Expo 2015. La foresta pietrificata di Palazzo Italia è “biodinamica”

L’ingresso principale del padiglione Italia (foto di Nemesi & Partners)

A un anno dalla proclamazione del progetto vincitore – firmato da Nemesi & Partners, Proger, Bms Progetti e Livio De Santoli – è stato “svelato il segreto” dell’involucro ramificato che, pensato dapprima come un intreccio metallico, ha, nel processo di avvicinamento alla sua realizzazione, assunto una dimensione scultorea.

Sezione del plastico (foto di Moreno Maggi)

E questo aspetto di solidità, come a sottolineare che l’edificio non sarà smontato dopo l’esposizione internazionale, sarà dato da uno dei nuovi prodotti di Italcementi.

Padiglione Italia, la piazza interna (foto di Nemesi & Partners)
Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi

«Dalla medaglia d’argento all’Esposizione Universale del 1867 di Parigi, passando per il successo internazionale del Padiglione Italiano in cemento trasparente simbolo di Expo 2010 di Shanghai, per arrivare al nuovo cemento biodinamico che caratterizzerà Palazzo Italia a Expo 2015 di Milano: Italcementi è di nuovo protagonista di una Esposizione Universale grazie ai suoi prodotti innovativi – afferma Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi -. Performance e soluzioni che, dando corpo alla qualità architettonica e ingegneristica che il nostro Paese è in grado di esprimere, contribuiscono alla realizzazione delle strutture simbolo di più di un Expo. Da Parigi, a Shanghai, a Milano, la ricerca italiana vince di nuovo».

Vista dalla Piazza d’Acqua (foto di Nemesi & Partners)

I 9mila metri quadrati di facciata non strutturale saranno realizzati con il cemento biodinamico per il quale, per l’occasione, sono stati messi a punto dei casseri, da Styl-Comb, nei quali il cemento fluido e dinamico verrà iniettato. Così attorno all’albero della vita, fulcro del progetto, prenderà forma una foresta pietrificata.

Sezione del plastico (foto di Moreno Maggi)
Michele Molè, direttore di Nemesi & Partners

«Il nostro progetto architettonico per il Padiglione Italia si ispira a una foresta urbana – spiega Michele Molè, direttore di Nemesi & Partners, autore del progetto architettonico del Padiglione Italia -. La trama ramificata della “pelle” di rivestimento di Palazzo Italia, cuore del progetto, evoca una figuratività primitiva e interpreta in modo coerente il tema dell’albero della vita di Marco Balich declinandolo nella forma di una foresta pietrificata. L’intrecciarsi di linee genera alternanze di luci e ombre, vuoti e pieni e dà vita a un’“architettura naturale”. L’articolazione volumetrica di Palazzo Italia è basata su quattro blocchi principali organizzati intorno ad un vuoto-piazza centrale e collegati tra loro da elementi-ponte; al loro interno sono organizzate le macro funzioni principali: Area espositiva, Auditorium, Uffici e Sale riunioni. I quattro volumi architettonici, come se si trattasse di alberi, presentano degli appoggi massivi a terra che simulano le grandi “radici” del percorso espositivo del piano terra; gli stessi volumi, visti dalla piazza centrale, aprendosi e ampliandosi verso l’alto si liberano con “chiome” leggere attraverso superfici vetrate su cui si allungano “rami” che in maniera dinamica tessono la trama di queste chiome fino ad arrivare sulla grande terrazza di copertura. La pelle esterna di Palazzo Italia – conclude Molé – rappresenta un aspetto fondamentale della poetica progettuale, resa possibile grazie ai materiali innovativi e alle tecnologie messi a punto da Italcementi e Styl-Comp».

ENtreePic, l’installazione di nemesi & Partners _Michele Molè e Susanna Tradati esposta nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, durante la settimana del design (foto di Mario Carrieri)

Saranno 900 pannelli tra piani e curvi tutti diversi tra loro – e un’anteprima è stata mostrata al pubblico durante la design week, nel chiostro della sede dell’Università Statale di Milano – a formare la pelle dell’edificio e per la loro realizzazione saranno necessari 600 casseri piani e 300 casseri angolari(naturalmente anche essi tutti diversi tra loro). E saranno utilizzate circa 2mila tonnellate di cemento i.active Biodynamic, che presenta una fluidità tale da consentire la realizzazione di forma complesse, dotato di proprietà fotocatalitiche ottenute grazie al principio attivo Tx Active (brevettato da Italcementi) e costituito, per circa l’80 per cento, da aggregati riciclati, in parte provenienti dagli sfridi di lavorazione del marmo di Carrara, che conferiscono una brillanza superiore ai cementi bianchi tradizionali.

Lavorazione del cemento biodinamico (foto Italcementi)
Sergio Zambelli, amministratore delegato di Styl-Comp

Un materiale, il cemento biodinamico che, oltre a presentare significative caratteristiche di lavorabilità e resistenza, ha anche una texture superficiale che, per dirla con Sergio Zambelli, amministratore delegato di Styl-Comp, induce a pensare che questo materiale cementizio «desideri essere accarezzato». Quello che ha portato alla scelta dei materiali e alla definizione esecutiva dell’opera, che dovrà essere “consegnata” entro aprile 2015, è un team che «ha superato gli steccati ideologici stereotipati».

Un cassero in stabilimento (foto Styl-Comb)
Enrico Borgarello, direttore centro ricerche del Gruppo Italcementi

Un esercizio di confronto e collaborazione, dagli esiti positivi, durante il quale  la creatività è stata, come di solito avviene, «la forza generatrice e lo strumento necessario per dare vita all’innovazione» sperimentata da un’industria che fa della ricerca il suo fiore all’occhiello.

Così nell’i.lab Italcementi, per la messa a punto del nuovo prodotto, sono stati coinvolti 15 ricercatori che, capitanati da Enrico Borgarello, hanno dedicato al progetto più di 10.500 ore.

Particolare del concio in cemento biodinamico (foto di Mario Carrieri)
Diana Bracco, Presidente di Expo 2015 e Commissario del Padiglione Italia

Ma d’altra parte, «l’Esposizione Universale del 2015 è una grande opportunità di rilancio per l’Italia, che permetterà al nostro Paese di valorizzare le nostre numerosissime eccellenze produttive, tecnologiche e scientifiche – ha affermato Diana Bracco, Presidente di Expo 2015 e Commissario del Padiglione Italia -. Il nostro Padiglione, ispirato al concept di Marco Balich, Vivaio Italia e Albero della Vita, sarà una finestra sul passato, sul presente e sul futuro dell’Italia. Uno dei driver fondamentali dell’Expo di Milano sarà, infatti, l’innovazione. Vogliamo fare del Padiglione Italia un’occasione per valorizzare la capacità innovativa delle imprese e incoraggiare lo sviluppo di prodotti sostenibili e di tecnologie eco- compatibili. Un esempio emblematico in tal senso sarà proprio Palazzo Italia, che si presenta come una architettura-paesaggio, in cui l’edificio assume, attraverso la propria struttura e articolazione volumetrica, le sembianze di un albero-foresta, in cui il visitatore potrà immergersi e vivere una esperienza emozionale. La realizzazione di questa narrazione architettonica, concepita da Nemesi&Partners in collaborazione con Proger e BMS Progetti per la parte ingegneristica e Livio De Santoli per la sostenibilità dell’edificio, sarà affidata ad aziende italiane, come Italcementi, capaci di cogliere questa sfida grazie alla loro capacità innovativa e realizzativa. Palazzo Italia come Casa del Paese ospitante, sarà il cuore dell’intero sito espositivo, e grazie al candore dei suoi rami in cemento biodinamico rimarrà nel futuro come luogo-icona dell’Esposizione Universale del 2015».

Il Padiglione Italia (foto di Nemesi & Partners)
Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia

Un’icona che avrà una funzione specifica anche dopo che l’esposizione chiuderà i battenti perché «il Padiglione Italia – afferma Marco Balich, direttore artistico di Padiglione Italia – è stato ideato per proteggere e coltivare i giovani talenti, le energie nuove, le culture anche per dare un obiettivo al nostro lavoro; l’obiettivo è la speranza e la fiducia nelle nostre capacità e nel nostro futuro, di essere umani e Italiani».

Francesca Malerba

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO