Confluence di Odile Decq. Perché l’architettura si apra al mondo

Confluence, il nuovo istituto dedicato all’innovazione ed alla ricerca creativa in architettura (foto di Studio Odile Decq)

Confluence, “Institute for Innovation and Creative Strategies in Architecture”, è il nuovo progetto di Odile Decqa Lione. L’esperienza come direttore nella Ecole Speciale d’Architecture a Parigi ha condotto la progettista ad idee avanzate riguardo l’insegnamento architettonico che, se pur bloccate in primis, dal rigoroso sistema istituzionale d’istruzione poco propenso al cambiamento, hanno trovato realizzazione nel nuovo istituto.Internazionale ed indipendente, Confluence si trova al centro di un grande progetto di riqualificazione tra il Rodano e la Saona, circondato da strutture culturali e importanti attori industriali di ricerca e istruzione superiore.

Odile Decq

«Credo che sia necessario cambiare non solo la filosofia, ma anche la metodologia d’insegnamento e di ricerca – spiega Odile Decq – Confluence integra nuove visioni sulla società ed anche nuovi metodi e strumenti legati alla creatività, produzione e comunicazione che permettono agli studenti di adattarsi al mondo di domani, quello in cui si troveranno ad agire. L’architettura non deve essere ridotta a un’istituzione professionale: è, invece, una disciplina che si apre al mondo. Si tratta di una visione e una capacità di agire. Oggi ha bisogno di ritornare alle sue ambizioni più umanistiche».

La posizione di confluenza compone una rete dinamica d’interazioni e realizza un hub culturale unico e stimolante, l’edificio è organizzato come una sovrapposizione di piani aperti e flessibili che configurano ambienti per l’insegnamento, atelier, spazi sociali e laboratori per la sperimentazione virtuale e materiale.L’insegnamento è strutturato attorno a questioni contemporanee di nuovi campi di pensiero critico, d’azione sociale, di ricerca scientifica e tecnologica, delle arti visive e della comunicazione.Le aree tematiche sono trattate in modo trasversale e non gerarchico, al fine di rafforzare l’autonomia e il coinvolgimento personale degli studenti che costruiscono i propri programmi di ricerca, legati ad interessi specifici.

Diagramma funzionale della nuova scuola, basata sull’interazione e sulla multidisciplinarietà (foto di Studio Odile Decq)

Confluence svilupperà, in particolare, cinque settori tematici: Neuroscienze, Nuove tecnologie, Azione Sociale, Visual Art e Fisica. Sulla base di una comprensione radicale, e sempre in evoluzione, della ricerca, della sperimentazione e multidisciplinarietà delle tematiche trattate, Confluence si propone di costituire visioni architettoniche innovative; di determinare un’attitudine all’impegno, alla generazione di alternative ed imprevisti; di promuovere l’elaborazione d’idee e progetti privi di pregiudizi stilistici e di creare, infine, opportunità inimmaginabili mettendo in discussione e, superando, i limiti impliciti della disciplina architettonica.

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