Drop in the Ocean

Visualizzazione della proposta Drop in the Ocean (foto di Mikhail Kudryashov)

È intitolato “Drop in the Ocean” il progetto visionario proposto dall’architetto  Mikhail Kudryashov che intende affrontare la problematica dell’innalzamento delle acque marine e la futura probabile sommersione di numerose città.

Le strutture di protezione permettono la visita di alcuni monumenti (foto di Mikhail Kudryashov)

L’assunto della proposta consiste nella previsione di una crescita, nei prossimi decenni, del fenomeno d’innalzamento delle acque, che in modo inevitabile sommergeranno molte città come Venezia, Amsterdam, Pisa, Kaliningrad, Copenhagen o San Pietroburgo.

Visualizzazione del panorama dominato da “Drop in the Ocean” (foto di Mikhail Kudryashov)

È difficile prevedere con quali tempi e livelli di crescita avverrà l’innalzamento, ma ciò che viene considerato importante è che “La gente non dovrebbe dimenticare le proprie radici: da dove tutto ha inizio, dove tutto questo è avvenuto e come tutto è affondato sott’acqua. Ognuno di noi dovrebbe ricordare chi siamo, a prescindere dal nostro futuro”.

Visualizzazione di Piazza San Marco avvolta dalla nuova struttura di protezione (foto di Mikhail Kudryashov)

Attraverso il progetto, ciò che si propone di mantenere è l’atmosfera del luogo, il suo ricordo: “una piccola goccia di storia nello spietato mare blu scuro”, spiega l’autore. Se anche alcune città dovessero essere sommerse la proposta progettuale suggerisce il loro mantenimento come musei storici-urbani a cielo aperto e l’intervento specifico per alcuni edifici scelti e rappresentativi.

Il concept progettuale (foto di Mikhail Kudryashov)

Il progetto si compone infatti di strutture la cui configurazione è ispirata alla forma di una goccia che si infrange su una superficie, definendo, di rimando, un piccolo anello perimetrale: questi recinti strutturali trasparenti, che dall’acqua prendono le forme, potrebbero proteggere dal moto ondoso e dall’innalzamento dell’acqua, se non altro, alcune architetture.

Un momento del Carnevale di Venezia, tra le strutture di “Drop in the Ocean” (foto di Mikhail Kudryashov)

Le antiche città sommerse sarebbero visitabili attraverso una rete di turismo subaqueo ed i recinti di protezione permetterebbero, con gallerie sospese e strutture d’attracco per le imbarcazioni, di visitare le architetture selezionate, seppure l’autore riconosca che: “Sarà molto difficile definire e scegliere gli elementi di maggiore valore, quelli da preservare”.

Visualizzazione aerea del paesaggio proposto dal progetto (foto di Mikhail Kudryashov)

È individuata così, ancora nei termini di una valutazione estimativa, la questione fondamentale che l’autore facilmente risolve, tralasciato il concetto – probabilmente tutto italiano – di “letteratura architettonica” individuato già nel 1936 da Roberto Pane e anche le successive teorie relative alla necessità della conservazione del patrimonio architettonico diffuso, suggerendo: “riguardo alla scelta riusciremo a metterci d’accordo”.

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