City lounge, il padiglione di Herzog & de Meuron

 

Il padiglione dalla Riehenstrasse

Il recente ampliamento del quartiere fieristico dota Basilea di un inedito spazio pubblico, dove la città attraversa il padiglione espositivo che, a sua volta, si apre a una dimensione plastica e figurativa capace di generare nuove connessioni urbane.

Particolare del volume scalettato

Dopo un cantiere di quasi due anni, il nuovo padiglione della fiera di Basilea è stato completato secondo il progetto di Herzog e de Meuron. La nuova hall espositiva ha una lunghezza di 220 metri, una larghezza di 90 per un’altezza di 32 e offre una superficie disponibile di 38mila mq suddivisi su tre livelli.

I senior partner Christine Binswanger, Ascan Mergenthaler e Stefan Marbach con i partner fondatori dello studio di progettazione Pierre de Meuron e Jacques Herzog (foto Tobias Madörin_Herzog+de Meuron)

«A differenza di altre città, dove la fiera si trova in periferia, quella di Basilea è in una posizione centrale. Quindi, abbiamo sviluppato l’idea in modo che scala, proporzione e andamento dell’edificio fossero in sintonia con il tessuto urbano, facendo di tutto per renderlo architettonicamente interessante. La City Lounge non è un elemento decorativo, ma rappresenta il concetto chiave di tutto il progetto». Jacques Herzog_Herzog & de Meuron

Vista aerea del complesso fieristico di Basilea

Il piano di rinnovo complessivo della fiera prevede di concentrare gli edifici sulla Messeplatz; il padiglione appena inaugurato si propone di collegarsi con gli spazi interni e al contempo abbraccia la piazza,  creando un grande ambiente pubblico coperto, realizzato in un linguaggio del tutto contemporaneo, che definisce il lato sud dell’invaso ed è illuminato da un oculo circolare aperto verso il cielo.

Assonometria della nuova hall e degli altri edifici del quartiere (Herzog & de Meuron).
Pianta del livello superiore che evidenzia la torsione dei livelli (Herzog & de Meuron)
Sezione sull’oculo a cielo aperto (Herzog & de Meuron)

Vista la grande diversità di attività urbane, anche indipendenti dallo svolgimento delle attività fieristiche, che vi possono alloggiare si può definire questa creazione come una vera e propria “city lounge”, composta da una successione spaziale in direzione est-ovest integrata al quartiere, compresa la sua parte residenziale, utilizzabile da pedoni e ciclisti, inglobando la fermata dei mezzi di trasporto pubblico.

La maglia metallica ondulata e il basamento vetrato

«Il padiglione realizzato assicura che le più grandi esposizioni possano continuare a essere tenute a Basilea. Il sito fieristico è ora più compatto, rendendo la sua gestione molto più flessibile e garantendo maggiori comodità ai visitatori. Allo stesso tempo, questa costruzuone costituisce un nuovo, impressionante biglietto da visita architettonico». René Kamm, Ceo di Mch Group – Fiera Basilea

Il nuovo intervento è inoltre direttamente collegato, tramite un passaggio sospeso, al centro congressi che lo fronteggia. Lo standard dimensionale e di flessibilità d’uso definito per un grande padiglione espositivo prevede in genere la realizzazione di una costruzione pressoché rettangolare, con altezze di piano attorno ai 10 metri, animata per lo più dall’allestimento degli stand, dove la questione dell’oggetto architettonico non sembra imporsi.

La “city lounge” può invece essere vista come un tentativo di riversare questo programma anche all’esterno, rendendo la struttura figurativamente animata e  permanentemente accessibile. La soluzione di facciata scelta dai progettisti permette  soprattutto di superare la ripetizione uniforme di un modulo; il livello basamentale si interfaccia alla strada e alla piazza attraverso ampie superfici vetrate capaci di generare quella trasparenza che appare necessaria ad aprire il complesso fieristico, dinamizzando al contempo il passaggio pubblico.

«Il nuovo edificio rappresenta un arricchimento per la città di Basilea e per l’intera regione, sia dal punto di vista dell’architettura che da quello dell’economia. L’opinione pubblica ha  riconosciuto la rilevanza del progetto e ha dato la sua chiara approvazione per la concessione di finanziamenti idonei da parte delle autorità locali». Guy Morin, sindaco di Basilea

Questa forma di apertura e contatto potrà col tempo imporre il concetto di “centro espositivo nella città” che sta alla base dell’ampliamento. Sopra il basamento vitreo sono impostati due piani slittati l’uno rispetto all’altro al fine di evitare l’effetto scatolare; ciò che ne risulta è un padiglione formato da tre corpi sovrapposti, ma via via ruotati rispetto all’allineamento stradale, così da interagire con la condizione urbana del luogo.

La dissonanza si accentua attraverso il rivestimento metallico ondulato che filtra l’afflusso luminoso verso i livelli espositivi superiori. La maglia argentata compatta il volume a distanza e si rivela un intreccio a densità variabile nella visione appena sottostante, tagliata di netto dalle superfici lineari e traslucide del soffitto, poi risucchiato nell’oculo a cielo aperto.

Grande importanza ha, nel nuovo edificio espositivo, il raggiungimento dell’efficienza energetica; tutto il sistema di riscaldamento, ventilazione e refrigerazione viene azionato solo quando richiesto dalla programmazione degli eventi e la maggior parte del calore dissipato viene successivamente riutilizzata. Un impianto fotovoltaico è installato in copertura.

Forma torsionale


Tipicamente i padiglioni fieristici appaiono come noiose e meramente funzionali “scatole nere”. Il concetto di torsione sviluppato in questo progetto da Herzog+de Meuron crea invece un contrasto tra diversi livelli formalmente separati tra di loro.

La torsione dei componenti volumetrici genera un sommovimento verticale e orizzontale, cosicché il profilo della costruzione non è lineare, ma fatto di gradini e sporgenze. Al centro dell’edificio, il vuoto circolare funziona come cerniera degli elementi in torsione. La struttura della facciata in bande di alluminio è strettamente legata all’idea di separare le sale sovrapposte; si rafforza così la percezione del padiglione come insieme di parti indipendenti. La combinazione della struttura a bande e del movimento rotatorio dei corpi edilizi porta alla formazione degli sbalzi che agiscono come un volàno di cambiamento, portando alla differenziazione volumetrica. Inoltre, la struttura metallica crea una moltitudine di riflessi sulla facciata, mentre con una semplice superficie piana di rivestimento la luce si sarebbe manifestata in modo uniforme.

di Arianna Callocchia, foto Mch Group

 
SCHEDA
Nuovo padiglione della Fiera di Basilea, 2013
Committente
MCH Swiss Exhibition
Progetto
Herzog + de Meuron (Jacques Herzog, Pierre de Meuron, Stefan Marbach, Wolfgang Hardt)
Team
Tobias Winkelmann, Michael Schmidt, Stefan Hörner, Roger Huwyler, Roland Schreiber
 
 
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