Da un algoritmo a Fibrosity

Vista aerea di “Fibrosity”, un’innovativa infrastruttura a Melbourne (foto di C. Newnham, A. Pehar)

È una proposta che, attraverso l’ideazione di un innovativo sistema infrastrutturale per la città di Melbourne, pone come obiettivo la possibilità di sviluppare gli algoritmi informatici usati nella modellazione di strutture dal design complesso. È stata progettata da Cameron Newnham e Adam Pehar e si chiama Fibrosity.

Tavola di presentazione del progetto “Fibrosity” (foto di C. Newnham, A. Pehar)

Con questo progetto, gli autori tentano di sfidare la semplice normalità delle attuali costruzioni e degli algoritmi esistenti per la modellazione dell’architettura: ciò grazie alla realizzazione di nuovi algoritmi in grado di condurre a strutture personalizzate che affrontano problemi architettonici particolari.

Vista del ponte infrastrutturale che scavalca l’autostrada (foto di C. Newnham, A. Pehar)

La volontà è quella di realizzare un processo informatico, in grado di conformare strutture attraverso righe di codice e successive modifiche automatiche dei parametri, che intende rimuovere l’immissione manuale di dati per la realizzazione del modello tridimensionale.

Il modello strutturale si connette al contesto seguendo algoritmi realizzati con sistemi di Finite Element Analysis (foto di C. Newnham, A. Pehar)

La ricerca ha preso avvio da un algoritmo basato su agenti del tipo generalmente usato per simulare flussi d’elementi, come gruppi di pesci o stormi di uccelli, per poi evolverlo, determinandone la capacità di prendere numerose decisioni complesse, e relative alle condizioni alla scala locale che poi conducono ad un risultato infrastrutturale globale.

. L’andamento strutturale in sezione (foto di C. Newnham, A. Pehar)

Attraverso una prodezza altamente tecnologica, l’algoritmo esegue analisi Fea, Finite Element Analysis, cioè una lettura degli elementi finiti a livello locale e risponde a essa cercando di modificare la propria forma per consentire migliori prestazioni strutturali.

Vista delle strutture percorribili (foto di C. Newnham, A. Pehar)

Tutto ciò a supporto di un’idea compositiva fondata sul principio della “fibrosità”: questa, applicata alle forme di un sovrappasso autostradale, sarebbe in grado di realizzare pareti di attenuazione del suono e ponti pedonali più articolati ed efficienti.

Particolare degli elementi strutturali del modello (foto di C. Newnham, A. Pehar)

Fattore aggiuntivo, per la progettazione dell’esempio proposto dagli autori, è stato quello estetico, che ha diretto il tentativo verso la realizzazione di una forma altamente complessa, ma coesa al territorio e rispondente alle condizioni del contesto.

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