Hok per il World Expo 2020 di Dubai

(foto di Hok)

Dubai è stata scelta come sede del World Expo 2020: l’urban planning proposto dal gruppo guidato dallo studio Hokguarda al futuro ma rende omaggio alla cultura e al patrimonio degli Emirati Arabi. Il sito Expo si svilupperà su un’area di oltre 400 ettari nel margine sud-ovest di Dubai, a Jebel Ali, vicino sia al nuovo Aeroporto Internazionale Al Maktoum di Dubai, che al porto marittimo Jebel Ali Port. Dopo la chiusura dell’Expo nel 2021, i tre padiglioni principali, il padiglione di benvenuto, il padiglione dell’ innovazione e quello degli Emirati Arabi Uniti, verranno congiunti e trasformati in Museo del Futuro.

Vista notturna del masterplan (foto di Hok)

Il progetto prevede tre padiglioni separati per simboleggiare i temi di opportunità, sostenibilità e mobilità, realizzati con involucri innovativi ed aree di best practice in ogni zona tematica. Questi tre padiglioni confluiscono in una piazza centrale denominata Al Wasl, un nome storico per Dubai che significa “la connessione”.

Particolare dei padiglioni con le coperture fotovoltaiche (foto di Hok)

Le architetture sono ispirate al disegno di un “souk”, il tradizionale mercato arabo, e dispongono i padiglioni più grandi sul perimetro dell’intervento mentre gli spazi espositivi più piccoli, verso il centro del sito a configurare un ambito inclusivo: queste condizioni determinano un flusso pedonale regolare, che incoraggia l’interazione tra i visitatori.

Vista delle passerelle coperte (foto di Hok)

Lo studio Hok ha collaborato con Populous, che ha fornito la pianificazione locale e le linee guida progettuali ai partecipanti, e Arup  che ha fornito i servizi infrastrutturali e di trasporto del piano generale. Il team ha progettato il sito Expo e le relative infrastrutture per costruire un nuovo punto di riferimento sostenibile per gli eventi in Medio Oriente.

I padiglioni ispirati ad un “souk” mercato tradizionale arabo (foto di Hok)

Le passerelle dei percorsi sono coperte da strutture fotovoltaiche iconiche, che definiscono lo stile progettuale ed il suo carattere sostenibile: il fotovoltaico garantisce la generazione di almeno la metà del fabbisogno energetico dell’evento e diviene uno scehermo illuminato di luci e proiezioni digitali durante la notte. Sono previsti percorsi connettivi capillari ombreggiati dai padiglioni ed anche un piano per un sistema di trasporto alternativo su acqua. Altre strategie sostenibili includono il riciclo delle acque reflue, il riutilizzo di materiali ed il monitoraggio dell’impronta di carbonio rilasciata per la costruzione e durante l’evento.

La piazza centrale dove confluiscono gli spazi espositivi (foto di Hok)

L’evento dell’Expo 2020 ha in previsione, per la città di Dubai, la presenza di più di 25milioni di visitatori tra l’ottobre 2020 ed aprile 2021 e riguarderà il tema “Connettere le Menti, Creare il Futuro”, annunciato dalle nazioni membri dalla Commissione Internazionale dell’Esposizione. Dubai sarà la prima città del Medio Oriente ad ospitare questo evento, che ormai vanta 150 anni di storia.

Il progetto inserito nel contesto urbano (foto di Hok)

“Questa vittoria è una testimonianza dell’impegno dei cittadini degli Emirati Arabi Uniti per creare un futuro prospero per la regione ed il loro paese”, ha detto Daniel Hajjar, dello studio Hok a Dubai. Hajjar, a nome dello studio, e prosegue spiegando: “Siamo orgogliosi di aver guidato la progettazione del sito Expo e per essere associati con la produzione della proposta vincente per Dubai in modo che questo grande paese possa continuare a rafforzare la propria reputazione su un palcoscenico globale”.

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