Con l’aiuto dei ragni tessitori. Loredana Galante al Gam di Genova

(foto Parchi di Nervi)

La nuova Galleria d’Arte Moderna di Genova compie dieci anni e celebra la ricorrenza con la mostra “Con l’aiuto dei ragni tessitori. Loredana Galante”, il quinto appuntamento di “NaturaConTemporanea”, una rassegna che ha rimescolato le raccolte permanenti della Galleria d’Arte Moderna e delle Raccolte Frugone e restituito al pubblico, di volta in volta, nuovi allestimenti e la possibilità di rinnovati dialoghi.

Con l’aiuto dei ragni tessitori. Loredana Galante

Loredana Galante, genovese, da alcuni anni trasferita a Milano, ritorna a Nervi come madrina di questo decennale, dopo una lontana precedente esperienza svolta alla Galleria d’Arte Moderna, con la mostra, a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei, che sarà inaugurata il 7 febbraio alle ore 17.00.
L’artista, vulcanica salonnière della contemporaneità, con le sue suggestive e autoreferenziali performance propone letture gioiose e alternative di una quotidianità al femminile per nulla scontata, restituita a tratti con passione, a tratti con piglio graffiante e caustico che l’aura di gioco infantile, con cui sciorina il racconto, non riesce, del tutto, a mascherare.
I travestimenti, le mascherate, il ritmo andante allegro della sua camminata, gli indumenti e gli ornamenti utilizzati negli happening che organizza abitudinariamente, sono i materiali della sua arte. La sua ricerca estetica indaga tra le formalità, il bon ton, il galateo fin du siecle ritratto nei quadri di Georges Seurat, Edgar Degas, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Édouard Manet, da cui sembra uscita opportunamente adornata a festa.
Il rapporto con la natura è proiettato in un mondo magico, dove il sogno esercita l’ideale immaginato e l’armonia regna tra le persone che entrano nella cornice e assumono il ruolo di coprotagonisti.
Per Loredana Galante riscrivere il mondo è ridisegnare gli oggetti che ci circondano, vederli con occhi diversi, partecipi di un’attività animistica piacevole e sanatoria, averne cura come parte di se stessi, estensione dei propri sensi, elementi ispiratori di comportamenti individuali e sociali. Così reinventa il design recuperando oggetti dimenticati e rendendoli attuali e legati tra loro da trame simili alla tela del ragno.

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