Daniele Verducci e la sua ‘View of meditation’

Il progetto 'View of meditation' per un bivacco alpino (foto di Daniele Verducci)
Il progetto ‘View of meditation’ per un bivacco alpino (foto di Daniele Verducci)

Lo Studio Oda, guidato dall’architetto Daniele Verducci, ha dato forma a ‘View of meditation’: un progetto per un bivacco alpino basato sulla concezione di spazi minimi.
L’idea di progetto è predisposta per rimanere in appoggio su pistoni idraulici in acciaio, regolabili a seconda delle esigenze ed utili per adattare il modulo a qualsiasi tipo di pendio.
La cellula abitativa è disegnata considerando il concetto di manufatto come strumento capace di realizzare una vista privilegiata del panorama: è stata data quindi forma a un blocco apparentemente semplice, ma frutto di un lungo studio delle proporzioni adeguate, connesse all’esigenza di minimizzare quanto più possibile gli spazi interni.

Il modulo ha dato forma a spazi minimi, aperti alla vista sul paesaggio (foto di Daniele Verducci)
Il modulo ha dato forma a spazi minimi, aperti alla vista sul paesaggio (foto di Daniele Verducci)

Una grande “U” rovescia, con una sezione variabile, realizza la struttura, mentre il piano di calpestio interno è costituito da un salto di quota con l’obiettivo di dare la possibilità a chiunque di poter avere la vista dell’esterno dal prospetto traparente principale.
La disposizione degli spazi avviene in modo lineare: dopo la prima parte d’ingresso, destinata allo stoccaggio delle attrezzature, vi è una zona con cucina e bagno. Segue la “zona notte” con la disposizione longitudinale di due file con due letti ciascuna; infine, dopo un dislivello di circa un metro, è sistemata la “zona giorno” con panche laterali e un tavolo removibile e ampliabile, adatto per un massimo di 6 persone. In quest’ultima area sono previsti ulteriori due letti ribaltabili. Una piccola loggia è, inoltre, definita all’esterno: da qui si ha una visione totale del panorama montano.

Planimetria e sezione longitudinale (foto di Daniele Verducci)
Planimetria e sezione longitudinale (foto di Daniele Verducci)

La struttura di sostegno del manufatto è demandata ad un sistema di pannelli prefabbricati in legno tipo X-Lam, presagomati ed assemblabili sul posto: questi sono stati scelti per utilizzare, anche nella struttura, materiali reperibili sul posto e facilmente lavorabili, potendo prevedere anche l’elitrasporto e il successivo montaggio in sito.
Per la coibentazione, è stato scelto l’uso di materiali riciclati ed ecosostenibili, come la lana di legno: questo tipo di materiale necessita, però, uno spessore notevole per assicurare il giusto isolamento termico. Vi sono, quindi, nella struttura, due strati d’isolamento: uno nella parte interna con spessore di 10 cm e uno esterno “a cappotto” di circa 5 cm.
I rivestimenti, interno ed esterno, sono stati progettati con elementi opposti: l’interno, dotato anche di barriera al vapore, è formato da una serie di doghe orizzontali; l’esterno al contrario, rivestito da un telo traspirante, è finito con lastre in zinco-titanio.

Il progetto è concepito per adattarsi ad ogni contesto  (foto di Daniele Verducci)
Il progetto è concepito per adattarsi ad ogni contesto (foto di Daniele Verducci)

L’autosufficienza energetica è assicurata da pannelli fotovoltaici in copertura, mentre l’approvvigionamento idrico è garantito da un sistema di ricircolo delle acque piovane, il quale, da un serbatoio di accumulo, rende potabile l’acqua attraverso un apposito depuratore; oppure porta direttamente l’acqua calda o fredda in cucina ed in bagno.
Infine, lo smaltimento dei rifiuti è demandato ad una vasca d’accumulo tipo imhoff, removibile ed ispezionabile ai fini della pulizia e manutenzione.
Tutto è quindi pensato per assicurare la massima durabilità e la facilità di montaggio, mantenendo la naturale poesia del ambiente circostante.

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