Cenni di Cambiamento di Rossi Prodi

Il progetto offre una risposta integrata e coerente alle più evolute istanze del social housing (foto di Riccardo Ronchi)

Il dibattito attorno al concetto di “abitare” – e la spiccata attenzione per le questioni sociali connesse alla funzione residenziale – hanno attraversato e caratterizzato l’intera cultura modernista e sono ancora oggi al centro della riflessione del mondo dell’architettura. Progettare l’abitazione rimane fra i temi più interessanti, impegnativi e coinvolgenti, soprattutto se l’intervento ricade in ambito urbano e, di conseguenza, ambisce a rispondere a una serie di requisiti e aspettative legati a quella complessità delle relazioni tipica delle società – e delle città – globalizzate.

Il complesso durante i lavori

Cenni di Cambiamento – il complesso residenziale completato nei mesi scorsi in via Cenni, nel quadrante ovest di Milano – offre una risposta integrata e coerente alle più evolute istanze del social housing, proponendo abitazioni concepite attorno all’idea di comunità.

Alte nove piani, le torri di Via Cenni sono le più elevate strutture in legno massiccio finora realizzate in Italia

L’abitazione – tradizionalmente intesa come luogo della privacy familiare – non è più costretta entro le mura dei singoli appartamento ma diventa fulcro di un sistema di spazi a misura umana, capaci di ospitare attività collaborative rivolte alla socializzazione e al tempo libero e iniziative di solidarietà reciproca gestite dagli stessi abitanti, con l’obiettivo di formare una rete di rapporti di buon vicinato.

Lo spazio aperto – luogo dello stare, dei flussi e delle relazioni – è l’elemento generatore del progetto (foto di Riccardo Ronchi)

Promosso e coordinato da Polaris Real Estate Sgr Spa con il sostegno del Fondo Housing Sociale, il progetto curato dallo studio Rossiprodi Associati e dalla società di ingegneria Tekne affronta tutti i principali temi dell’architettura residenziale: la rigenerazione dei margini della città, la dignità formale dell’abitazione sociale, l’integrazione con i servizi, l’innovazione tecnologica, il rispetto dell’ambiente sotto il duplice aspetto dei materiali e dell’energia, un modello gestionale innovativo.

La corte comune, sulla quale affacciano case e servizi, è il naturale spazio di relazione sociale (foto di Riccardo Ronchi)
Fabrizio Rossi Prodi

«Volevamo disegnare un brano di città con tutti i suoi spazi, i suoi simboli e la sua vita. Abbiamo introdotto nel progetto i risultati delle nostre ricerche, una ricchezza spaziale complessa e dinamica, un’offerta di socialità ricca e variata, un risarcimento nei confronti dell’ambiente e la natura, fino alla materia – il legno – per una sostenibilità di lunga durata. Volevamo uno spazio domestico, amico dell’uomo» Fabrizio Rossi Prodi – Rossiprodi Associati

Gli spazi a disposizione degli abitanti comprendono ambienti per attività collaborative e di servizio (foto di Riccardo Ronchi)

Il progetto si propone come elemento di caratterizzazione positiva rispetto al contesto, un’area semi-periferica densamente urbanizzata confinante con un’ampia zona verde, bisognosa non tanto di interventi di riqualificazione fisica quanto di spazi di aggregazione e dell’attivazione di reti sociali.

I caratteri della tradizione costruttiva locale hanno ispirato il disegno regolare delle facciate (foto di Riccardo Ronchi)

Elemento generatore del progetto è lo spazio aperto, concepito come luogo dello stare come dei flussi fra interno ed esterno, dall’immagine caratterizzata dalle candide facciate e dal trattamento coerente delle terrazze e delle logge, elementi di caratterizzazione plastica dei volumi quanto espressione della relazione tra dentro e fuori, tra la vita del privata e quella dell’intera comunità.

Gli appartamenti sono prevalentemente distribuiti nei quattro corpi di fabbrica alti nove piani (foto di Riccardo Ronchi)

Nel disegno regolare e asciutto delle facciate sono riconoscibili i caratteri tipologici di partenza, desunti dalla tradizione costruttiva del sito, e le regole compositive di generazione e articolazione dei volumi, che mettono in relazione l’impianto a corte e il tema dell’incastellamento.

Il progetto offre soluzioni integrate al tema della sostenibilità ambientale e del comfort abitativo (foto di Riccardo Ronchi)
Michele D’Ambrosio

«La sfida più grande che abbiamo affrontato, anche come Direzione dei lavori, è stata senza dubbio l’uso del sistema strutturale in legno che, in questo progetto, trova impiego in quanto materiale costruttivo nobile, di pari valore prestazionale degli altri sistemi costruttivi». Michele D’Ambrosio – Tekne

La corte si pone in stretta relazione è in stretta relazione con le aree a verde pubblico circostanti (foto di Rossiprodi Associati)

Il complesso si compone di 123 alloggi (circa 8.550 metri quadrati di Slp complessiva), distribuiti in quattro corpi di fabbrica a torre, alti complessivamente nove piani, e nei volumi in linea situati al piede, alti due piani e accessibili da ballatoi, che delimitano una corte della forma irregolare attestata sull’antico complesso della Cascina Torrette di Trenno.

Il progetto si inserisce nel tessuto urbano consolidato fungendo da snodo fra città e spazi pubblici (foto di Rossiprodi Associati)

La funzione residenziale è concepita in maniera flessibile e distribuita: gran parte degli appartamenti sono destinati a coppie e a gruppi familiari tradizionali, di diversa composizione, altri sono declinati secondo una varietà di categorie d’utenza tipicamente “fragili” come i diversamente abili, le mamme con bambini, i padri separati e i neomaggiorenni, la categoria preferenziale di questo intervento. Gli spazi residenziali sono affiancati da servizi a disposizione degli abitanti per diverse attività collettive e anche individuali: spazi polivalenti, living room con cucina, hobby room, ludoteca, lavanderia condominiale, ufficio del gestore sociale, eccetera.

Pianta del piano interrato
Giordana Ferri

«Il progetto sociale, architettonico e urbano sono tutti elementi che noi consideriamo fondamentali. Si tratta di un modello da replicare poiché rappresenta un’occasione di rigenerazione urbana, il nodo di un’ipotetica smart city, un hotspot sul quale convergono risorse ed opportunità per tutto il quartiere». Giordana Ferri – Fondazione Housing Sociale

Pianta del piano terreno (foto di Rossiprodi Associati)

La corte comune, caratterizzata da un attendo disegno del suolo, costituisce il naturale spazio di relazione sociale sul quale si affacciano case e servizi ed è in stretta relazione con le aree a parco pubblico che cingono l’intervento, collegandolo ai servizi d’ambito locale e urbano presenti al piede degli edifici e previsti nella ristrutturata cascina. Il piano interrato accoglie cantine, locali tecnici e stalli per auto, moto e biciclette.

Pianta del piano medio tipo (foto di Rossiprodi Associati)

Proprio il livello ipogeo costituisce l’unico elemento del complesso realizzato mediante una struttura portante di tipo  tradizionale, in calcestruzzo armato e muratura, mentre tutti i volumi fuori terra sono realizzati con il sistema strutturale in legno massiccio X-lam, utilizzato per la prima volta in Italia per realizzare edifici di nove piani d’altezza.

Pianta del piano alto tipo (foto di Rossiprodi Associati)
Maria Chiara Cela

«Il gestore sociale accompagna gli inquilini che entrano nei nuovi appartamenti curando tutte le pratiche che permettono di entrare in casa con tranquillità. L’accompagnamento sociale è un servizio di ascolto e orientamento che serve per rendere più facile la vita degli inquilini». Maria Chiara Cela – Dar

Torre C, sesto piano: le unità residenziali sono articolate per offrire soluzioni differenziate (foto di Rossiprodi Associati)

Anche grazie alle opportunità tecnologiche connesse all’impiego del legno, Cenni di Cambiamento si distingue per l’approccio integrato al tema della sostenibilità ambientale e del comfort degli edifici residenziali: il progetto è rappresentativo dello stato dell’arte in materia e si pone quale punto di riferimento nel panorama nazionale dell’edilizia popolare.

di Giuseppe La Franca

 

X-lam: sicurezza e resistenza

Tutti i volumi fuori terra sono realizzati con il sistema strutturale in legno massiccio X-lam (foto di Rossiprodi Associati)

La tecnologia X-lam, basata sulla prefabbricazione di pannelli massicci di legno incollato a strati incrociati, consente la realizzazione di strutture scatolari in legno dalle eccellenti prestazioni meccaniche. Rigidezza e robustezza strutturale sono ottenute dall’interazione fra pareti e solette, anche senza il ricorso a pilastri, mediante appositi sistemi di connessione. I carichi agenti sulla struttura risultano così uniformemente distribuiti sulle componenti verticali, indipendentemente dalla presenza di aperture anche di notevoli dimensioni.
Una costruzione in legno massiccio presenta una massa inferiore di circa il 70% rispetto a un edificio tradizionale. I pannelli X-lam, inoltre, svolgono una reciproca azione di controvento. Ne risulta una struttura meno sensibile in caso di sollecitazioni sismiche rispetto ai sistemi tradizionali in calcestruzzo armato.In caso di incendio il legno massiccio carbonizza molto lentamente, perciò la perdita della capacità portante avviene in modo regolare e progressivo e la struttura può resistere diverse ore prima del collasso, permettendo il salvataggio delle persone e facilitando l’intervento di spegnimento.  Nel caso di via Cenni è stato previsto un ulteriore grado di sicurezza, costituito da placcature con lastre ignifughe (R60).

 

Scheda

Sviluppo immobiliare                                                                     
Polaris Real Estate Sgr
Project manager                                                                              
Riccardo Ronchi
Concept plan e progetto sociale                                                
Fondazione Housing Sociale
Coordinamento, engineering, sicurezza, direzione lavori            
Tekne, Michele D’Ambrosio
Progetto architettonico, direzione artistica
Rossiprodi Associati, Fabrizio Rossi Prodi
Progetto strutture in c.a., impianti elettrici e meccanici  
Tekne
Progetto strutture in legno                                                         
Borlini & Zanini, Andrea Bernasconi
Progetto esecutivo
Ets, Giambattista Parietti
Controllo costi, programma lavori                                             
D&D
Validazione progetto, controllo tecnico in corso d’opera
Italsocotec
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