Biodiver[City]: un osservatorio marino galleggiante

Visualizzazione del progetto Biodiver[City] (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)
Visualizzazione del progetto Biodiver[City] (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)
Biodiver[City] è la proposta, realizzata dal team di architetti francesi e rumeni composto da Quentin Perchet, Thomas Yvon e Zarko Uzlac, che ha vinto il premio “Innovazione ed Architettura per il Mare” della Fondation Jacques Rougerie. L’idea progettuale prevede una grande piattaforma galleggiante che funge da barriera artificiale e da osservatorio marino.

Vista aerea della piattaforma galleggiante (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)
Vista aerea della piattaforma galleggiante (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)

Accessibile dalla superficie via barca, la piattaforma, infatti, lascia visibile al visitatore tutta la vita e la fauna dell’oceano. La Biodiver[City] è concepita come una riserva della vita marina ed un centro educativo per il pubblico che potrebbe non solo, mostrare da vicino la biodiversità e fragilità degli ecosistemi marini, ma pure, sostenerli, consentendo alla natura di svilupparsi secondo i propri tempi.

Il progetto prevede di sostenere l'habitat dei fondali marini (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)
Il progetto prevede di sostenere l’habitat dei fondali marini (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)

Il progetto è configurato nelle forme di una piattaforma galleggiante che si articola in tre livelli. Questi sono ideati quali connessione al contesto subacqueo delle barriere coralline, per le quali svolgerebbero un ruolo di protezione e supporto. In superficie la piattaforma, oltre ad essere un sto privilegiato per l’osservazione del mare aperto, assume il compito illustrativo ed espositivo di temi e ricerche legate all’ambito marino, accogliendo mostre ed installazioni temporanee.

La struttura tubolare per l'osservazione sottomarina (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)
La struttura tubolare per l’osservazione sottomarina (foto di Q. Perchet, T. Yvon, Z. Uzlac)

Una struttura tubolare è sospesa alla piattaforma d’osservazione, fungendo da ulteriore elemento per il sostegno delle crescita di tutti gli organismi marini, tra cui, in particolare, i coralli. Il tunnel sottomarino ha, infine, la funzione di condurre il visitatore alla scoperta ed osservazione delle profondità marine permettendo l’esperienza diretta degli ecosistemi nelle barriere coralline, in maniera rispettosa e sostenibile.

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO