Freyrie all’Homeday: la leva è la riqualificazione energetica

All’Homeday, giornata-evento sulla casa e le politiche abitative, organizzata da Ance presso la sede romana, Leopoldo Freyrie ha sottolineato che la leva per uscire dalla crisi è quella della riqualificazione energetico del patrimonio edilizio, ma non solo.  «Serve creare un’unica struttura nazionale per coordinare gli interventi di riqualificazione delle aree urbane e metropolitane: questo fatto rappresenterebbe il primo e vero  segnale di cambiamento per affrontare davvero in modo nuovo ed incisivo il tema della rigenerazione statica ed energetica del patrimonio edilizio del Paese, per ridefinire il profilo del settore delle costruzioni nei prossimi anni e ritornare a creare lavoro. – Ha sottolineato il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori – La nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020, che vuole spingere l’innovazione energetica nelle città, e le Direttive 2012/27 e 2010/31, che hanno fissato la visione e poi le scelte da intraprendere per fare dell’efficienza energetica la chiave per una riqualificazione diffusa e ambiziosa del patrimonio edilizio, rappresentano entrambe una sfida ed una opportunità che dobbiamo saper cogliere.

Leopoldo Freyrie, presidente Cnappc

Il Paese sembra a ciò del tutto impreparato. Il Piano per l’efficienza energetica che l’Italia dovrà presentare a Bruxelles entro aprile 2014 (e sul quale ad oggi il Governo non ha avviato un confronto)  deve contenere proposte capaci di aprire finalmente i cantieri e segnare una svolta nelle politiche di intervento nel territorio e nelle città italiane.  Occorre un programma realistico che si articoli in pochi e concreti punti: pianificare una strategia per la riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio pubblico che individui priorità e obiettivi di intervento; costituire un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia, con il coinvolgimento della Cassa e Depositi e prestiti; rendere permanenti le detrazioni fiscali per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici; allargare  e rendere permanenti gli incentivi anche al consolidamento antisismico degli edifici. In questo senso va visto con favore il tentativo del Parlamento, attraverso una iniziativa dello stesso Presidente della Commissione ambiente del Senato, Marinello, di far inserire nella Legge di Stabilità 2014, attualmente in discussione, una norma che prevede che agli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio non si applichi il Patto di Stabilità interno in tutti i casi in cui è dimostrata la riduzione complessiva delle spese di gestione e la fattibilità tecnico e finanziaria dell’intervento. Per porre definitivamente fine a tragedie causate da crolli per edifici costruiti male  – conclude Freyrie – va stabilito l’obbligo di dotarsi del Fascicolo del Fabbricato che rappresenti la carta di identità delle strutture, permettendo così di conoscere il grado effettivo di affidabilità e sicurezza degli edifici in termini di vulnerabilità sismica e rispetto ai rischi idrogeologici dell’area. Serve smetterla, insomma, di inseguire emergenze sprecando risorse pubbliche per riparare i danni e spostare, invece, gli investimenti su prevenzione, manutenzione e innovazione».

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