità e di fattibilità tecnica per le proposte del complesso che si svilupperà su 60 mila metri quadrati. Le tre proposte finaliste sono state esposte presso il centro tedesco d’architettura – Daz – in una mostra dal titolo “cerchiamo idee – il nuovo Axel Springer campus di Berlino”, che ha offrerto al pubblico la possibilità di esaminare i progetti ed instaurare un dibattito riguardo il futuro edificio.

La proposta progettuale dello studio Oma (foto di Oma)

Il presidente della giuria,  professor dr. Friedrich von Borries ha spiegato che “tutti e tre i progetti dimostrano quanto possa essere affascinante l’architettura oggi. Non importa quale delle tre proposte sarà realizzata: anche solo conoscere i progetti in concorso è un bene per la cultura edilizia di Berlino”. Mathias Döpfner, Ceo di Axel Springer ha aggiunto: “il fatto che la giuria, nonostante un lungo ed acceso dibattito, non riesca ad accordarsi per un unico vincitore finale è indicativo della grande qualità delle opere in concorso. I tre progetti sono così diversi per estetica e funzionalità che si fanno strada dettando nuovi standard rispetto agli spazi della nostra casa editrice”.

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