Gabriele Basilico in mostra: fotografie dalle collezioni del Maxxi

Il cantiere del Maxxi, 2009 (foto di Gabriele Basilico)

Dal 28 novembre 2013 saranno in mostra a Roma, nella sala Gian Ferrari del Maxxi, oltre settanta  fotografie che raccontano la lunga collaborazione tra il museo e Gabriele Basilico.

Vista di Milano, 1995 (foto di Gabriele Basilico)

La mostra si intitola appunto “Gabriele Basilico. Fotografie dalle collezioni del Maxxi” e rende omaggio al maestro che ha saputo offrire suggestioni, visioni e riflessioni anche e soprattutto rispetto al paesaggio urbano contemporaneo.

Particolari nella città di Napoli, 1982 (foto di Gabriele Basilico)

L’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 30 marzo 2014, ricostruisce una vera e propria biografia del Maxxi, attraverso le numerose committenze realizzate dal fotografo, oltre alla storia della riuscita collaborazione tra Basilico ed il Museo delle Arti del XXI Secolo.

Vista di Roma, 1997 (foto di Gabriele Basilico)

In visione, per la mostra, anche un film-documentario inedito di Amos Gitai dedicato al fotografo: una lunga intervista in cui Basilico racconta il suo lavoro e che viene presentata in anteprima al Maxxi proprio in questa occasione.

Palermo nel 1998 (foto di Gabriele Basilico)

Prendono parte all’esposizione anche una serie di fotografie tratte dai lavori più significativi del percorso artistico di Basilico, come le celebri immagini di Beirut dopo la guerra, insieme ai ritratti delle città italiane che testimoniano la straordinaria capacità di leggere il paesaggio urbano. Riguardo a quest’ultimo tema Basilico spiegava che: “Quello che mi interessa in modo costante, quasi ossessivo,
 è il paesaggio urbano contemporaneo, il fenomeno sociale ed estetico
 delle grandi, rapide, incontenibili trasformazioni in atto nelle città del pianeta”.

Vista dello stretto di Messina, 2002 (foto di Gabriele Basilico)

A questa passione per il costruito, che scaturisce con forza da ogni suo lavoro, si può aggiungere quanto detto dallo stesso Basilico, in merito al suo particolare punto di vista: “[…] un principio resta fondamentale per il mio lavoro ancora oggi: con la fotografia non puoi giudicare il mondo, ma puoi fare una cosa molto più necessaria: misurarlo. Prendere le misure dei luoghi da noi creati è più importante, più urgente che guardarli”.

di Marisa Carelli

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