Future in the making

Si svolge in questi giorni fino al 13 novembre all’Architecture Foundation di Londra la mostra collettiva d’architettura intitolata Future in the Making.

I progetti dei giovani neolaureati esposti in tavole e modelli (foto di Max Creasy)

L’esposizione riguarda alcuni esempi progettuali significativi, presentando la ricerca speculativo-architettonica nei lavori di giovani neolaureati in architettura.

Adrienne Lau, Casa multipla 5 in 1 (foto di Max Creasy)

I progetti in mostra si distinguono per le forme innovative ed anche provocatorie d’architettura proposte pensando ai problemi globali in ambito sociale, economico e ambientale.

Chang-Yeob Lee, synth[e]tech[e]cology tower (foto di Chang-Yeob Lee)
Pensati per località che vanno dal Burkina Faso alla Florida, da Londra a Pechino, i progetti mostrano spettacolari facciate capaci di catturare l’inquinamento, nuove soluzioni di co-housing in contesti suburbani, infrastrutture residenziali nelle pianure alluvionali ed insediamenti innovativi nell’Africa sub-sahriana.

Adrienne Lau, (dis)assemblaggio di Suburbia (foto di Adrienne Lau)

Tra i partecipanti: Farah Aliza Badaruddin, dialle nuvole alla terra: sfruttare i fulmini a Cape Canaveral; Max Hacke, architettura come collage; Jack Hudspith, socio-agrarianesimo; Adrienne Lau, (dis)assemblaggio di Suburbia; Chang-Yeob Lee, synth[e]tech[e]cology; Le Lulu Li , progetto per la scuola d’architettura a Hutong, Satoru Nakanishi, notte in piena.

Jack Hudspith, socio-agrarianesimo (foto di Jack Hudspith)

“Future in the making” intende non solo presentare questi interessanti progetti, ma proporre un dibattito, a partire da essi, rispetto alle possibilità dell’architettura nel prossimo futuro. Indagare la concezione e le prospettive in architettura e quale peso il progetto potrà continuare ad avere nel nostro vivere insieme, nella costruzione delle città, suggerendo un semplice assunto di partenza: il futuro sta nel fare.

E fare bene, è il caso d’aggiungere.

 

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