I vincitori del Premio Regionale In/Arch – Ance Puglia 2014

Vista dell’Oratorio della Parrocchia Sacra Famiglia a Manfredonia (foto di In/Arch – Ance Puglia)

Sono stati proclamati i vincitori della I Edizione del “Premio Regionale di Architettura In/Arch-Ance Puglia 2014 organizzato dalla sezione pugliese dell’Istituto Nazionale di Architettura, In/Arch Puglia, in collaborazione con Ance Puglia.

Una delle arcate riaperte nella Casa della Musica di Ostuni (foto di In/Arch – Ance Puglia)

Per la categoria ‘Intervento di nuova costruzione’ il premio è stato assegnato all’Oratorio della Parrocchia Sacra Famiglia di Manfredonia progettato da Planprogetti – Sergio Delli Carri e commissionato dalla Curia Arcivescovile di Manfredonia.

Il chiostro dell’Oratorio della Parrocchia Sacra Famiglia (foto di In/Arch – Ance Puglia)

Nella sezione ‘Intervento di riqualificazione edilizia/urbana’ il premio è andato alla Casa della Musica di Ostuni, progettata da Arkitetti Flore & Venezia Angelo Cariulo, commissionata dal Comune di Ostuni e realizzata dall’impresa Edil Costruzioni Quarta. È stata, invece, l’opera Residenze di Polignano a Mare progettata da Monica Alejandra Mellace, commissionata e realizzata dall’impresa Serim ad aggiudicarsi il premio nella categoria ‘Intervento progettato da un giovane progettista’.

Vista del chiostro che inquadra la sala grande dell’Oratorio (foto di In/Arch – Ance Puglia)

L’Oratorio della Parrocchia Sacra Famiglia, è un edificio fatto di tre soli materiali: il muro perimetrale in calcestruzzo a doghe orizzontali, gli infissi a correre sui quattro lati del chiostro, il pavimento in cemento levigato. Una sola eccezione: una costellazione di fori in plexiglas decora di luce la sala grande e denuncia – nell’inversione artificiale notturna – un volume ‘altro’, extra-ordinario, nell’afonia del quartiere periferico.

Le Residenze di Polignano a Mare (foto di In/Arch – Ance Puglia)

«L’opera – ha spiegato la commissione – si è distinta per la sua capacità di ottenere, con estrema semplicità di mezzi e un accurato studio planimetrico, una architettura di notevole qualità formale e ispirazione poetica, distinta dall’originale approccio rispetto al tema affrontato».

Particolare delle abitazioni realizzate secondo tipologie e materiali della tradizione pugliese (foto di In/Arch – Ance Puglia)

Per la Casa della Musica, la giuria ha sottolineato la capacità di rispondere a un encomiabile programma volto alla rifunzionalizzazione di una edificio degradato, una caserma, tramite un’architettura al tempo stesso misurata nel linguaggio e pienamente rispondente alla volontà di costruire un luogo urbano dedicato alla cultura.
La casa della musica si apre alla città, non più carcere, caserma, composta da muri alti che rendevano impenetrabile lo spazio, ma perimetro e quinta di una piccola piazza, agorà e luogo di scambio per la cultura giovanile.

Vista notturna della Casa della Musica (foto di In/Arch – Ance Puglia)

Infine, delle Residenze, la Giuria ha premiato la capacità di affrontare un sito difficile con complesse soluzioni planimetriche e opportune scelte costruttive frutto di una conoscenza dei principi d’insediamento propri della tradizione pugliese, opportunamente attualizzati.

La casa della Musica apre alla città lo spazio, prima chiuso, dell’ex caserma (foto di In/Arch – Ance Puglia)

In sintesi gli elementi e i temi di progetto si riassumono in un’articolazione compositiva, tipologica e costruttiva affine alla tradizione, oltre che nell’accurato inserimento dello skyline costruito nel paesaggio. Il complesso è plasmato sul sito e poggia morbidamente sul profilo degradante del piano di campagna esistente inserendosi armonicamente nel contesto naturale.

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