Elogio del violino

Il nuovo Auditorium del Museo del Violino di Cremona, dedicato a Giovanni Arvedi, è un progetto realizzato in team dagli architetti Palù e Bianchi, di ArkPabi, e l’ingegnere  Yasuhisa Toyota, di Nagata Acoustic, che si è occupato dell’ottimizzazione acustica.

Obiettivo dell’intervento è riaffermare Cremona come capitale del violino e della musica a livello internazionale: l’intento si traduce in una sala dai volumi morbidi, una sorta di scultura organica che abbraccia il palco, posto al centro della scena in modo da garantire un’acustica ed una visuale ottimale da qualsiasi posizione.

All’Auditorium, ricavato in una ex palestra, si accede da tre differenti livelli: piano interrato, ove è collocato il parcheggio, piano terra e piano ammezzato.

In seguito ad una analisi effettuata dallo studio Nagata Acoustic, è emersa la necessità di abbassare il livello del palco, in modo da incrementare la sezione libera della sala e migliorarne la resa sonora.

Per garantire l’acustica sono stati inoltre inserite tende acustiche dietro ogni apertura ed è stata creata un’intercapedine che funge da cassa di risonanza sotto il palco centrale; infine è stata realizzata una foratura del 50% della muratura perimetrale del livello interrato per permettere l’assorbimento del suono dalla tenda acustica retrostante, dando vita ad un motivo architettonico dal forte carattere decorativo.

L’unico elemento mantenuto del vecchio edificio, sono le porte e le finestre realizzate dall’architetto Cocchia nel 1942.

La grande forma scultorea dell’Auditorium è stata realizzata con una struttura in calcestruzzo disegnata attraverso lame di acciaio tagliate al laser, cui è stata ancorata una maglia metallica per permettere l’aggrappo dell’intonaco. Successivamente la struttura è stata rasata ed impiallacciata a vivo con legno d’acero, richiamo al materiale con cui vengono tradizionalmente realizzata i violini.

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