Campus alla milanese per Sanaa

È stato presentato il 29 novembre, durante un incontro in Università al quale hanno partecipato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata, Ada Lucia De Cesaris, il rettore della Bocconi, Andrea Sironi, e il consigliere delegato, Bruno Pavesi,  il nuovo campus universitario dell’università Bocconi sull’area dell’ex Centrale del latte, tra via Castelbarco e Parco Ravizza, progettato dallo Studio Sanaa di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa.

«I 35.000 mq dell’ex Centrale saranno interessati da tre interventi- ha spiegato il consigliere delegato Bruno Pavesi -Il primo ci consentirà di accorpare tutte le attività della SDA Bocconi School of Management, rispettando le diverse esigenze dei diversi utenti, grazie a tre edifici dedicati rispettivamente ai programmi Mba e master, ai corsi executive e all’amministrazione, oltre a una piccola area comune per i servizi. Il secondo intervento è un centro sportivo-ricreativo aperto al pubblico con piscina olimpica, palestre e un centro fitness. Il terzo è un pensionato capace di ospitare 300 studenti e visiting professor, grazie al quale la Bocconi potrà soddisfare la crescente domanda residenziale proveniente soprattutto dai candidati stranieri».

Il progetto, definito a partire dall’analisi delle aree urbane limitrofe, consiste in corpi edilizi separati che donano al programma funzionale una scala urbana: all’incrocio di via Castelbarco e via Sarfatti saranno collocate le funzioni relative ai programmi master ed executive; a sud il Recreation Center, filtro tra il campus e viale Toscana; a est la Torre dei dormitori, accessibile da Via Castiglioni. I poli saranno tra loro collegati da un grande parco pubblico di 17.500 metri quadri, usufruibile anche ai cittadini.

Il progetto, che dovrebbe essere completato entro il 2018, si relaziona in maniera profonda alla città anche rivisitando in chiave moderna i portici e i chiostri che caratterizzano l’architettura milanese, creando una serie di cortili verdi interni in comunicazione tra di loro.

La suddivisione del programma funzionale in diversi nuclei ha consentito corpi di fabbrica ridotti, in modo da garantire agli interni un’esposizione ottimale alla luce e all’aerazione naturale ed ampie aperture sulle corti del parco. Le facciate in vetro a tutt’altezza miglioreranno le stratificazioni dell’aria e l’illuminazione naturale, riducendo, insieme all’utilizzo delle sorgenti idriche sotterranee, dei sistemi di riciclo dell’acqua piovana e dei pannelli solari installati sul tetto del Recreational Center, il consumo energetico.

Il progetto di Sanaa è stato scelto dalla giuria per la capacità «di ridefinire il campus come elemento integrante del tessuto urbano, con un insieme di edifici unitario, organico, non invasivo e contemporaneamente aperto –fisicamente e visivamente – al contesto».

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