| Giovani architetti alle porte di Milano: OBR a Milanofiori Nord | |
testo cura di Carlotta Eco |
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SCHEDA DI PROGETTO La costruzione dell'edificio residenziale progettato dallo studio genovese
OBR fa parte di una trasformazione "urbanistica" attualmente in atto alle porte
di Milano. Il progetto Milano fiori nord La società committente ha deciso di affidare il masterplan dell'area nord a uno studio olandese di fama internazionale (Erick van Egeraat associated architects EEA) noto per i suoi interventi considerati "a basso impatto ambientale". Il piano si propone di collocare da una parte gli edifici degli uffici lungo l'autostrada in modo da costituire una sorta di barriera acustica; dall'altra, si è deciso di concentrare verso l'interno le residenze e gli edifici commerciali e di servizio per disporli intorno a nuclei di spazio aperto più protetti quali piazze e giardini. Infine, oltre a creare nuove aree verdi, il masterplan ha cercato anche di preservare i preesistenti corsi d'acqua e le aree boschive. I criteri di sostenibilità saranno adottati anche nel progetto delle architetture: gli edifici dovranno rispettare e utilizzare tecnologie, materiali e impiantistica adeguata. Il progetto dei singoli corpi di fabbrica è stato affidato a una serie di "giovani" architetti - fra i quali lo studio OBR - affiancati da 4-5 società di ingegneria. Il progetto di OBR Il progetto dell'edificio residenziale di OBR si distingue per la particolare
attenzione posta al rapporto con il verde. La ricerca progettuale si è
concentrata a livello generale sulla relazione spaziale e visiva che si crea fra
strada di accesso - edificio - giardino interno e, più in specifico ancora, fra
l'interno e l'esterno di ogni singolo appartamento. I tre corpi di fabbrica,
disposti intorno ad una corte semi-privata interna seguono una sagoma a ferro di
cavallo (la pianta è stata ereditata dal piano particolareggiato) e sono
caratterizzati da una sezione digradante dall'alto verso il basso. Ogni singola
unità abitativa è dotata, infatti, di una terrazza che affaccia sul verde
interno ed è separata dall'appartamento vero e proprio da uno
"spazio-filtro", più precisamente una loggia con funzione di giardino d'inverno.
La configurazione geometrica della facciata, alta dai 4 ai 5 piani, permette di
ottimizzare le condizioni di illuminazione naturale ai piani inferiori. Inoltre,
per migliorare l'irraggiamento solare dei fronti rivolti a nord e per sfruttare
al meglio l'ombreggiamento e il cambiamento delle temperature nelle diverse
stagioni, gli ultimi livelli sono leggermente traslati rispetto a quelli
sottostanti. forma di ferro di cavallo (2,3,4) Il giardino d'inverno Lo "spazio filtro", che si trova fra terrazza e appartamento, riveste una
duplice funzione: sia una architettonica, perchè estende lo spazio interno
dell'abitazione verso il paesaggio esterno (e viceversa), sia una di
termoregolazione, perché forma un'intercapedine d'aria fra due pareti vetrate. I
pannelli più esterni vetrati, grazie al giunto aperto, garantiscono un'aerazione
costante della serra, e, a seconda della stagione, mitigano l'influenza della
temperatura esterna. Il costante ricambio d'aria è assicurato "dall'effetto
camino" che si genera grazie alla permeabilità del serramento esterno (i cui
pannelli scorrevoli si sovrappongono lasciando fessure di spazio aperto): si
impedisce in tal modo la formazione di condensa e si mantiene asciutta la
serra. Durante i mesi estivi, poi, aprendo la vetrata, la presenza del solaio
soprastante in aggetto sulla vetrata interna consente un notevole ombreggiamento
che riduce l'esposizione solare. Il Mock up Per verificare e sperimentare le tecniche costruttive e i materiali scelti, la committenza ha voluto realizzare un modello al vero di una delle unità abitative del complesso. Da gennaio questo modello-unità funzionerà come vero e proprio ufficio vendite per i futuri acquirenti. La sua costruzione, iniziata quando la gara per le imprese non era ancora terminata, è stata utile per mettere a punto alcuni aspetti del progetto esecutivo. Per fare un esempio, è stata particolarmente utile nello studio di dettaglio dei parapetti e dei serramenti scorrevoli, che si basano sull'utilizzo di un sistema di carrelli incernierati direttamente sui cristalli, privi di profili a vista. Per ottenere l'effetto caleidoscopico tanto ricercato, è stato inoltre possibile testare le diverse qualità di cristallo. Anche gli impiantisti hanno potuto trarre profitto da questo momento di verifica e "testare" il funzionamento e l'esatto posizionamento del sistema di riscaldamento e raffrescamento previsto in forma di pannelli radianti a soffitto. Lo studio dell'accavallamento dei canali d'aria ha permesso inoltre di ottimizzare la configurazione di ripostigli e controsoffitti. dettaglio dei vetri senza profili (4) |
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