Destinazione paradiso

 

Visione dell’audotirio-crematorio nella radura

La concezione del tutto nuova di un edificio per il commiato prevede una forma aperta e confidente, dove la spiritualità si esprime nella relazione espressiva tra artificio e natura, lasciando cadere ogni rigidezza funzionale e simbolica

 

Modello di studio dell’illuminazione interna

L’auditorium e crematorio progettato da Asymptoteper la città di Schiedam e il suo circondario  rappresenta non solo una necessaria, moderna struttura funzionale; si tratta un vero nuovo edificio simbolico-culturale, aperto ai diversi credi religiosi, collegato al tessuto urbano e ai suoi dintorni naturali. La fluidità dell’involucro fonde l’architettura con l’ambiente che ne è fonte d’ispirazione ed entra in simbiosi con la qualità sensibile dell’edificio creando un’opera poetica capace di abbracciare la natura e il percorso della vita umana, implicito omaggio alla tradizione dell’architettura religiosa.

ll percorso verso gli ambienti di accoglienza

Il tema dei luoghi per il commiato è di attualità da diversi anni, oggetto di studi  e prime sperimentazioni: se da una parte il concept di questo tipo di strutture è stato delineato e scandagliato, anche nei suoi prevalenti aspetti d’impatto psicologico, dall’altra non si è andati più in là di schematizzazioni funzionali o, nei casi di effettiva costruzione, di meri allestimenti interni di costruzioni prive di un effettivo carattere legato alla particolarità del tema architettonico.

L’interno della sala delle celebrazioni principali. La modulazione luminosa e la finitura parietale creano un’ambientazione serena e vibrante

È tempo di interrogarsi su quest’ultimo aspetto, sulle peculiarità che questi spazi debbono possedere (anche in mancanza di puntuali riferimenti storici e tipologici) come originale disegno da intendersi, a tutti gli effetti, quale servizio alla comunità, scevro da schematismi e ricco, invece, di apporti profondi, sempre riattualizzabili, così da comprendere quale sia il loro orizzonte di collocazione urbana e valore civico-simbolico. Si può quindi pensare a un’immanenza celebrativa di spazi e simboli trascendenti che si amplificano tra loro nel radicamento terreno della costruzione.

 

Vista lungo le vasche d’acqua

In questo caso, un’ondulazione plastica di concavità delinea gli spazi di movimento, meditazione e celebrazione, immersi in una luce diffusa e modulata da un motivo di aperture circolari intessute strutturalmente nell’involucro. Il legame con gli echi e gli effetti della luce e dell’acqua, che può scorrere incanalata lungo il guscio, prima di essere raccolta nelle vasche adiacenti, racchiude l’edificio in un’atmosfera squillante, bensì serena e consapevole dei gesti e dei percorsi del commiato.

Gli oculi vetrati che tempestano il guscio marmoreo

Il progetto mira a un’architettura al di fuori della temporalità stilistica, ma che fa uso del tempo per frantumare la rigidità spaziale e creare una fluida catena di ambienti per la commemorazione, la celebrazione e il ricordo di familiari, amici e  membri della comunità, di oggi e del futuro.

Pianta del complesso pe ril commiato e la cremazione

Paradossalmente, mentre il normale spazio cimiteriale è parziale, soggiacente alla sua specializzazione urbana, questo nuovo processo architettonico è aperto, etereo e quindi totalizzante nel suo “lasciar-essere” la manifestazione della presenza spirituale.  È una forma aperta di espressione che può in tal modo ospitare anche spettacoli, mostre d’arte, letture e altri eventi culturali, per divenire parte dell’immaginario collettivo e servizio alla comunità nella sua esistenza religiosa, culturale e artistica; poiché, come ha scritto Raimon Panikkar, sta al vivente “scoprire il simbolismo dello spazio e delle cose nel loro proprio spazio” e ciò può essere solo “una scoperta e non un’invenzione”.

 

LO SPAZIO DELLE CENERI
La chiesa di St. Konrad a Marl ideata e costruita nel 1957 da Emil Steffann è stata la prima, in Germania, destinata alla riposizione delle urne cinerarie. L’edificio, dismesso dalle funzioni parrocchiali, non è stato completamente secolarizzato, ma conservato quale luogo spirituale: il progetto di adeguamento degli architetti Pfeiffer, Ellermann e Preckel ha delineato il cinerario quale minuta accoglienza all’interno della più grande “domus-ecclesiae”.

Due blocchi in basalto bifacciali, destinati a contenere 300 urne dietro semplici iscrizioni individuate da una croce, si ergono nell’aula e con la loro dislocazione a U recingono plasticamente l’area commemorativa situata nella parte di navata prossima all’ingresso; suscitano la viva percezione del cambiamento, senza però occultare la presenza  dello spazio destinato all’assemblea che si riunisce per le esequie.  Il “cimitero” d’urne di St. Konrad considera e conserva dunque l’architettura presente in un processo di continuità spirituale, riscoperta ogni volta attraverso l’esperienza di uno spazio di libero accesso quotidiano, nell’accoglimento e nella confidenza con l’ultimo riposo dei cristiani di ogni confessione.

 

 

ASYMPTOTE ARCHITECTURE
Fondato a New York nel 1989 da Hani Rashid e Lise Anne Couture, Asymptote Architecture lavora alla forma del progetto con strumenti e tecnologie digitali per arrivare a costruzioni innovative e avanzate nelle soluzioni esecutive. Numerose opere particolarmente apprezzate combinano edifici visionari, pianificazioni urbane, progetti d’interni e disegno industriale. Accanto alla professione, i soci si distinguono anche per l’illustre contributo accademico internazionale.

 

di Tino Grisi

SCHEDA 
Auditorium e Crematorio Beukenhof, Schiedam, Paesi Bassi, 2012
Committente
Piet Sanders Foundation
Progetto
Asymptote Architecture: Hani Rashid, Lise Anne Couture (design principals); Josh Dannenberg (project director); Duho Choi, Oliver Dibrova, Brian Deluna, John Hsu, Chris Johnson, Susan Kim, Ryan Macyauski,Penghan Wu, Shi Yun (design team)

 

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