Heatherwick e la distilleria di gin Bombay Sapphire

[metaslider id=33183]
Lo studio Heatherwick ha completato il progetto di recupero e rinnovo della distilleria di gin Bombay Sapphire, nel sud dell’Inghilterra.
La realizzazione di una sede unica dedicata alla distilleria è stata l’occasione per consolidare la produzione e migliorare l’efficienza dell’azienda, situata nel villaggio di Laverstoke proprio sul fiume Test.
Originariamente il sito era occupato da un mulino, ma nel 1718 viene acquistato da Henry Portal che vi sviluppa la fabbricazione della carta per produrre banconote. Nel corso dei due secoli successivi sull’area si realizza un complesso industriale tentacolare, tra i cui fabbricati vi sono, ancora oggi, una serie di edifici storici soggetti a vincolo di tutela, quali la casa del proprietario del mulino, i cottage per i lavoratori ed il mulino principale.
In tutto, sul sito sono stati realizzati, in modo pressoché casuale, oltre quaranta edifici, mentre il fiume Test, che vi scorreva attraverso, è stato ridotto e quasi del tutto interrato in un condotto in cemento.
Affrontando questa situazione, i progettisti hanno voluto portare chiarezza e riqualificare gli edifici storici esistenti, oltre a svelare il fiume Test perché divenisse il dispositivo attorno al quale organizzare tutto lo spazio.

La stuttura delle nuove serre (foto di Iwan Baan)
La stuttura delle nuove serre (foto di Iwan Baan)

Il nuovo master plan è stato quindi disposto a partire dalla realizzazione di un cortile centrale che funziona come punto focale. Con la collaborazione delle agenzie governative English Heritage e English Nature, inoltre, sono stati ripristinati ventitre edifici storici conservando la fauna locale, ma rimuovendo nove delle più recenti strutture industriali, di cui si è mantenuta comunque la traccia in ogni edificio storico su cui esse poggiavano.
L’idea iniziale del progetto di aggiungere anche un centro visitatori è stata sostituita dalla convinzione di testimoniare il processo di distillazione autentico per un’esperienza dei visitatori molto più interessante e memorabile. La tecnica di produzione, inoltre, è effettuata secondo una ricetta ideata nel 1761 attraverso l’infusione del gin nei vapori di dieci erbe e spezie sia tropicali che mediterranee.

Vista della distilleria Bombay Sapphire dal cortile centrale (foto di Iwan Baan)
Vista della distilleria Bombay Sapphire dal cortile centrale (foto di Iwan Baan)

È stato deciso quindi di coltivare in sito tali spezie adottando le strutture tipiche delle serre botaniche inglesi, in un disegno che, connesso alle strutture storiche, intreccia due nuove serre vetrate nel cortile centrale. Questi spazi sfruttano l’eccesso di calore derivato dal ciclo di distillazione per ricreare il microclima adatto a un centinaio di specie di piante e di erbe  che forniscono l’ecosistema necessario alla crescita delle spezie.

Le strutture vetrate si intrecciano e connettono agli edifici storici (foto di Iwan Baan)
Le strutture vetrate si intrecciano e connettono agli edifici storici (foto di Iwan Baan)

Le nuove serre asimmetriche sono caratterizzate da geometrie complesse che hanno richiesto molti mesi di calcoli strutturali, ingegnerizzazione e messa a punto del progetto esecutivo: per avere un idea a riguardo basti pensare che, nel loro complesso, le serre sono costruite da più di diecimila componenti su misura.
La distilleria ha di recente aperto al pubblico, ricevendo un’eccezionale classificazione dall’istituto Breaam per il suo design: ciò ne fa sia la prima distilleria che il primo progetto di ristrutturazione ad aver mai ottenuto questo punteggio.

 

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO