Copycat premiata a Venezia

«La rassomiglianza, piuttosto che l’originalità, è ciò che permette il dialogo tra gli uomini, e ciò che dà forma agli ambienti urbani che riconosciamo come sfondi amati delle nostre vite» Cino Zucchi

“Copycat”, l’installazione progettata da Cino Zucchi e realizzata da De Castelli, esposta alle Corderie dell’Arsenale (foto di Alberto Parise)

Cino Zucchi è uno tra i pochi italiani invitato dal direttore della 13esima Biennale di Venezia, David Chipperfield, a interpretare il tema dell’edizione 2012. Così, alle Corderie dell’Arsenale, per Common Ground, Zucchi ha immaginato uno spazio irregolare, che allude a una piazza, pavimentato con piccoli ciottoli di ferro grezzo di forma esagonale, attorno alla quale sono disposti grandi armadi metallici. Ognuno di essi mostra, sul suo lato esterno, una collezione di oggetti o immagini. Il lato di ogni elemento/armadio è contraddistinto da un “motivo” che mostra una serie di variazioni nella dimensione, proporzione e ritmo della costruzione in ferro.

Cino Zucchi mentre lavora a “Copycat” (foto di Alberto Parise)

Il risultato può essere interpretato come una serie di modelli di edifici, in scala, inseriti in una piazza. L’installazione di Cino Zucchi dona un corpo all’idea che le culture formali si propagano seguendo processi di “contagio” che combinano imitazione e innovazione, creando sequenze di manufatti legati da sottili variazioni su un tema comune.

Particolare di “Copycat” (foto di Alberto Parise)

“Copycat. Empathy and envy as form-makers”, questo il nome dell’installazione realizzata da De Castelli, una dinamica realtà artigianale del Veneto, alla premiazione Leoni d’Oro 2012 ha ricevuto la Menzione Speciale.

 

 

 

 

 

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