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Dee And Charles Wyly Theatre

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scheda progetto

Luogo: Dallas, Texas, USA

Committente: AT&T Performing Arts Center

Progettista: REX/OMA - Joshua Prince-Ramus (partner in charge), Rem Koolhaas

Fotografo: Iwan Baan

Tempi progetto: 2004-2006

Tempi di realizzazione: 2006-2009

Superficie costruita mq: 7700

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Una sala estremamente flessibile grazie a sistemi di argani e carrucole, "liberata" dagli spazi d'accoglienza, collocati sotto di essa, e dagli ambienti di servizio, posizionati al di sopra della torre scenica.
29 Marzo 2010

Il Dee and Charles Wyly Theatre nasce per ospitare le attività della DTC - Dallas Theater Center - compagnia di prosa conosciuta per i suoi lavori sperimentali. Già prima della costruzione del nuovo edificio, la sede della compagnia era nota come "il teatro più flessibile d'America" poiché, nonostante gli alti costi di gestione, gli attori modificavano continuamente l'organizzazione del palco e degli spazi teatrali in base al tipo di rappresentazione. La situazione era tale da richiedere la creazione di una nuova sede multiforme e dinamica, che fosse in grado di garantire e assecondare la libertà creativa della compagnia in modo rapido ed economico.

Il progetto realizzato ha risposto a questa esigenza con un edificio dall'organizzazione non convenzionale. Tradizionalmente i teatri hanno un'estensione orizzontale, con la sala principale "imprigionata" tra gli spazi frontali d'accoglienza (atrio, foyer, biglietteria, guardaroba, caffetteria) e gli spazi retrostanti di servizio (retropalco, montaggio scenografie, uffici). In questo caso, invece, la sala è stata "liberata" andando a porre gli spazi d'accoglienza sotto di essa e gli ambienti di servizio al di sopra della torre scenica. Tale soluzione fornisce numerosi vantaggi, di cui il principale è la possibilità di avere la sala a livello del terreno, completamente libera, vetrata su tre lati e perciò visibile dall'esterno, mettendo in relazione gli spettatori e le rappresentazioni con la vita della città e del parco.

A enfatizzare ulteriormente questa vocazione, c'è anche la possibilità di aprire parte della facciata vetrata potendo allestire manifestazioni ed eventi che abbracciano lo spazio esterno al teatro. Inoltre, organizzando i volumi in verticale, l'edificio ha assunto un aspetto deciso e compatto, riuscendo - nonostante abbia dimensioni ridotte rispetto agli edifici nelle vicinanze - a instaurare un dialogo con il contesto. Una facciata opaca, piena (con solo 3 grandi aperture asimmetriche) e realizzata da lunghi tubolari a rilevo argentei, avvolge il volume conferendogli un aspetto elegante, come un proporzionato e ieratico monolite minimalista appoggiato su un prato: la verticalità ha permesso di acquisire un'identità.

L'accesso al teatro avviene attraverso un ampio piano inclinato che, dalla strada, scende verso il foyer. Da qui gli spettatori salgono, poi, verso la sala attraverso due strette scale in leggera penombra. Questa sequenza - da terra in basso e poi risalire - è un efficace "trucco" architettonico, inverso rispetto allo scalone neoclassico, che crea un lieve senso di disorientamento e permette di lasciare la realtà esterna alle spalle, preparando la mente per l'esperienza più intima della rappresentazione. Emergendo dalle scale, dal basso, si sente tutta la forza dell'altezza della sala e la sorpresa dello spazio che ti accoglie.

Ma l'aspetto sicuramente più affascinante del Wyly Theater è costituito dalla flessibilità estrema degli spazi di rappresentazione che lo rende una vera e propria "macchina teatrale". Esso è dotato di un elaborato sistema di argani e carrucole, piattaforme e passerelle che permettono alla struttura di essere configurata in molti modi diversi e al pubblico di sedersi anche sul pavimento o sul palco. Le tribune possono scorrere sia in orizzontale sia in verticale - scomparendo all'interno della torre scenica - liberando completamente lo spazio a terra e fornendo ai registi una libertà totale nell'organizzazione dello spazio. Non è più l'edificio a dettare le regole, ma è l'artista che ne assume il controllo. Il tempo necessario per effettuare i cambiamenti è talmente breve da consentire anche di modificare la disposizione degli spazi tra un atto e l'altro. Le tecnologie adottate derivano dal mondo delle arene sportive e dei tabelloni elettronici, abbattono radicalmente i costi di manodopera ed è la prima volta che vengono utilizzate per uno spazio teatrale.

Una scatola sospesa a sei colonne inclinate
Nell'ambito dell'idea di flessibilità totale che contraddistingue il Wyly Theatre, risulta fondamentale la forte trasparenza della sala a livello della strada, che consente l'apertura delle rappresentazioni verso la città. Nello specifico, uno degli angoli dell'edificio può essere completamente “aperto” verso l'esterno: in quel punto quattro moduli della facciata vetrata possono ruotare senza alcun tipo di ingombro strutturale. Questo effetto si raggiunge grazie alla particolare disposizione assunta dagli elementi portanti.
La struttura dell'edificio, dovendo avere un numero minimo di appoggi a terra per favorire la trasparenza e la flessibilità, è caratterizzata da una grande piastra reticolare parallelepipeda d'acciaio alta 10 metri, che contiene la torre scenica ed è sospesa sopra la sala teatrale. Su di essa insistono le strutture dei piani superiori e sono appesi gli impalcati dei piani inferiori. Per sostenere questa “scatola” sarebbe stato possibile disporre 4 pilastri sugli spigoli, ma, al fine di liberare l'angolo suddetto, si è optato per sei pilastri di calcestruzzo armato, verticali e inclinati,che in parte si intersecano e che sostengono la piastra, lasciandola a sbalzo sullo spigolo per 15 metri.
Dal punto di vista realizzativo, si è inizialmente montata la piastra, sostenendola su 6 colonne d'acciaio provvisorie, che sono state poi rimosse una volta completati i getti dei pilastri di calcestruzzo. Per “sganciare” le colonne temporanee è stato necessario sollevare di un centimetro tutta la struttura attraverso martinetti idraulici, procedendo poi a collegare definitivamente l'edificio alle fondazioni.

Verticalità: vetrate rotanti e tubolari d'alluminio
Alla base dell'edificio è presente una grande facciata vetrata costituita da moduli alti 7,5 metri con struttura d'acciaio inossidabile, profili d'alluminio e vetrocamera extrachiaro a forte isolamento acustico. Quattro di questi moduli, nonostante il forte peso, possono ruotare su un perno centrale grazie a un potente motore sottostante. All'interno dei moduli sono integrate lunghe e pesanti tende oscuranti scorrevoli a rullo che consentono di modulare la luce naturale all'interno della sala in base al tipo di rappresentazione favorendo anche l'acustica.
La facciata opaca è realizzata completamente a secco, come è tipico della tradizione costruttiva statunitense, e presenta un rivestimento caratteristico in tubolari d'alluminio. Si tratta di 466 barre, senza giunti e alte più di 30 metri, che sono state prodotte per estrusione. Le “canne”, che forniscono un'immagine molto compatta, omogenea ed eterea al Wyly Theater, hanno una superficie opaca non riflettente e un disegno in 6 possibili forme, con differenti diametri, abbinate in modo variabile a movimentare la facciata. Esse si restringono in corrispondenza delle aperture presenti ai piani superiori favorendo il passaggio della luce e le viste panoramiche sulla città. Le “canne”, grazie alla loro leggerezza, vengono fissate solo in 6 punti lungo la facciata, attraverso collegamenti che ne consentono lo scorrimento verticale necessario a causa delle ampie dilatazioni termiche a cui sono soggetti elementi metallici di tale lunghezza.

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