Il BIM e la gestione temporale del progetto

Condivisione delle informazioni tramite un approccio BIM alla progettazione
Condivisione delle informazioni tramite un approccio BIM alla progettazione

Uno dei principali vantaggi legati all’utilizzo di un software BIM oriented è la capacità di gestione temporale del progetto. Per comprendere il concetto prenderemo in esame una funzione presente in Autodesk Revit Architecture, chiamata Fasi di lavoro, cioè la possibilità di suddividere la vita di un edificio in fasi (momenti) che consentono di gestire la temporalità di un progetto; potrebbe trattarsi della tempistica di cantiere così come della suddivisione di un grosso intervento di recupero su più lotti successivi, o semplicemente di un intervento di ristrutturazione interna.

1. Suddivisione in fasi di un intervento di ristrutturazione interna utilizzando il software Revit Architecture
1. Suddivisione in fasi di un intervento di ristrutturazione interna utilizzando il software Revit Architecture

Supponendo di dover affrontare la ristrutturazione di un immobile, la prima operazione normalmente effettuata consiste nel rilievo e nella restituzione della situazione attuale; si realizza in pratica un’analisi delle condizioni pre-progettuali dell’edificio solitamente denominata “stato di fatto”. L’esistente, o stato attuale dell’edificio, coincide con la prima fase in cui si suddivide un progetto di ristrutturazione.
Metaforicamente parlando, possiamo accostare l’assegnazione di una fase allo scatto di un’istantanea dell’edificio in un preciso momento.
Il passo successivo è la definizione delle opere da effettuare per ristrutturare l’immobile; il risultato della pianificazione degli interventi da eseguire è ovviamente il progetto e, normalmente, rappresenta la seconda fase (un secondo momento), che generalmente viene chiamata anche “stato di progetto”, da catturare con una istantanea della nostra ipotetica macchina fotografica virtuale.
Chiunque abbia affrontato un progetto di qual si voglia entità, sa che uscirne senza almeno una variante in corso d’opera è quasi impossibile; ecco allora la nostra terza istantanea, o meglio, fase di lavoro: la variante n°. Le varianti, inotlre, potrebbero essere molteplici.
Ma cosa registrano queste istantanee? La risposta pur non complessa è piuttosto articolata. Innanzi tutto, l’utilizzo di un software BIM comporta l’adozione di un tipo di progettazione definita “orientata agli oggetti”: significa che il progetto è il risultato del posizionamento e della definizione delle caratteristiche di tutti gli elementi che costituiscono l’edificio (muri, pavimenti, tetti, porte, etc.).

Scomposizione concettuali di un edificio in elementi
2. Scomposizione concettuali di un edificio in elementi

Nella realtà, ciascuno di questi oggetti/elementi durante il processo di costruzione reale dell’edificio viene collocato (costruito/installato) in un preciso momento temporale.
La suddivisione in fasi di un progetto permette appunto di indicare e registrare per ciascun elemento che lo costituisce le seguenti informazioni:

  • Fase di creazione. Corrispondente al momento in cui l’elemento viene inserito nel progetto.
  • Fase di demolizione. Corrisponde all’eventuale (non è detto che ci sia) momento in cui viene abbattuto.

Questi due parametri fanno in modo, confrontando due istantanee e riferendosi a un momento preciso (la fase), che un elemento sia:

  • Esistente. Creato in un momento precedente.
  • Nuovo. Creato nella fase a cui stiamo facendo riferimento.
  • Demolito. Abbattuto nella fase di riferimento.
  • Temporaneo. Costruito e Demolito sempre nella fase di riferimento.

Tornando al nostro esempio, se confrontassimo il rilievo restituito (stato di fatto) e la fase in cui sono stati definiti gli interventi da effettuare (stato di progetto) in relazione a quest’ultima un muro potrebbe essere:

  • Esistente: Se inserito nella fase “Stato di fatto”.
  • Nuovo. Se inserito nella fase “Stato di progetto”.
  • Demolito. Se inserito nella fase “Stato di fatto” e abbattuto nella fase “Stato di progetto”
  • Temporaneo. Se inserito e abbattuto nella fase di “Stato di progetto”.

È evidente quindi come un elemento (il muro) cambi il suo stato (Esistente, Nuovo, Demolito, Temporaneo) in funzione della fase con cui ci si pone in relazione. Ma dove ci porta tutto ciò?
Per capirlo, proseguiamo con la nostra analogia “fotografica”. Se la fase è un’istantanea quale potrebbe essere la sua controparte in un progetto? Naturalmente una vista, intendendo per viste piante, prospetti, sezioni eccetera.
In sostanza le viste possono essere impostate su un preciso spazio temporale (fase definita dall’utente) restituendo una “versione” dell’edificio confacente al momento scelto. Se è possibile impostare le viste (piante, prospetti, etc) in maniera che riportino lo stato dell’edificio in un preciso momento, allora è possibile farlo anche con le tabelle di computo (in Revit Architecture denominate Abachi) che, in un software BIM oriented, sono viste che documentano l’edificio sotto forma di “dati”.

3. Vista d’abaco in un progetto eseguito con Revit Architecture
3. Vista d’abaco in un progetto eseguito con Revit Architecture

Con quest’ultimo tassello è facile comprendere le potenzialità dello strumento: potendo estrapolare un abaco relazionandolo a una precisa fase, in relazione ad essa potrete conoscere, per esempio, la quantità degli oggetti demoliti o costruiti, oppure distinguere tra serramenti nuovi ed esistenti, effettuare una stima dei costi e quant’altro doveste aver la necessità di computare. Il vantaggio principale di questa impostazione è la possibilità di ottenere tavole comparative in modo automatico. Agli apparecchi fotografici infatti è possibile applicare dei filtri per ottenere effetti particolari; anche con le viste di Revit Architecture è possibile fare qualcosa di simile: in funzione del fatto che, in relazione ad una precisa fase, un elemento sia Esistente Nuovo, Demolito Temporaneo, la sua rappresentazione grafica può essere sostituita con un’altra che lo identifichi come appartenente ad una delle quattro condizioni possibili.
Ecco quindi che, in relazione ad una fase (per esempio “Stato di progetto”), gli oggetti che sono da considerarsi nuovi saranno rappresentati di colore rosso e quelli demoliti di colore giallo.

4. Una vista comparativa Demolizioni/Costruzioni
4. Una vista comparativa Demolizioni/Costruzioni

Non male vero? La gestione delle fasi di lavoro è uno strumento fondamentale per gestire la temporalità del progetto, ma all’interno di un software BIM oriented come Autodesk Revit Architecture lo stesso strumento permette di gestire in modo innovativo molti altri aspetti, quali l’esecuzione dei lavori in cantiere o il ciclo di vita dell’edificio.
Se invece di impostare le fasi dal punto di vista progettuale (stato di fatto, stato di progetto, varianti,eccetera) lo facessimo dal punto di vista dell’esecuzione dei lavori in cantiere? Per ogni stadio si potrebbe conoscere la tipologia e la quantità dei materiali necessari alla costruzione, pianificando meglio la successione degli ordini ai fornitori, e, perché no, gli anticipi in funzione dello stato avanzamento lavori.
Le stesse informazioni potrebbero essere anche utili per la gestione dello spazio all’interno del cantiere. La zona che oggi è occupata dallo stoccaggio del materiale per l’esecuzione di una determinata fase, nella successiva potrebbe essere a disposizione per un’altro impiego e così via.

Esempio di gestione grafica del cantiere con Revit Architecture (foto di mcbainscooper.com)
Esempio di gestione grafica del cantiere con Revit Architecture (foto di mcbainscooper.com)

Senza contare, l’indubbio vantaggio che una valutazione preventiva (rispetto alla messa in opera) di possibili criticità logistiche/esecutive può offrire dal punto di vista della sicurezza e dell’efficienza.
Non voglio ancora fermarmi e vi invito ad osservare la questione considerando l’intero ciclo di vita dell’edificio. in linea teorica sarebbe possibile tenere traccia di ogni modifica apportata allo stesso nel corso degli anni, semplificando, ad esempio la pianificazione e l’esecuzione delle operazioni di facility management. Non dimenticate infatti, che uno dei vantaggi di operare in un sistema Bim è di avere un unico file contenente tutte le informazioni riguardanti l’edificio, e di poter condividere queste informazioni tramite appositi formati di interscambio, con qualsiasi attore della filiera, in qualsiasi momento. Quest’elemento, in presenza della necessità di effettuare gare di appalto diventa estremamente prezioso.
Alla luce di quanto esposto non credo di essere smentito se affermo che una gestione di questo tipo rappresenta un grande vantaggio sotto molti punti di vista, ma, come sempre accade quando si affronta un progetto con approccio BIM, pianificazione e condivisione diventano elementi indispensabili alla sua buona riuscita. Se ti servono maggiori approfondimenti, clicca qui

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