Foster + Partners per la stampa in 3d sul suolo lunare

In occasione della 2014 Royal Academy Summer Exhibition, è stato presentato dallo studio Foster + Partners un video relativo alla proposta di utilizzare la tecnologia di stampa 3d nel contesto di una missione aerospaziale. Già nel 2012, lo studio avava preso parte ad un consorzio costituito dall’Agenzia Spaziale Europea per esplorare tale possibilità: la proposta prevede ora di utilizzare la stampa 3d per costruire un’intera base lunare.

Vista dall'alto della base lunare stampata in 3d (foto di Foster + Partners)
Vista dall’alto della base lunare stampata in 3d (foto di Foster + Partners)

La stessa Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con partner industriali, ha dimostrato nel 2013 che la tecnica di stampa 3d, in linea di principio, sarebbe stata attuabile utilizzando materiale lunare, la regolite. Da allora, il lavoro continua a sviluppare la tecnica e ricercare una soluzione alla problematica di realizzare abitazioni adatte all’ambiente inospitale e irregolare della superficie lunare.

La base sarebbe costruita con regolite del suolo lunare e tecniche di stapa 3d (foto di Foster + Partners)
La base sarebbe costruita con regolite del suolo lunare e tecniche di stapa 3d (foto di Foster + Partners)

Foster + Partners, contribuendo al concept architettonico per la costruzione, spiega ora, attraverso la visualizzazione di una ipotetica missione sulla luna, come potrebbe avvenire la procedura di stampa e quali sono stati i fattori che hanno indirizzato il progetto. La base lunare è concepita per ospitare quattro astronauti e per resistere ai meteoriti, alle radiazioni gamma ed alle fluttuazioni dell’alta temperatura esterna. Il bordo del cratere Shackleton, al polo sud lunare, è stato scelto per la posizione della base: la rotazione della Luna, qui, è tale che il Sole sfiora solo i suoi poli con angoli bassi. Il risultato è un ‘picco di luce eterna’ quasi costante lungo il bordo del cratere, accanto a zone d’ombra permanente. Costruire in prossimità di tale sito avrebbe offerto l’energia solare abbondante, utilizzata per le fasi di stampa, e nel resto di territorio lunare si sarebbe potuto trovare riparo da temperature estreme, sia per il caldo che per il freddo. La base lunare per ora rimane un’ipotesi delineata solo in video e sui tavoli da disegno, ma ogni piccolo risultato nella ricerca rende la futura colonizzazione lunare, non solo prevedibile, ma sempre più realizzabile.

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