Geopolitica del Made in Italy. Imprese e progettisti nella globalizzazione

Giovedì 19 giugno 2014 ore 17.00, presso la Sala Colleoni di via G.A. Guattani a Roma, si terrà il Convegno promosso da In/Arch e Limes “Geopolitica del Made in Italy. Imprese e progettisti nella globalizzazione”, che intende riprendere il discorso iniziato nel 2012 con la mostra “Architettura: energia per il made in Italy. Imprese e progettisti nella globalizzazione”, relativa a un progetto di ricerca predisposto per il Ministero dello Sviluppo Economico.

Quest’ultima esposizione aveva avviato un’analisi della qualità architettonica e urbana delle fabbriche, degli uffici, dei laboratori, dei centri direzionali e di ricerca delle imprese del settore manifatturiero e agroalimentare.

Esiste, infatti, un’architettura del Made in Italy consistente, diffusa su tutto il territorio nazionale che, soprattutto negli ultimi decenni, ha accompagnato l’affermarsi della piccola e media impresa: dopo la fase dell’espansione dei capannoni industriali abbiamo avuto, sempre con maggiore frequenza, imprenditori che hanno investito nel progetto di architettura.

L’architettura del Made in Italy segue e rappresenta la fase matura del decentramento produttivo e dell’organizzazione distrettuale. Oggi il modello dei distretti industriali è in trasformazione. La competizione internazionale ha portato a delocalizzare molte attività produttive in paesi in cui il costo del lavoro è più basso, ma anche per aprirsi a nuovi mercati.

Possiamo parlare di Architettura del Made in Italy nel mondo. È l’export delle nostre produzioni che porta a realizzare all’estero stabilimenti, negozi, uffici di rappresentanza. La globalizzazione trasforma e amplia il decentramento produttivo, le filiere si allungano. Molti progettisti seguono i loro committenti imprenditori, i loro interventi nel mondo, a loro volta, promuovono l’export di prodotti e tecnologie del settore costruzioni.

L’architettura del Made in Italy nel mondo è anche legata al credito del talento e della cultura italiana, all’immagine del Bel Paese. L’architettura e l’ingegneria italiana sono richieste per una pluralità di opere, e la domanda non riguarda soltanto le grandi firme e i grandi studi ma attrae e coinvolge sempre di più studi minori e giovani professionisti.

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