Gli allievi di Garutti al Fuoriclasse

Simone Berti, Alberto, 2012

La mostra collettiva Fuoriclasse sarà inaugurata alla Galleria d’Arte Moderna di via Palestro a Milano sabato 6 ottobre 2012, contaminando anche lo spazio del Padiglione d’Arte Contemporanea. Curata da Luca Cerizza, promossa e prodotta dal Comune di Milano, settore Cultura Moda e Design, insieme alla Gam e al Pac, la mostra riunisce una selezione di artisti che hanno frequentato, o ancora frequentano, i corsi di Alberto Garutti, noto per le opere pubbliche in cui cerca di mettere in relazione l’architettura con gli spazi pubblici delle città nelle quali lavora.

L’ingresso della Galleria di Arte Moderna (Gam) di Milano

I quasi sessanta artisti, selezionati tra coloro che hanno raggiunto fama internazionale e chi ancora frequenta i corsi, provengono dalle accademie di Bologna, Milano e Venezia ed esporranno lavori appositamente realizzati per la mostra oppure opere precedenti ripensate per l’occasione.

La sede del Pac, Padiglione di Arte Contemporanea di Milano

Fuoriclasse, preludio alla personale di Garutti in programma a novembre al Pac, proporrà quindi uno scorcio sugli artisti formatisi in Italia negli ultimi vent’anni, tra i quali Meris Angioletti, Roberto Cuoghi, Lara Favaretto, Giuseppe Gabellone, Petrit Halilaj, Diego Perrone, Paola Pivi e Patrick Tuttofuoco, esponendo una selezione di lavori legati a epoche e generazioni diverse che offriranno l’occasione di guardare l’arte italiana della cosiddetta Transavanguardia per interrogarsi su una sua eventuale identità, per riconoscerne corrispondenze e diversità. Il confrontò sarà anche  con lo spazio settecentesco della Villa Reale e con lo straordinario patrimonio storico della collezione della Gam in esso contenuto.

Luca Cerizza, curatore della mostra collettiva

«La particolarità dell’insegnamento di Alberto Garutti», dichiara il curatore della mostra Luca Cerizza, «risiede nella capacità di creare e agevolare, all’interno dell’aula, situazioni di confronto e di discussione, anche serrata, tra sé e i giovani artisti, e tra loro e il mondo. Non l’insegnamento di una tecnica, di uno “stile” o di una teoria, bensì la creazione di un “clima” favorevole allo sviluppo delle singole identità. Per questo, nonostante si possano individuare alcuni caratteri e disposizioni che ritornano anche tra generazioni diverse, i corsi di Garutti non hanno prodotto repliche o variazioni di uno stile. Semmai una costellazione di posizioni molto diverse tra loro e dallo stesso Garutti, che questa mostra aiuterà a conoscere».

Si instaurerà così un dialogo serrato tra l’antico e il contemporaneo, attraverso l’utilizzo di una grande varietà di mezzi espressivi, quali pittura, scultura, disegno, istallazione, opere audio e video, performance musicali, che enfatizzeranno la complessa e stimolante stratificazione di segni e corrispondenze presente nell’istituzione milanese

Petrit Halilaj, Can we do something together, Just this and then free forever, 2011

Meris Angioletti concepirà per quest’occasione una nuova istallazione sonora per la Sala della Musica della Gam, mentre il lavoro di Giulio Frigo, un’installazione “aerea”, occuperà lo spazio della scalinata. Christian Frosi presenterà un’opera statuaria in bronzo; Petrit Halilaj concepirà una nuova scultura in dialogo con l’opera di Segantini; Alessandro Agudio e Davide Stucchi interverranno, in modo quasi mimetico, su alcuni arredi del museo. Marco Basta produrrà invece una nuova opera relazionandosi con un dettaglio architettonico della Villa. Simone Berti utilizzerà infine alcune statue della collezione come supporto per le sue animazioni che ritraggono e trasfigurano alcuni artisti italiani delle ultime generazioni, mentre Roberto Cuoghi presenterà un omaggio, lugubre e affettuoso al tempo stesso, al suo professore di Accademia.

Riccardo Beretta, Donnerwetter, 2011-2012

L’esposizione uscirà dagli spazi interni della villa, percorrendo e contaminando anche l’esterno, il cortile e le vie adiacenti con gli interventi del gruppo Cherimus, così come di Chiara Luraghi e di Stefania Galegati, che rappresenteranno un dialogo tra museo e spazio urbano, tra due diverse tipologie di spazi pubblici.

Deborah Ligorio, Survival kit-researcher Marcella 1_99, 2012, Assemblage

Il primo sabato di ottobre il Pac ospiterà invece performance, interventi estemporanei e musicali degli artisti protagonisti della mostra in Gam, in una temporanea occupazione di quello che sarà lo spazio dedicato alla mostra retrospettiva di Alberto Garutti.

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